Il mondo attraverso i miei occhi

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Sono ancora qua…eh già

Quasi non mi sembra vero di riuscire a scrivere di nuovo qualcosa su questo mio spazio personale. Non immaginate quante volte abbia pensato di affidargli i miei pensieri ma qualcosa ultimamente mi blocca.

riflessioniSarà che sono diventato più introverso, a dispetto di quanto possa pensare chi mi frequenta, con meno voglia di aprirmi agli altri. Figuriamoci se farlo qui dove potevo incrociare gli occhi di chiunque. In questi mesi ho camminato “ad occhi bassi”, cercando di smarcarmi quasi da chi volesse capire cosa mi stesse passando per la testa.

Mi sono affidato al solito Luigi rassicurante per gli altri quando forse non riuscivo e magari non riesco ancora ad essere rassicurante per me stesso. La mia solita poetica Pirandelliana dell’umorismo.

“L’umorismo è un fenomeno di sdoppiamento nell’atto della concezione; è come un’erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.” 

Quante ne sapeva Pirandello.

Diciamo solo che in questi mesi sono stato messo alla prova sotto vari punti di vista e posso dire tranquillamente di aver cambiato anche radicalmente il mio punto di vista sulla vita.

Forse è bene che riesca ancora ad usare il mio diario per la mia autoanalisi da due soldi. Anche se tutto è cambiato, tutto cambierà ancora e non so quando e se la mia penna tornerà quella di prima.

Ma non lo dico con rimpianto, questo blog rimarrà sempre la mia piccola oasi dove rifugiarmi di tanto in tanto. Ciò che è successo mi ha cambiato nel bene e nel male e anche qui forse, tutti i giorni o chissà quando ne lascerò traccia.

Per raccontarvi chi sono, per raccontarmi chi ero, per raccontarvi a volte ciò che non sarò mai.

Sempre… io.

Che senso ha

Ma che senso ha?
Dimmi tu che senso ha
Se l’hai capito.

Provo a vivere di ciò
Per cui gli altri vivono
Ficco in tasca illusioni
E faccio un passo
E un passo ancora…
Ma non mi basta.

Ma che senso ha?
Dimmi tu che senso ha
Se l’hai capito.

Non mi rispondi
Immaginavo!
Abbozzi un sorriso
Ed una lacrima
E te ne vai.

Ma che senso ha?
Dimmi tu che senso ha.
Io…non l’ho capito.

                                                   di Luigi Tabarro

Beata ignoranza

I saggi si impegnano nel trovare il senso della vita…
io ho paura anche solo di provarci. Mi solletica sempre più spesso la voglia ma appena mi soffermo e rifletto…ho paura.
il senso della vitaHo paura che non un senso in fondo non ce l’abbia.
Ho paura che se anche lo trovassi, sarebbe solo l’ennesima illusione che l’uomo si da’ per non impazzire.
E allora vado avanti, affolandomi la testa di iniquità, di quotidiano, di futili pensieri.

Vado avanti…cullandomi nella beata ignoranza che anche oggi ho scelto.

 

Ciao con la mano

 

E te ne sei andata via così,
in silenzio
 a piccoli passi felpati,
 quasi a non voler dar fastidio.

Ma non si è mai pronti
mai preparati al dolore.
E provo a metterlo su questo foglio,
sperando che vi si impregni
per poi accartocciarlo
e buttarlo via lontano.

Non ce la faccio,
non ce la faccio ancora,
perché sei sempre  viva e presente
dentro me.

Quella tua voce spesso stanca,
quel tuo viso incartapecorito,
quella tua consapevolezza forse
di dover andare via,
come se avessi un appuntamento,
come se sapessi che quel giorno maledetto
sarebbe arrivato a portarti via da noi.

Ti regalo queste righe perché
altro non so fare e
spero che in qualche modo ti arrivino,
non so come, non so quando.

Ed io andrò avanti,
come mi dicevi tu,
pensando a me e a chi più ho caro al mondo;
ma un pezzo di me ormai
se n’è andato via.

Non era necessario vederti,
e da un po’ anche parlarti,
mi bastava sapere che c’eri,
che mi pensavi…
che ti pensavo.

Ora non serve a niente sprecare inchiosto,
Ti lascio.
Andró avanti lo stesso
ma non sarà più lo stesso.

Lo farò anche per te,
perché so che non vuoi che pianga,
sebbene ormai è troppo tardi.
Ormai le lacrime le lascio scorrere così
all’improvviso,
sperando ogni volta che mi lavino via
questo dolore dalla faccia.

Ti saluto e so che mi stai guardando
Mentre solo
Come uno scemo
faccio al cielo
Ciao con la mano.

tuo Luigi

cielo cuore

 

 

Attori stanchi

Attori stanchi

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

Quanto ancora conserviamo sotto quel

lenzuolo impolverato dal tempo?

 

Riviviamo immagini sfocate

adagiate su veli di tristezza,

assaggiamo briciole di vita

che lasciano un po’ di amaro in bocca.

 

Binari paralleli che pur viaggiando insieme

non si incontreranno mai.

Piramidi e castelli cresciuti

su fantasie di cartapesta.

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

 

 

di Luigi Tabarro

Sogni infranti

Sicurezza prima di tutto

(altro…)

Una vita

Un post bonus in questa domenica quando di solito non scrivo. Una breve poesia scritta anni fa per chi ora mi accompagna per la vita.

Alle volte anche solo il mio nome può generare qualcosa di bello.

Buona settimana a tutti.

Una vita

Luoghi

Umori

Immagini

Giorni e giorni

Insieme a te.

Ti voglio per sempre…

Abbracciare

Baciare

Assaporarti ancora

Rinascere

Ricominciare

Ora con te vivo

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