Il mondo attraverso i miei occhi

Articoli con tag ‘vecchiaia’

Nonno Rap

Se la vostra idea di vecchiaia comprende riposo, camino, castagne, qualche cantiere da commentare, allora guardate questo video e vi ricrederete.

Si tratta di Kwayzar, un arzillo e simpatico nonnetto che alla veneranda età di 83 anni ha deciso di intraprendere la carriera di rapper. Il suo brano “I can still do it” (Posso ancora farlo) pubblicato a marzo ha iniziato a circolare in rete da settembre ed ha subito totalizzato numerose visualizzazioni.

Kwayzar (al secolo Stanley Hoffman) definisce il suo genere “cyber rap” ed è probabilemte il più vecchio rapper al mondo. Il brano vuole essere un’esortazione a non buttarsi giù e pensare, anche quando gli anni sono tanti, posso ancora farlo.

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Questo è un paese per vecchi

Durante il mio zapping mattutino, tra un cambio pannolini e un altro, ho appreso che in Italia sono oltre 13.000 gli ultracentenari, in crescita esponenziale negli ultimi anni. Il nostro paese sembra confermarsi come uno dei più longevi, soprattutto se si guardano le popolazioni di Alto Adige, Trentino e Sardegna, e la prospettiva di vita (ora circa 80 anni) per un bambino che nasce oggi, sarà di 100 anni  e oltre.

Vabbè, niente di nuovo penserete voi, ma questo mi ha fatto subito saltare in mente una serie di riflessioni. Innanzitutto penso che quelli che hanno raggiunto ora i cento anni sono reduci di un periodo che forse non tornerà più, dove il cibo era sano, l’aria pulita e lo stress era a livelli mimini. Guardandoci già oggi, la situazione sembra essere nettamente cambiata. Per cui seppur dovessimo fisicamente arrivare a tali traguardi, chi ci dice che ci arriveremo sani o con tutte le rotelle a posto. Purtroppo spesso il cervello non segue lo stesso percorso del fisico e sempre più spesso sentiamo di anziani affetti da Alzaimer o da malattie invalidanti. A questo punto potremmo pensare: meglio vivere 80 anni “in forma” o arrivare a 100 ma “da rottamare”? Il dilemma è amletico.

In effetti il fatto che il nostro fosse un paese di vecchi lo potevamo immaginare, basta vedere la nostra classe politica, composta da attempati signori che proprio non danno l’idea del vigore di un paese moderno. Inoltre negli ultimi anni per una serie di ragioni si fanno sempre meno figli e se si seguirà lo stesso trend non ci vorrà molto prima che saremo davvero un paese di vecchi.

D’altronde il sentore che saremmo vissuti di più l’avevo avuto, visto che ormai ci faranno lavorare fino a novant’anni per andare in pensione.

Mi auguro solo che nel corso degli anni si rinnovi l’antico binomio vecchio = saggio, ultimamente nella classe politica non lo rivedo poi così tanto.

Meditate gente…meditate.

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