Il mondo attraverso i miei occhi

Articoli con tag ‘ricordi’

Attori stanchi

Attori stanchi

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

Quanto ancora conserviamo sotto quel

lenzuolo impolverato dal tempo?

 

Riviviamo immagini sfocate

adagiate su veli di tristezza,

assaggiamo briciole di vita

che lasciano un po’ di amaro in bocca.

 

Binari paralleli che pur viaggiando insieme

non si incontreranno mai.

Piramidi e castelli cresciuti

su fantasie di cartapesta.

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

 

 

di Luigi Tabarro

Sogni infranti

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Viaggiò nel tempo

E si ritrovò tutto ad un tratto a viaggiare, senza aerei, senza code, diretto e rapido verso il passato sulle ali di quella fotografia sfocata.

Ben più vividi e reali quei ricordi gli esplosero in testa come tuoni in lontananza. Quanto tempo era passato… e chi se n’era accorto.  D’improvviso vide gli anni posarglisi addosso: le mani con qualche solco più profondo e un sorriso che agli occhi dava qualche riga in più.

A viaggio finito, ripose la foto nella scatola di scarpe e salutò se stesso: un po’ più giovane, un po’ più incosciente ma un po’ meno solo.

foto sfocata

Ricordi di Natale

Quanti ricordi legati al mio vecchio albero di Natale. Si sa che forse i ricordi più belli al riguardo sono legati all’infanzia e anche per me è così.
Forse non tanto per i regali ma quanto per l’attesa che arrivasse quel tanto agognato giorno. Ricordo che già da inizio del mese di dicembre (avrò avuto 8-9 anni) mettevo la letterina di Natale sul comodino ogni volta che andavo a dormire, anche di pomeriggio.
Era tanto lo spirito del Natale che pensavo che ogni momento fosse buono per far si che Babbo Natale esaudisse i miei desideri di bambino.

Ricordo le sere passate al buio nella mia stanzetta illuminata solo dalle lucine dell’albero e del presepe. Purtroppo quello ormai non c’è più e mi rimane solo il ricordo di quando insieme ai pastori mio padre vi trovava sopra anche qualche soldatino e qualche carroarmato.

Passavo ora ad assaporare quella magia e a fantasticare chissà cosa, accompagnato dal rumore di una serie di luci che, sull’albero, ad ogni intermitteza sembrava fregolare come se stesse per rompersi da un momento all’altro. Erano momenti semplici vissuti con eutusiasmo, quando invece di una sola notte era tutto il mese ad essere speciale.

Ora tutto è diverso, anche il mio albero sembra invecchiato e tra palline e luci colorate pare mancare qualcosa. Ma forse a mancare ormai è qualcosa dentro di me mentre anche intorno a me tutto appare diverso. Certo sono anche cambiati gli attori che rendevano speciali quei natali, anche loro schiacciati sotto il peso degli anni e dei problemi.

Vorrei solo per una volta rivivere quei momenti, quelle sere da bambino passate a giocare a carte e a tombola con i sassolini della spiaggia a coprire i numeri.
Non resta che sperare nel futuro, quando magari qualche altro bambino in giro per casa possa risvegliare col suo entusiasmo quella magia del Natale che forse aspetta solo il momento giusto per ritornare.

Buon Natale a tutti!

image

E ti ricordo ancora

Oggi il mio intervento ha un sapore amarcord. Ho deciso di fare un viaggio in tutte quelle  cose che con gli anni (nemmeno tanti poi) sono scomparse ma che ancora rimangono nei nostri ricordi con un velo di malinconia, soprattutto per chi come me è nato negli anni 80.

Partendo da un video su youtube ho iniziato a ricordare tutte quelle cose che sono cambiate o scomparse nel giro di una ventina d’anni. Ricordo quando per telefonare si andava nelle cabine telefoniche e quando al nord dalle zie aspettavo la sera per andare in piazza e chiamare mio padre rimasto a casa, con le tasche piene di monetine e gettoni. Quando ascoltavo i 45 giri di mio padre nel mio mangiadischi portatile arancione e quando poi sono passato alle musicassette che spesso finivano per srotolarsi e dovevi riavvolgerle con la penna. Quando il massimo della tecnologia musicale era per me il Dolby NR che ti toglieva un po’ di quel fastidioso fruscio di fondo e si faceva a meno dell’mp3 e di avere con se sempre 12 milioni di canzoni per ascoltarne poi sempre quella ventina. Quando a scuola giocavamo a mignolino con  le figurine dei calciatori e non le complicate carte gioco di adesso. Quando a prendere l’aereo erano in pochi e prendere il treno per me significava  farsi 12 ore e 800 kilometri negli scompartimenti con i sedili di pelle marrone.

Com’è strano ricordarlo come se fosse passato una vita, come se a viverlo fosse stata una persona di un epoca lontana. In parte è vero, non siamo mai uguali a noi stessi, gli anni e quello che ci circonda ci cambiano ogni giorno ma mai dimenticherò, ricordandolo con nostalgia, quel treno, quella cabina, quel vecchio mangiadischi. Questo si che è viaggiare nel tempo.

Meditate gente…meditate.

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