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Smartphone a basso costo

Se fin ora pensavate che per avere uno smartphone degno di tale nome bisognasse spendere un occhio della testa, questo è il momento di ricredervi.

huawei ascend y300Huawei ha presentato recentemete il suo Ascend Y300, smartphone che si posiziona da subito nella fascia media del settore. Le sue caratteristiche infatti sono sicuramente di tutto rispetto: display da 4 pollici a 16milioni di colori; processore dual core Qualcomm da 1 GHz; 512 Mb di Ram e 4 Gb di memoria di massa (espandibile con SD fino a 32 Gb).

Inoltre e corredato da una fotocamera posteriore da 5 megapixel,da una  frontale da 0,3 megapixel e da una batteria di ben 1730 mAh.  A gestire tutto il pacchetto hardware c’è la più recente versione di Android, la 4.1 Jelly Bean.

Tutto questo è prenotabile sul sito di Amazon a 128€ mentre il prezzo dovrebbe aggirarsi intorno ai 170€.

Per chi avesse storto il naso di fronte al nome Huawei, ricordo solo che la compagnia Cinese rappresenta il più grande fornitore di apparecchiature per gli impianti di telecomunicazioni mobili a livello mondiale con circa 140.000 dipendenti. In Italia ha collaborato alla realizzazione della rete ad alta velocità il alcune regioni del sud Italia. Insomma non proprio dei dilettanti a quanto pare.

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Buona pasquetta!

Ed anche quest’anno è arrivata la tanto agognata Pasquetta sebbene non accompagnata da una situazione metereologica delle migliori. Ma cos’è questa ricorrenza e perché si festeggia?

Il lunedì dopo Pasqua è detto dell’Angelo perché appunto si ricorda l’annuncio di questi alle donne in visita al sepolcro dell’avvenuta resurrezione di Cristo. In realtà la tradizione ha spostato di un giorno le celebrazioni di una festa che dovrebbe tenersi la domenica di Pasqua visto che nella Bibbia si legge che l’annuncio dell’Angelo avvenne il giorno dopo la Pasqua (quella ebraica però, che cadeva di sabato).

La festa civile è stata introdotta solo nel dopoguerra per allungare le feste pasquali.

pasquetta 1 aprileMa quest’anno la pasquetta cade anche di 1° aprile, con i consueti scherzi d’obbligo per il pesce d’aprile. Voglio  citarne solo uno che magari anche ai navigatori più assidui sarà sfuggito: quello di Google.

Oggi nella homepage del celebre motore di ricerca compare in basso un annuncio di un’applicazione a dir poco rivoluzionaria: “Novità! Che strano odore, che cos’è? Scoprilo con Google Olezzo“. L’innovativa applicazione promette di riconoscere oltre milioni di odori semplicemente accostando il  vostro cellulare Android o pc alla fonte dell’odore. Volete sapere che odore ha una macchina nuova? C’è Google Olezzo che ve lo fa annusare. E’ possibile annusare l’odore della spiaggia, della zuppa di cipolle, della nostalgia (sic!) e persino l’odore del successo.

Davvero esilarate, fatto bene, con tanto di video promozionale. Da vedere! Vi consiglio di cliccare sul link per provare tutta la magia di Google Olezzo. Chissà se magari un giorno non possa diventare realtà.

Buona Pasquetta a tutti!

Sallusti: colpevole o innocente?

E’ di qualche ora fa la notizia che la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale ad Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale.

Tra i tanti articoli che ho letto al riguardo vorrei sottolineare quello apparso su Il Sole 24 ore che mi sembra abbastanza fuori dal coro. Un po’ dappertutto si da’ spazio soprattutto ai commenti a caldo di politici e non, allo smarrimento ed alle dichiarazioni del direttore e alla narrazione più o meno dettegliata della vicenda.

Quello che Il Sole 24 ore fa di diverso, invece, è dare spazio alla stessa Corte di Cassazione che spiega le motivazioni della sentenza. Ma facciamo un passo indietro sulla vicenda. Il giornale Libero (del quale Sallusti era direttore) il 18 febbraio 2007 pubblica un articolo dal titolo “Costretta ad abortire da genitori e giudici“, nel quale l’autore, con lo pseudonimo di Dreyfus, accusa un giudice di aver in pratica “costretto” una ragazzina di 13 anni ad un’interruzione di gravidanza contro il proprio volere.

La versione dei fatti, rivelatasi falsa da prima della pubblicazione dell’articolo stesso, aveva già portato il direttore del giornale in tribunale dove era stato condannato ad un’ammenda in I° grado e ad un anno e due mesi in Appello, fino alla sentenza definitiva di oggi.

Quello che solo Il Sole 24 ore fa intendere è che la condanna non è da considerarsi come una limitazione alla libertà si espressione e di stampa, quanto dipesa da elementi oggettivi. Il giornale ha diffuso una notizia falsa e diffamante per la magistratura e lo ha fatto consapevolmente visto che, come dicevo, la notizia vera era stata già diffusa da varie agenzie Ansa e dal quotidiano la Stampa il 17 febbraio, quindi il giorno prima.

A questo si aggiunge che non potendo risalire all’identità dell’autore dell’articolo, la responsabilità cade sul direttore (quindi  Sallusti), con l’imputazione di omesso controllo.

Nei Tg e in alcuni giornali di tutto questa non si è quasi fatto cenno lasciando principalmente spazio all’indignazione totale per San Sallustio. Ora si potrebbe discutere su quanto possa essere eccessiva o meno la pena inflittagli ma se in tre gradi di giudizio è stato condannato, allora qualche reato deve averlo pur commesso; negandolo si metterebbe in discussione l’intero operato della magistratura italiana. Ora sulla libertà di espressione di un giornalista o di un semplice cittadino si potrebbe discutere all’infinito ma su reati considerati tali dalla legge, quello no.

Sul fatto che debba scontare davvero in carcere addirittura 14 mesi ho qualche dubbio, visto che in questo paese anche chi è stato condannato per reati maggiori magari si ritrova a farsi una vacanza, seppur forzata, a casa sua. In ogni modo per ora l’esecuzione della sentenza è stata sospesa dalla Procura.

E qui davvero c’è da riflettere. Meditate gente…meditate.

Reali grazie

Vabbè ragazzi ma è possibile che tutto il weekend ci hanno rotto con le tettine reali della duchessa di Canbridge Kate Middleton?

Per chi non conoscesse il fatto, la giovane coppia reale è stata immortalata da un paparazzo in pose “disinvolte” sulla terrazza del castello di Austen, in Provenza, ospiti del cugino del principe William.  La giovane Kate, in pieno relax a bordo piscina, ha pensato bene di mettersi in topless mentre splalmava e si faceva spalmare crema abbronzante dal regale consorte.

Le foto sono state pubblicate dal settimanale Closer e hanno provocato polemiche da parte della famiglia reale britannica che parla di lesione della privacy e quasi pensa di essere tornata al periodo degli scandali di lady Diana.

Ma dico io, ci siamo accorti che è il 2012? Fa ancora scandalo un topless seppur di reali grazie? C’è da meravigliarsi se una ragazza trentenne si vuole godere il sole come mamma l’ha fatta dimenticando per un attimo l’etichetta che magari è costretta a seguire sette giorni su sette? Io non ci trovo nulla di strano e di scandaloso.

Allora forse il problema è la sete di voyerismo che ci perseguita, è la voglia di sapere e vedere tutto di tutti e la presunzione, dobbiamo dirlo, di alcuni giornali di spacciare tutto per informazione. L’apice però mi sembra averlo raggiunto Alfonso Signorini, direttore di Chi (della stessa casa editrice di Closer, cioè Mondadori) che ha spacciato l’esclusiova italiana quasi come un favore fatto alla coppia., un dovere di cronaca per far capire quanto la coppia sia moderna e normale. Insomma un’edizione straordinaria stile Novella 2000 spacciata quasi per un inserto di Famiglia Cristiana.

Il discorso della privacy negata potrebbe avere di sicuro un senso ma mettere su tutto sto casino per due tette al vento onestamente mi sembra eccessivo. Addirittura si è cercato di paragonare Kate al cognato Harry, terzo erede al trono per linea di discendenza, ma dimentichiamo che per il principe si è trattato di una bravata nella quale si è messo in ridicolo suscitando giustamente imbarazzo nella famiglia reale, mentra per Kate mi sembra un mettersi a nudo decisamente naturale.

Insomma tanto rumore per nulla e come alcuni avranno pensato di questi tempi…e chissenefrega!

Adesso!

Oggi non ho resistito dal commentare  la candidatura di Matteo Renzi alle primarie del PD tenutasi ieri a Verona. L’attuale sindaco di Firenze, considerato il leader del movimento (interno al partito stesso) dei cosiddetti rottamatori.

Dal palazzo della Gran Guardia, proprio di fronte l’Arena di Verona, Renzi ha lanciato la sua candidatura alla guida del paese per i prossimi 5 anni con lo slogan “Adesso!” a conferma dell’urgenza di cambiamento che il sindaco di Firenze grida a gran voce.

Nell’intervento non è ancora chiaro il programma che sosterrà la sua candidatura alle primarie ma sul sito lascia spazio anche alle idee di chiunque voglia inviarle. Tutto a sostegno della sua idea di politica fatta dal basso, che parta dai comuni e dai suoi cittadini. Ovviamente parla (anche sul suo sito) di temi classici come welfare, fisco, Europa, sicurezza ma per ora tutti abbastanza accennati.

Onestamente non so se mi convince o no e mi sa che lo scaltro 37enne stia cavalcando un po’ l’onda del malcontento generale. Certo c’è da dire che la classe politica italiana è tra le più vecchie d’Europa e anche nel centro-sinistra ci sono dirigenti davvero “datati”, pensiamo a Marino, D’Alema, Veltroni, Rosi Bindi. Ma Renzi non ne fa solo una questione anagrafica, sostanzialmente pensa che in un’Italia completamente diversa da 25 anni fa non ci possa essere sempre la stessa classe dirigente del partito ma c’è bisogno di persone nuove con idee nuove e magari: “Se giochiamo all’attacco e non ci chiudiamo nel catenaccio il centrosinistra può correre il rischio di vincere“.

Renzi sembra aver preso spunto, anche scenograficamente dalle campagne politiche americane, quindi vai di cartelloni con il suo nome dappertutto, fare informale e disinvolto, camper in giro per l’Italia, persino il sito internet www.matteorenzi.it mi fa molto Usa sia graficamente che nell’impostazione. Curiosa anche la scelta di non mostrare da nessuna parte il simbolo del partito.

Oddio, di politica non ne capisco tantissimo e non voglio scendere nei  particolari del discorso e delle successive repliche ma resta il fatto che  non sono ancora sicuro che possa segnare davvero un cambiamento. Da elettore di centro-sinistra quale sono, a tratti è sembrato davvero parlare, per modi e temi, come uno di centro-destra. Mi auguro davvero che possa dare una scossa al PD e fare bene, staremo a vedere nei prossimi mesi.

Voi che idea vi siete fatti?

Cielo vince su 90°

Quando ancora non esistevano pay tv e internet era probabilmente l’unica alternativa allo stadio: sto parlando di 90° minuto. Dopo 42 anni di esclusiva il programma della Rai appuntamento quasi di rito per gli sportivi di una generazione, cede il posto a Cielo per la trasmissione delle prime immagini dei gol.

Cielo, la tv in chiaro di Sky, si è assicurata i diritti del pacchetto 6A (fino al 2015), ossia la possibilità di trasmettere i gol già da 45 minuti dopo la fine delle partite. Nella pratica il programma calcistico della domenica di Cielo andrà in onda dalle 18.00 alle 18.15 mentre 90° (che quindi non chiude i battenti) inizierà subito dopo su Rai2.

La tv di Sky inoltre, potrà trasmettere immagini esclusive in diretta dagli stadi, per cui non è escluso che possa creare un programma tutto suo stile “Quelli che il calcio” (si pensa già a Simona Ventura per la conduzione), rubando ulteriore pubblico alla tv di stato.

Per il prossimo triennio la storica trasmissione della Rai non ha ottenuto il budget necessario e lo stesso direttore di Rai Sport, Eugenio de Paoli spiega: “Per noi cambia poco, abbiamo salvato le nostre trasmissioni storiche come Novantesimo e la Domenica Sportiva. Certo dispiace un pò che siano gli altri a trasmettere i gol con qualche minuto di anticipo. Il nostro ritardo sarà comunque minimo. E poi, essendo servizio pubblico, noi non possiamo sperperare denaro a destra e sinistra…”.

90° minuto, nato nel 1970 con la conduzione di Paolo Valenti, è stato da allora un appuntamento fisso per milioni di appassionati di calcio e ci ha regalato personaggi simpatici e folkloristici come Tonino Carino, Luigi Necco, Gianni Vasino che sono rimasti un po’ nell’immaginario calcistico ci tutti.

La trasmissione sembra a mio parere essere stata quasi declassata, in un mondo del calcio ed una televisione completamente diverse da quarant’anni fa. Staremo a vedere cosa ne sarà tra tre anni.

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