Il mondo attraverso i miei occhi

Articoli con tag ‘Morte’

Sono ancora qua…eh già

Quasi non mi sembra vero di riuscire a scrivere di nuovo qualcosa su questo mio spazio personale. Non immaginate quante volte abbia pensato di affidargli i miei pensieri ma qualcosa ultimamente mi blocca.

riflessioniSarà che sono diventato più introverso, a dispetto di quanto possa pensare chi mi frequenta, con meno voglia di aprirmi agli altri. Figuriamoci se farlo qui dove potevo incrociare gli occhi di chiunque. In questi mesi ho camminato “ad occhi bassi”, cercando di smarcarmi quasi da chi volesse capire cosa mi stesse passando per la testa.

Mi sono affidato al solito Luigi rassicurante per gli altri quando forse non riuscivo e magari non riesco ancora ad essere rassicurante per me stesso. La mia solita poetica Pirandelliana dell’umorismo.

“L’umorismo è un fenomeno di sdoppiamento nell’atto della concezione; è come un’erma bifronte, che ride per una faccia del pianto della faccia opposta.” 

Quante ne sapeva Pirandello.

Diciamo solo che in questi mesi sono stato messo alla prova sotto vari punti di vista e posso dire tranquillamente di aver cambiato anche radicalmente il mio punto di vista sulla vita.

Forse è bene che riesca ancora ad usare il mio diario per la mia autoanalisi da due soldi. Anche se tutto è cambiato, tutto cambierà ancora e non so quando e se la mia penna tornerà quella di prima.

Ma non lo dico con rimpianto, questo blog rimarrà sempre la mia piccola oasi dove rifugiarmi di tanto in tanto. Ciò che è successo mi ha cambiato nel bene e nel male e anche qui forse, tutti i giorni o chissà quando ne lascerò traccia.

Per raccontarvi chi sono, per raccontarmi chi ero, per raccontarvi a volte ciò che non sarò mai.

Sempre… io.

Ciao con la mano

 

E te ne sei andata via così,
in silenzio
 a piccoli passi felpati,
 quasi a non voler dar fastidio.

Ma non si è mai pronti
mai preparati al dolore.
E provo a metterlo su questo foglio,
sperando che vi si impregni
per poi accartocciarlo
e buttarlo via lontano.

Non ce la faccio,
non ce la faccio ancora,
perché sei sempre  viva e presente
dentro me.

Quella tua voce spesso stanca,
quel tuo viso incartapecorito,
quella tua consapevolezza forse
di dover andare via,
come se avessi un appuntamento,
come se sapessi che quel giorno maledetto
sarebbe arrivato a portarti via da noi.

Ti regalo queste righe perché
altro non so fare e
spero che in qualche modo ti arrivino,
non so come, non so quando.

Ed io andrò avanti,
come mi dicevi tu,
pensando a me e a chi più ho caro al mondo;
ma un pezzo di me ormai
se n’è andato via.

Non era necessario vederti,
e da un po’ anche parlarti,
mi bastava sapere che c’eri,
che mi pensavi…
che ti pensavo.

Ora non serve a niente sprecare inchiosto,
Ti lascio.
Andró avanti lo stesso
ma non sarà più lo stesso.

Lo farò anche per te,
perché so che non vuoi che pianga,
sebbene ormai è troppo tardi.
Ormai le lacrime le lascio scorrere così
all’improvviso,
sperando ogni volta che mi lavino via
questo dolore dalla faccia.

Ti saluto e so che mi stai guardando
Mentre solo
Come uno scemo
faccio al cielo
Ciao con la mano.

tuo Luigi

cielo cuore

 

 

Arrivederci Giuliano

E poi ti rendi conto che tutto è apparenza, che quello che sembri agli altri magari é distante anni luce da come stai veramente. Forse è proprio vero allora che come sosteneva Pirandello siamo centomila tanti quanti i modi diversi in cui le persone ci vedono.

Ed è così che se n’è andato un ragazzo della mia età, forse solo, forse depresso, afflitto da chissà quali problemi. Conoscerlo poco o tanto sembra non fare la differenza quando nel cuore senti che non è la cosa giusta, non doveva finire così.

Forse la bontà di una persona si  può calcolare anche a posteriori, quando anche chi ti conosceva poco soffre come gli altri, quando riuscivi a mettere allegria alle persone anche solo con un sorriso, quando un estraneo ora pensa che avrebbe voluto fare qualcosa per te, per soccorti, per farti capire che la vita è bella anche perchè tu in due minuti sapevi renderla bella agli altri.

Invece hai deciso che non valeva più la pensa lottare contro  i tuoi demoni, qualunque essi fossero e ti sei lasciato andare, hai deciso almeno per questa volta di trasmettere un po’ del tuo dolore anche agli altri. Quel dolore che ci accompagnerà ogni volta pensandoti.

Io voglio ricordarti con quel sorriso stampato in faccia che rivedo sensa sosta da ieri sera, e forse se avessi saputo quanto le persone, anche estranee come me, ti stimavano e ti apprezzavano, forse avresti lasciato perdere e quella notte non saresti uscito con il tuo zainetto in spalla per andare incontro al tuo triste destino.

Arrivederci Giuliano.

cielo

E il mascellone va

Siete appassionati di soap opera? Allora sedetevi che sto per darvi una notizia difficile da digerire: Ronn Moss (60 anni) lascia Beautiful. Si, il famoso mascellone che da 25 anni riempie i pomeriggi di milioni di telespettatori in tutto il mondo ha deciso di abbandonare la soap.

Ronn Moss alias Ridge Forrester

Il Ridge Forrester di Beautiful lo rivela in un’intervista esclusiva al magazine Entertainment Weekly dove confessa che la decisione è stata presa interpretando alcuni segnali: il primo gli è stato dato dall’incidente d’auto avuto con la moglie: “Ho capito che era un modo per dirmi ‘Ronn, stai andando nella direzione sbagliata, è il momento di cambiarla’”. Il secondo segnale rivelatore, secondo l’attore, è stato il fermarsi dell’orologio del suo camerino sulle 9.42, esattamente l’ora della sua nascita, interpretato come il segno della fine di un’era e l’occasione per una rinascita.

Un altro motivo che ha  contribuito all’inattesa decisione è sicuramente la riduzione del cachet dell’attore a causa dei tagli operati dalla tv CBS alla produttrice della soap, la Bell Television.

Ronn, che appare quasi soddisfatto di essere riuscito finalmente a prendere questa decisione, dichiara che si dedicherà ad un tour europeo con la sua band, i Player e di sognare anche un film con Clint Eastwood, fino a confessare di non escludere un ritorno nel cast di Beautiful.

Ora ci resta da capire come gli autori organizzeranno l’uscita di scena di Ridge: morte o scomparsa con opzione di resurrezione (com’è già successo per altri personaggi della soap)? Dovremo attendere per saperlo poichè la serie americana è circa 6 mesi avanti alla nostra ma tra un po’, nell’attesa, ci consoleremo con le puntate girate in Italia (precisamente in Puglia) in occasione, udite udite, del romantico matrimonio tra Hope (Kimberly Matula) e Liam (Scott Clifton).

La morte al concerto

Ancora una volta un evento di aggregazione, di gioia, di musica si trasforma nel teatro di una tragedia, ancora una volta purtroppo. Questo volta è toccato a Matteo Armellini, un operaio romano di 31 anni, un rigger (colui che si occupa del montaggio della struttura di un palco) impegnato nella preparazione del palco del concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria che doveva tenersi questa sera al Palacalafiore, il palasport della città calabrese.

Il giovane, intorno alle 2 di questa notte era impegnato insieme ad altri quattro colleghi nel fissaggio di alcune apparecchiature di scena quando la struttura che le doveva reggere è crollata facendoli precipitare da un’altezza di 15 metri. I soccorsi sono stati immediti ma per Matteo, probabilmente morto sul colpo, non c’è stato nulla da fare; feriti gli altri operai.

L’incidente avviene a distanza di tre mesi da quello che ha visto morire pressochè allo stesso modo Francesco Pinna di 20 anni, un altro operaio che stava allestendo il palco del concerto di Jovanotti a Trieste.

Il concerto è stato ovviamente annullato e Laura Pausini sul suo sito gli ha prontamente dedicato un saluto. “Il nostro lutto è totale. E’ devastante” dice la cantante su Facebook in una lettera aperta al giovane. Sulla rete sono abbondati messaggi di cordoglio per il giovane e su Twitter Jovanotti, coinvolto nel precedente incidente, ne approfitta per chiedersi se non sia il caso di capire cosa debba cambiare affinchè tali incidenti non capitino più.

Certo due eventi dello stesso tipo ad una distanza così ravvicinata fanno pensare e mi fanno chiedere se vengano rispettate tutte le norme di sicurezza o si abbia cura della professionalità delle persone che lavorano in questo settore. Le indagini della procura sveleranno quali siano state le cause nel collasso della struttura (si parla anche del cedimento del parquè del palasport) ma resta il fatto che un altro giovane, magari per mille euro al mese è morto in un battito di ciglio mentre faceva il suo lavoro.

Meditate gente…meditate.

Caro amico…addio.

Pur rischiando di risultarvi scontato, oggi vorrei dedicare questo post a Lucio Dalla, scomparso oggi all’età di 69 anni (li avrebbe compiuti tra 3 giorni) in Svizzera dove si trovava per una serie di concerti.

Non si rimane mai impassibili di fronte ad una notizia del genere ma associarla a Lucio Dalla in questo momento mi è sembrata davvero strana. Dico questo perchè solo poche settimane fa lo abbiamo visto al festival di Sanremo con Pierdavide Carone e niente avrebbe potuto farci immaginare una cosa del genere. D’altronde cosa più imprevedibile di un infarto?

Un artista con alle spalle anni di carriera che dopo aver iniziato come jazzista  ha sperimentato musicalità diverse, dalla musica beat alla canzone d’autore, dalla pop pura fino ai confini della musica lirica. Artista poliedrico e colto, che ha sfornato successi anche così diversi tra loro come la bellissima “Caruso” considerata il suo capolavoro, “Attenti al lupo”, “Futura”, “L’anno che verrà” o la canzone che celebrava la sua data di nascita, “4 marzo 1943”.

Ha suscitato il cordoglio di tutti, da colleghi cantanti a uomini politici, da personaggi dello spettacolo a gente comune, tanto da dedicargli spazio in quasi tutte le trasmissioni tv (purtroppo anche a Pomeriggio Cinque con tanto di faccine e lacrime di Barbara D’Urso), fino ad uno speciale di Porta a Porta in seconda serata.

Un artista che ha da sempre attirato la mia simpatia, forse per quella sua aria buffa e da buontempone. A me piace ricordarlo così, con i suoi occhialini tondi, l’orecchino e i suoi cappellini in testa mentre intona qualche suo verso strano. Un’altra colonna della musica italiana se n’è andata, così d’improvviso mentre tutti avevano ancora sete delle sue note.

Addio Lucio!

Uno strano lunedì

Riprendo dopo alcuni giorni di assenza con un po’ di tristezza nel cuore. Sono stati giorni nei quali una serie di notizie mi ha fatto riflettere sul senso della vita. Tutto è iniziato quando ho sentito in tv la notizia che una 24enne di Napoli, Valeria Sodano, era morta travolta da un’ondata d’acqua durante un nubifragio. Pur trattandosi di una ex concittadina non la conoscevo ma ho iniziato a sentirla più vicina scoprendo su facebook che avevamo un’amica in comune. Lì inizio a leggere il dolore, quello vero, le parole che si spera possano consolare gli animi, quelle vere, non quelle di circostanza dei telegiornali e dei talk show. Inizio a pensare di conoscerla un po’ anch’io e il pensiero di quanto è fragile la vita mi assilla. Poi ieri la morte pressoché in diretta del povero Marco Simoncelli mentre faceva quello che aveva fatto centinaia di volte, correre sulla sua amata moto; ieri però non è stata una di quelle volte ma l’ultima, e rivedo quei video dove parla del futuro, delle aspettative della gara, dove scherza e ride. È quasi incredibile come in un attimo tutto venga spazzato via.

Oggi sono andato a lavorare con questi pensieri per la testa, prendo la telefonata di un mio collega, per scherzare gli chiedo se ha chiamato per darsi ammalato e lui mi risponde che ieri d’improvviso gli è morta la madre. Ma si può, alle cinque del mattino iniziare con una notizia del genere? Ha aggiunto pure che gli è morta tra le braccia. Non voglio fare del melodramma ma vi giuro che ci sono rimasto proprio di stucco. Realizzare che da un momento all’altro tutto possa finire è scioccante, qualcosa che d’altronde sai dentro di te, l’hai sempre saputo ma non pensi per non impazzire.

Io non so quando sarà il mio ultimo giorno, non abbiamo la data di scadenza come lo yogurt, ma so solo che forse più spesso dovremmo pensare a godere di quello che abbiamo, a tenercelo stretto e viverlo intensamente, senza ovviamente andare in paranoia ma con la consapevolezza che ogni minuto su questa terra ci è regalato e infondo non siamo altro che un esile ramoscello in balia del vento.

Meditate gente…meditate. Io l’ho già fatto.

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