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L’occasione mancata

bersaniE nemmeno con il mandato esplorativo di Bersani si è riuscito ad ottenere niente e la palla ripassa al capo dello Stato. Siamo ancora senza governo. Le consultazioni con i principali partiti politici tenute dal segratario del Pd in questa settimana non hanno avuto l’esito sperato e si prosegue in questa situazione di stallo.

Sebbene non mi voglia addentrare in questioni troppo tecnico/politiche, mi chiedo: ma è possibile che di fronte ad un momento così delicato per il paese alcuni (i grillini) non abbiano deciso ancora da che parte stare. Se si entra a far parte di un sistema si deve anche cercare di scendere a compromessi cercando di pensare a come non trascinare il paese nel baratro.

pd e m5sLo sappiamo tutti che non ci vorrà tanto prima di ritornare a votare ma non adesso.  Adesso c’ è bisogno di formare un governo a tutti i costi perchè ogni giorno di vacanza dell’esecutivo il paese è sempre più fragile. I seguaci (perchè di seguaci si tratta) di Grillo dovrebbero abbandonare questo atteggiamento ostracista e capire che in fondo è solo col Pd che possono trovare ragionevoli punti in comune.

La soluzione quale sarebbe, che il Pd accettasse un governo di responsabilità con il Pdl? Bersani l’avrebbe potuto fare ma non sarebbe stato peggio per il M5S vedere allersi i tanto odiati partiti ritrovandosi all’apposizione con un pugno di mosche in mano? Un’occasione mancata!

Alcuni grillini però hanno capito che dire no a prescindere a tutto non è tanto ragionevole ed ecco che fioccano anatemi e “scomuniche” di Grillo. Democrazia e libertà di pensiero? Io non ne vedo tanta.

Bisognava trovare un compromesso e creare un governo che si occupasse urgentemente dei problemi del paese che si pensa tutti abbiano a cuore, poi primavera prossima si sarebbe andati di nuovo a votare e buonanotte.

I grillini avranno pure delle buone idee di fondo (alcune, altre ricordano il triste socialismo che portò al fascismo!) e mossi da buoni propositi ma così stanno solo contribuendo a mandare allo sfascio il paese.

Oggi il Presidente Napolitano completerà le veloci consultazioni con i partiti policiti e staremo a vedere dove si andrà a finire. Speriamo bene!

Meditate gente…meditate.

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Uscita di scena

Ho da poco finito si assistere su Corriere.it alla diretta da piazza del quirinale, dove una folla di  persone ha atteso prima l’arrivo e poi la notizia ufficiale delle dimissioni dell’ormai ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, salito da Napolitano intorno alle 20.45. Cori da stadio, cartelloni e bandiere tricolore ad accompagnare l’attesa prima della conferma delle dimissioni che arriva verso le 21.45. Ho sentito pressoché ogni genere di improperi, appellativi e cori: “chi non salta Berlusconi è…”; buffone, Silvio.. Silvio… vaffa…; galera; Italia libera; qualcuno che ricordandosi improvvisamente che tra un po’ è l’ultimo dell’anno, stappava bottiglie di spumante e improvvisava trenini. Tra i cartelli ho potuto  leggere:  “Finalmente”, “Grazie Napolitano”; “Oggi è il 25 aprile”. Addirittura una piccola orchestra d’archi ha intonato il classico dei classici Bella Ciao, l’inno di Mameli e l’Alleluia. Berlusconi si è detto molto amareggiato per le contestazioni e a quest’ultime il ministro Sacconi e il governatore della Lombardia Formigoni hanno risposto più che con un’alzata di spalle, con un’alzata di dito medio. Certo in gestacci non è stato da meno Di Pietro, quando in piazza ha accompagnato al grido di “a casa, a casa” un bel gesto dell’ombrello. Oddio, non certo un’uscita di scena (semmai sarà davvero un’uscita di scena quella di Berlusconi) all’insegna del savoire faire ma probabilmente è segno delle tensioni e delle ansie accumulate nel corso di questi difficili mesi.

Ora, dopo le consultazioni del Capo dello Stato con i leaders dei principali partiti politici,  la palla passerà al neo senatore a vita Mario Monti che avrà il compito di creare un governo tecnico che accompagnerà il paese alle prossime elezioni.  Non sappiamo ancora l’effetto che le dimissioni di Berlusconi e il governo Monti avranno sui mercati internazionali, ma mi pare che  almeno per quelli presenti in piazza sia stata una buona dose di ottimismo.

Non so cosa succederà adesso ma mi auguro che questo cambiamento al vertice possa infondere fiducia ai mercati e far uscire l’Italia da questa crisi che a mio parere rimane fortemente speculativa. E poi, non so voi, ma per me c’era bisogno di una svolta, 17 anni di potere quasi continuato di Berlusconi era davvero troppo. Speriamo bene per i prossimi mesi e poi saranno le urne a decidere del nostro destino.

Meditate gente… meditate.

La beata pazienza

Cito testualmente da Wikipedia: La pazienza è la facoltà umana di rimandare la propria reazione alle avversità, mantenendo nei confronti dello stimolo un atteggiamento neutro. La pazienza è una qualità e un atteggiamento interiore proprio di chi accetta il dolore, le difficoltà, le avversità, le molestie, le controversie, la morte, con animo sereno e con tranquillità, controllando la propria emotività e perseverando nelle azioni.”

Certo la pazienza è proprio una bella cosa, ti permette di andare avanti in questo mondo così complicato, un autocontrollo che spesso ti aiuta nelle situazioni “difficili”. Ma come si suole dire anche la pazienza ha un limite e poi a furia di pazientare si finisce per sbottare. La pazienza tra l’altro  ha dei confini labili, può facilmente sfociare nella rassegnazione, nella sopportazione, nell’inettitudine.

Ultimamente anche io nutro dei dubbi su cosa sia diventata la mia innata pazienza, ma andiamo oltre. Siamo sicuri, pensavo, che sia davvero una virtù a 360°? È sempre la via più saggia pazientare, aspettare, sopportare, o si rischia di diventare passivi, di subire senza reagire? Mi sembra un ottimo spunto di riflessione e spero mi facciate sapere anche voi cosa ne pensate.

Probabilmente in questo paese siamo stati fin troppo pazienti, abbiamo spesso sorvolato nella speranza che tutto fosse fatto al fine di migliorare e di assicurarci un futuro, ma non mi sembra abbiamo ottenuto grossi risultati. D’altronde pensare che il nostro mancato reagire sia stato un atto di pazienza è la versione migliore, quella che almeno ci vede consapevoli del nostro agire, ma mi sa che è prevalso il disinteresse, l’accontentarsi del nostro piccolo orticello senza pensare a quello che stavano combinando. Allora in quante cose dobbiamo avere pazienza: a casa con la moglie/marito, a lavoro col capo, in macchina, col Governo. Quanta riserva avremo ancora di pazienza?

Meditate gente…meditate.

Scrivere è bene, pensare è meglio. L’intelligenza è bene, la pazienza è meglio.

H. Hesse

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