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Alfano sull’Art.18

Generalmente non tratto di politica e non è proprio un argomento da sere di agosto. Oggi però non resisto e ne parlerò brevemente.

Ma è possibile che un leader dell’attuale maggioranza quale Angelino Alfano (Ncd) non riesca a trovare migliore soluzione per il problema del lavoro in Italia se non la sospensione dell’Art.18 dello Statuto dei lavoratori (quello che regolamenta e disciplina il licenziamento e che in sostanza permette di licenziare solo a fronte di una giusta causa) per 3 anni per i neo assunti?

Articolo 18E’ possibile che l’unica strada che si riesce a pensare è sempre quella della privazione delle tutele? E’ possibile che chi si avvicina al mondo del lavoro debba abbinare alla precarietà ulteriore precarietà e sospensione del diritto? Fortunatamente l’altra parte della maggioranza (Pd) sembra non essere d’accordo con la proposta e in effetti nemmeno le aziende chiedono questo.

Non si tratta di trincerarsi dietro totem anni ’70 (come Alfano ha definito l’Art.18) ma non si può pensare che sia questa la ricetta per risolvere i problemi di lavoro e imprese. Continuo a sostenere che l’aumento di occupazione non passa per la cancellazione di tutti i diritti ottenuti e a fatica conservati negli anni. Tutto questo senza contare che già Renzi mesi fa ha tolto l’obbligo di indicare la causale dei contratti a termine fino a 36 mesi, altro campo libero lasciato alla precarietà.

Voi che ne pensate?

Bella o Brutta fate voi

Oggi un articolo un po’ particolare, con doppio  argomento oserei dire.

Avevo già parlato tempo fa della passione per la musica della mia primogenita di 20 mesi e per farvi capire quanto sia varia la sua “dieta” musicale, vi dico solo che dopo Jennifer Lopez, Madonna e David Guetta, siamo andati a finire niente di meno che su Alessandro Canino.

Alessandro Canino

Si proprio lui, l’Alessandro Canino di “Brutta” del lontano Sanremo 1992. Complice il canticchiarle pressochè qualsiasi cosa mentre mangia, mia moglie è  andata a finire sul successone (eh?) di Canino. Devo dire che quando la sente ne ripete anche il titolo e la richiede spesso, anche se onestamente non ho ancora capito se il suo “brutta” si riferisca al titolo della canzone o alla mamma per avergliela fatta sentire.

In ogni modo dalla visione del video della canzone, che vi ho aggiunto in coda, notavo la bellissima (sic!) giacca di quel simpatico verde acqua del giovane diciannovenne Alessandro. Poi sono incappato nel video del Sanremo 1993 della canzone “In te“, esordio di un giovane Nek (21 anni) anche lui con la sua giacchettina.

A questo punto facevo una riflessione: ma quanto sono cambiati i costumi in vent’anni? Da quanti anni è che a Sanremo non vedete un ventenne con la giacca, faccia pulita e timidezza? Il festival non sarà proprio specchio della società ma oggi tutto mi sembra molto più artificiale e i giovani sembrano volersi sentire grandi comportandosi da tali piuttosto che mettendosi una semplice giacchetta verde, e il risultato non è sempre qualcosa di buono.

Meditate gente…meditate.

Italia si, Italia no. Rapporto Istat 2012

Ed anche quest’anno arriva il consueto rapporto annuale dell’Istat che fotografa la situazione economica del nostro paese.

Senza stare qui a snoccialare percentuali, quella che traspare è un’ Italia ancora lontana da essere quella nazione moderna e pronta a farla da protagonista sulla scena europea.

Innanzitutto i  giovani sembrano avere ancora vita difficile e i tempi per la loro realizzazione lavorativa e personale si allungano. A quanto riferisce il nostro istituto di statistica, l’età di uscita dal nucleo familiare aumenta e quasi la metà dei giovani tra i 25 e i 34 anni è ancora a casa con i genitori. La difficoltà nel trovare lavoro ne  è senz’altro uno dei motivi  ma probabilemte sono anche cambiate le aspettattive dei giovani stessi che, avendo mediamente un’istruzione superiore rispetto a prima, tendono ad aspettare il lavoro che considerano migliore. Lavoro che, dice sempre il rilievo dell’Istat, coinvolge ancora troppo poco le donne, solo una su tre. Come noi in Europa riesce a fare solo Malta.

In parte legato anche alla mancanza di lavoro c’è anche il dato che vede in calo il numero dei matrimonie e di questi quelli con figli. Minor tempo da dedicargli? Vita frenetica? Reticenza ad assumersi responsabilità? Crisi economica? Non so, ma sta di certo che solo il 33,7% delle coppie sposate lo è con figli. A dipetto di questo non manca l’aumento delle separazioni e il moltiplicarsi delle famiglie “atipiche” (single con bambini; coppie conviventi).

Ad un generale aumento della ricchezza del paese fa da contraltare l’effettivo impoverimento delle famiglie italiane dovuto tra l’altro alla pressione fiscale e al dirottamento all’estero dei profitti personali, per quanto riguarda immigrati che inviano denaro all’estero, e d’azienda per quanto riguarda le multinazionali che li imitano seppur a livello superiore.

Poveri risultano essere anche i servizi offerti al cittadino soprattutto (e me ne dispiace!) nelle regioni del Mezzogiorno, dove è ancora poco quello che si destina, ad esempio, ad asili nido e disabili. Purtroppo assistiamo ancora ad un’Italia a due velocità e aggiungerei non certo per colpa dei cittadini.

Le previsioni, secondo l’istituto di statistica, non sono rosee nemmeno per il prossimo futuro e l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i 34 paesi a economia avanzata, sostiene che il nostro paese raggiungerà l’effettivo pareggio di bilancio solo nel 2014.

Staremo a vedere e nel frattempo incrociamo le dita.

Meditate gente…meditate.

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