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La pagella di Sanremo 2012.

Non sono riuscito a non scrivere qualcosa su Sanremo. Dopo una giornata intera passata a guardare la Rai che trasmetteva dalla città dei fiori prima di archiviare (si fa per dire) la kermesse canora, mi sento di esprimermi con delle semplici pagelle sui protagonisti e sul festival stesso:

  • Morandi: ques’anno non è riuscito davvero a convincermi, seppur l’anno scorso l’avevo apprezzato. Nulla da dire sulla sua persona, ma quello di presentatore  di un evento del genere non è proprio il suo mestiere, e si è visto. Sembrava quasi che dovesse leggere dal gobbo anche il proprio nome e non era in grado di reggere gli ospiti, né in veste di intervistatore né in quello di spalla. Voto: 6.
  • Rocco Papaleo: la vera rivelazione di questo festival. Spontaneo, semplice ma incisivo. Voto: 9.
  • Ivana Mrazova: onestamente la differenza tra la prima puntata (dove non c’era!) e le altre non l’ho quasi vista. Per carità era così caruccia, ma la storia che si da spazio ad una modella straniera per dare un risalto a livello internazionale al programma ha un po’ stancato. Questa era proprio straniera straniera e spesso non capiva nemmeno quello che le si diceva. Insomma, che dire del voto: non pervenuta.
  • Belen e la Canalis: nella puntata e mezza in cui si sono viste hanno fatto il possibile ma si è parlato più della farfallina (il tatuaggio) mostrata da Belen che della loro apparizione. Insomma hanno tappato il buco come potevano, forti anche del fatto che fossero veterane di un festival e sempre meglio comunque della Mrazova. Voto (a parte l’uscita di poco gusto di Belen): 6.
  • Celentano: ha sicuramente contribuito agli ascolti vertiginosi della prima e dell’ultima puntata, riguardo gli argomenti trattati non commento altrimenti ci vorrebbe mezza giornata, ma solo una cosa vorrei dire: a Celentano, come ad altri artisti, è stata data dalla Rai praticamente carta bianca sui contenuti degli interventi, per cui è inutile che dopo la prima serata caschino tutti dal pero, si sapeva che non avrebbe certo trattato argomenti da bar, per cui chi è causa del suo mal (se di mal si sia trattato) pianga se stesso. Voto: 8 per il cantante, 5 per il predicatore.
  • Luca e Paolo: mi dispiace dirlo ma un po’ esagerati nella prima serata seppur si siano simpaticamente riparati sotto l’egida della libertà dell’espressione artistica nell’ultima puntata. Non è obbligatorio infilare una parolaccia in ogni frase per fare della satira.Voto: 4.
  • Geppi Cucciari: straordinaria. Se avesse affiancato Morandi per tutte le serate del festival (semmai Morandi fosse riuscito a starle dietro) sarebbe stata tutta un’altra storia. Sempre dissacrante e apparentemente a suo agio su di un palco così importante, la vera rivincita della figura femminile al festival. Voto: 10.
  • Le canzoni: niente di straodinario, ma poi si sa che quelle di Sanremo si apprezzano dopo un po’ di giorni. Dispiaciuto per l’eliminazione dei Matia Bazar la cui canzone a me piaceva molto. Potremmo dire che la vittoria di Emma sia stata quasi annunciata, e conferma il fatto che l’essere noti ad un pubblico giovane da un vantaggio in più quando il televoto è quasi l’unico a decidere. Una piccola parentesi tutta da confermare: Marco Mangiarotti, noto critico musicale, all’Arena di Giletti rivela che l’orchestra praticamente non ha votato, tra schede bianche per protesta e problemi tecnici. Gigi D’alessio ha anche attaccato il meccanismo della Golden share della sala stampa grazia alla quale un artista (in questo caso Noemi) ha potuto scavalcare tre posizioni in classifica. Il cantante ha protestato per il fatto che i giornalisti, conosciuta già la classifica parziale, siano stati in pratica condizionati nella loro scelta. Aspetteremo di vedere i risultati radiofonici e di vendite delle canzoni per scoprire chi sia stato il vero vincitore di ques’anno. Voto: 7.
  • Il festival: nell’insieme non è stato malvagio, lo confermano gli ascolti record, ma si poteva fare di più sia nella scelta degli ospiti che del cast, per non parlare dei problemi tecnici della prima puntata. Le serate sono state tutto sommato godibili, specialmente quella dedicata alla canzone italiana nel mondo, dove gli artisti stranieri e le canzoni hanno dato un certo rilievo alla serata. Nella prima serata è stato a mio parere troppo lungo l’intervento di Celentano e la Rai sbagliava se credeva di poter incentrare tutto il festival su di lui e se n’è resa conto in corso d’opera. Voto: 7.

Il festival è riuscito ad avere anche quest’anno la sua buona dose di critiche, imprevisti, di estimatori e di detrattori, di Canzoni e di canzonette, insomma l’evento continua ad essere tale. Al prossimo febbraio.

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Perchè Sanremo è Sanremo

E vabbè , non sarò mica l’unico a guardare Sanremo? Martedì l’ho visto di sfuggita ma ieri causa un nutrito assortimento di sintomi influenzali mi sono ritrovato a vederlo dall’inizio.

Devo dire che ieri sembrava davvero essere il festival della canzone italiana: subito tre cantanti dopo un balletto e un breve siparietto tra Morandi e Papaleo (quest’ultimo a mio parere straordinario); la prima sfida tra due ragazzi di Sanremo giovani; altre canzoni intervallate da brevi interventi di Morandi e company;  I soliti idioti con una gag insieme a Morandi e così via fino all’1.10 con la proclamazione delle quattro canzoni escluse.

Insomma il ritmo sembrava essere decisamente diverso da quello della prima serata, dove da padrone l’ha fatta senz’altro più Adriano Celentano che le canzoni in gara. Ora, senza entrare nel merito di quello che il Molleggiato ha detto martedì, mi sembra che si sia esagerato un po’ con lo spazio che gli si è dato, riducendosi, le canzoni, ad essere mero contorno del varietà Sanremo. Altro che festival.

Ieri la musica è tornata a farla da protagonista, pur non mancando degli intermezzi che necessariamente servono a spezzare con la musica e intrattenere, ricordandoci che Sanremo rimane pur sempre un evento televisivo di una rete che deve pur sempre cercare di soddisfare il pubblico e chi nel festival ha investito milioni in spazi pubblicitari.

E allora ben vengano le centinaia di migliaia di euro dati a Celentano se vengono abbondantemente ripagati con la vendita di spazi pubblicitari e far sì che l’evento Sanremo sia anche un’esperienza da chiudere in attivo.

Ritornando alle canzoni, non sembrano malaccio seppur nessuna sembra avermi colpito più di tanto a differenza dell’abbigliamento trash sfoggiato dalla coppia D’Alessio – Bertè in queste due prime serate. Ma se proprio devo sbilanciarmi una nota di merito la metterei ai Matia Bazar e a Nina Zilli.

Aspetterò di vedere (quello che riuscirò) le prossime puntate e chissà cosa ci aspetterà tra problemi tecnici, vallette fantasma e interventi dirompenti di Celentano.

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