Il mondo attraverso i miei occhi

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Ce la farò

sonnolenzaOggi la settimana inizia a farsi sentire e non mi consola nemmeno il fatto che domani sia venerdì visto che sabato devo lavorare. La stanchezza, il sonno arrretrato, le levatacce mi danno a stento la forza di scrivere queste quattro parole.

Di sicuro il freddo di questi giorni non mi sta per niente aiutando. La mattina quando esco sembra di essere a febbraio e tra colleghi febbricitanti e ambiente insalubre ci sono tutte le condizioni per essere preoccupato.

Per ora resisto e tra tonnellate di arance e bustine di Oki cerco di tirare avanti. Speriamo bene. Buona notte a tutti.

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Dolce dormire (e non solo ad aprile)

Negli ultimi anni ho un rapporto un po’ particolare con il sonno. Per lavoro non ho sempre un orario preciso per andare a letto o alzarmi la mattina, e mi ritrovo a dormire a volte quelle 3-4 ore, a svegliarmi alle 3.30 del mattino o andare a letto all’1. Questo quando mi va bene e non lavoro di notte. Due le condizioni in cui sono solito trovarmi:

  • Il tossico:

quando ad occhi aperti sogno e pregusto il momento in cui mi troverò disteso sul letto, magari sotto le coperte al caldo quando fuori è freddo, lasciandomi andare tra le braccia di Morfeo. Peccato che la maggior parte di queste volte sia a lavoro e quasi mi senta come un drogato in crisi di astinenza che darebbe qualsiasi cosa per una dose; si una dose di gustosissimo e inebriante sonno.

  • Lo zombie:

ultimamente poi, con le due bambine piccole, mi ritrovo a vagare per casa come uno zombie, in piena notte, con una delle due in braccio facendo fatica per non andare a sbattere. “Si è svehragghata la graght!” farfuglio a mia moglie, cercando di farle capire qualcosa, ma ci rinuncio quando mi risponde con un secco “eerggh!” e capisco che anche lei, magari con l’altra in braccio, è nella mia stessa condizione.

Dove sono finite le maratone del sonno? Chi si è portato via quelle mattine intere con la tapparella abbassata e tua madre che sussurra a tuo padre: “Shhh! Zitto che sta dormendo.” Mi sembra passato un secolo.

In ogni modo, se vedete che vi osservo, che sembro non capire quello che dite ma annuisco inebetito con le palpebre semi abbassate, sappiatelo, ho una delle mie crisi di sonno.

Sorry!

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