Il mondo attraverso i miei occhi

Articoli con tag ‘crisi’

L’occasione mancata

bersaniE nemmeno con il mandato esplorativo di Bersani si è riuscito ad ottenere niente e la palla ripassa al capo dello Stato. Siamo ancora senza governo. Le consultazioni con i principali partiti politici tenute dal segratario del Pd in questa settimana non hanno avuto l’esito sperato e si prosegue in questa situazione di stallo.

Sebbene non mi voglia addentrare in questioni troppo tecnico/politiche, mi chiedo: ma è possibile che di fronte ad un momento così delicato per il paese alcuni (i grillini) non abbiano deciso ancora da che parte stare. Se si entra a far parte di un sistema si deve anche cercare di scendere a compromessi cercando di pensare a come non trascinare il paese nel baratro.

pd e m5sLo sappiamo tutti che non ci vorrà tanto prima di ritornare a votare ma non adesso.  Adesso c’ è bisogno di formare un governo a tutti i costi perchè ogni giorno di vacanza dell’esecutivo il paese è sempre più fragile. I seguaci (perchè di seguaci si tratta) di Grillo dovrebbero abbandonare questo atteggiamento ostracista e capire che in fondo è solo col Pd che possono trovare ragionevoli punti in comune.

La soluzione quale sarebbe, che il Pd accettasse un governo di responsabilità con il Pdl? Bersani l’avrebbe potuto fare ma non sarebbe stato peggio per il M5S vedere allersi i tanto odiati partiti ritrovandosi all’apposizione con un pugno di mosche in mano? Un’occasione mancata!

Alcuni grillini però hanno capito che dire no a prescindere a tutto non è tanto ragionevole ed ecco che fioccano anatemi e “scomuniche” di Grillo. Democrazia e libertà di pensiero? Io non ne vedo tanta.

Bisognava trovare un compromesso e creare un governo che si occupasse urgentemente dei problemi del paese che si pensa tutti abbiano a cuore, poi primavera prossima si sarebbe andati di nuovo a votare e buonanotte.

I grillini avranno pure delle buone idee di fondo (alcune, altre ricordano il triste socialismo che portò al fascismo!) e mossi da buoni propositi ma così stanno solo contribuendo a mandare allo sfascio il paese.

Oggi il Presidente Napolitano completerà le veloci consultazioni con i partiti policiti e staremo a vedere dove si andrà a finire. Speriamo bene!

Meditate gente…meditate.

Mi vendo…

Che fossero tempi difficili era ormai assodato ma che a qualcuno venisse in mente di mettere in vendita l’anima non avrei mai pensato.

Si tratta della ventiseienne russa Ekaterina che, su di un popolare sito di aste, ha messo in vendita la propria per 500 mila rubli (circa 12 mila euro). Questo l’annuncio: «Vendesi anima in condizioni ottime, leggermente logorata ma ben tenuta e senza buchi, sembra assolutamente nuova. Prezzo iniziale 500 mila rubli».

La ragazza ha dichiarato di avere bisogno di soldi per ristrutturare la casa dopo il divorzio dal marito, e che non considera la vendita un atto sacrilego. La giovane russa ha comunque trovato la solidarietà di un anonimo che le ha donato la somma richiesta.

D’altronde Ekaterina non è la sola che abbia avuto la bizzarra idea, visto che dall’altra parte dell’oceano, ad Albuquerque nel New Mexico, una certa Lori N. ha fatto lo stesso seppur a scopo più che altro provocatorio.

In tempi di crisi non sono rari in rete annunci a dir poco singolari di chi vende pezzi di fegato, cornee, reni al miglior offerente. Affare ovviamente assolutamente illegale. Anche nel nostro paese un inmprenditore veneto ha messo in vendita un rene per poter continuare la sua attivita, viste le spese elevate di avvocati che sta sostenendo per ottenere dalla giustizia un rimborso di circa 300mila euro.

Segno dei tempi di crisi, della disperazione, dell’incoscienza, della caduta dei valori, forme di protesta alternative? Non so, resta il fatto che la rete segna sempre più il cambiare dei tempi con risvolti spesso inquietanti.

Meditate gente…meditate.

Crisi o non crisi?

Ora ho capito. La coda per l’aquisto dell‘iPhone è diventata ormai una tradizione, un appuntamento fisso, quasi come Natale, Pasqua, l’alba e il tramonto, qualcosa che succederà a prescindere da tutto.

Come se non bastasse mettersi in coda per spendere minimo 729€ (e fino a 959) per un telefonino, e scusatemi se lo definisco tale, tre tra i maggiori operatori di telefonia mobile, Tim, Vodafone e Tre, hanno deciso di organizzare una sorta di notte bianca dell’iPhone 5. I negozi dei tre gestori sono rimasti aperti fino a notte per permettere ai clienti di acquistare l’agognato oggetto del desiderio allo scoccare della mezzanotte di oggi.

Inutile parlarvi di gente che ha bivaccato per ore in fila davanti agli store e di code lunghissime quasi ovunque. In altri paesi dove il melafonino ha già esordito, è addirittura nata la figura del Line sitter, ossia una persona che mantiene per te il posto in fila ad un costo che va dai 40 ai 150$ al giorno.

A questo punto la riflessione viene spontanea: e la crisi? Potrei pensare che sia solo un’illusione, che sia solo per alcuni ma poi ho realizzato che forse anche la crisi è un concetto relativo. Per alcuni, forse molti, la crisi è non riuscire ad arrivare a fine mese pur vivendo “al minimo”; per altri è non poter andare a cena fuori; per altri ancora e non riuscire ad andare in vacanza o farsi qualche week end fuori porta.

Ovviamente collegato al concetto di crisi c’è quello di rinuncia, per cui  alcuni possono sentire la crisi semplicemente per il fatto che debbano rinunciare a qualcosa, anche se magari quella cosa sia assolutamente futile. Magari chi si è messo in fila per l’iPhone ha preferito rinunciare ad altro per quello che magari considera più importante.

In ogni modo credo che, finquando assisteremo a scene del genere non potremmo parlare di crisi, almeno a livello generalizzato, ma dovremmo dire più correttamente che facciamo delle rinuncie. La vera crisi allora e quella di pochi, almeno nel nostro emisfero. E’ quella di chi non ha un lavoro ma ha una famiglia sulle spalle e un affitto da pagare; di chi non ha un tetto sulla testa; di chi va alla mensa della Caritas per mangiare un boccone. E’ quella di tanti anni fa quando si faticava per comprare da mangiare; quando c’era il vestito della domenica; quando vacanza significava una domenica su di una spiaggia libera.

Fin quando potraemo permetterci un telefonino, anche il meno caro, fin quando avremo il lusso di scegliere quale marca comprare, aprire il frigorifero e decidere cosa cucinare, fin quando potremo permetterci un tetto sulla testa e l’armadio pieno, allora quella non sarà vera crisi.

Meglio analizzare bene quello che abbiamo prima di gridare al vento la tanto abusata parola. Io sto imparando a farlo e spesso davvero riesco a dirmi quanto sono fortunato, crisi o non crisi.

Meditate gente…meditate.

Spesa amica (mica tanto!)

Stasera mi sento davvero stanco. Dopo il mio amatissimo turno che mi ha permesso di assaporare la frizzante aria delle 5.45 del mattino, invece di buttarmi sul letto (a 4 di bastoni, come si dice dalle mie parti), sono dovuto andare  a compiere uno dei doveri del buon padre di famiglia: la spesa.

E allora? E allora al ritorno, stressato, assonnato, sudato (oggi era davvero una giornata stupenda) mi sono reso conto che per comprare un po’ di roba mi sono girato due supermercati. Ma forse il problema non è neanche questo, è che ormai non è che d’improvviso si esce e si va a fare la spesa ma, colpa la crisi (o gli stipendi che in Italia sono tra i più bassi d’Europa?), dietro c’è un certo grado di progettualità: si spiegano bene bene i volantini sul tavolo, ci si arma di carta e penna, e via a caccia di offerte facendo del vero e proprio zapping tra uno e l’altro.

D’altronde di questi tempi è difficile fare diversamente e fare la pallina del flipper tra i vari supermercati è diventata ormai per me un’abitudine, seppure un po’ stancante devo dire.

Ora quasi quasi vado a letto, domani mi aspetta un’altra giornata da cavalletta.

Dolce dormire (e non solo ad aprile)

Negli ultimi anni ho un rapporto un po’ particolare con il sonno. Per lavoro non ho sempre un orario preciso per andare a letto o alzarmi la mattina, e mi ritrovo a dormire a volte quelle 3-4 ore, a svegliarmi alle 3.30 del mattino o andare a letto all’1. Questo quando mi va bene e non lavoro di notte. Due le condizioni in cui sono solito trovarmi:

  • Il tossico:

quando ad occhi aperti sogno e pregusto il momento in cui mi troverò disteso sul letto, magari sotto le coperte al caldo quando fuori è freddo, lasciandomi andare tra le braccia di Morfeo. Peccato che la maggior parte di queste volte sia a lavoro e quasi mi senta come un drogato in crisi di astinenza che darebbe qualsiasi cosa per una dose; si una dose di gustosissimo e inebriante sonno.

  • Lo zombie:

ultimamente poi, con le due bambine piccole, mi ritrovo a vagare per casa come uno zombie, in piena notte, con una delle due in braccio facendo fatica per non andare a sbattere. “Si è svehragghata la graght!” farfuglio a mia moglie, cercando di farle capire qualcosa, ma ci rinuncio quando mi risponde con un secco “eerggh!” e capisco che anche lei, magari con l’altra in braccio, è nella mia stessa condizione.

Dove sono finite le maratone del sonno? Chi si è portato via quelle mattine intere con la tapparella abbassata e tua madre che sussurra a tuo padre: “Shhh! Zitto che sta dormendo.” Mi sembra passato un secolo.

In ogni modo, se vedete che vi osservo, che sembro non capire quello che dite ma annuisco inebetito con le palpebre semi abbassate, sappiatelo, ho una delle mie crisi di sonno.

Sorry!

C’è crisi

Oggi non ho proprio voglia di scrivere niente, c’è crisi di parole.

Ieri sera spengo la tv sentendo le ultime notizie sulla crisi. Stamattina alle otto il telegiornale dedica un’ampia pagina alla crisi europea, e giù di banche, Grecia, i bond, lo spread, punti e punti manco fosse l’Esselunga.

Indovinate un po, vado a lavoro e volete che non esca fuori l’argomento crisi e le fantasiose idee del governo per contrastarla? “Dove andremo a finire”, “Io farei…”, “Io invece toglierei questo, io quello”. Insomma, onestamente non ce la faccio più a sentir parlare di crisi, che sicuramente ci sarà pure ma dovuta in gran parte alle speculazioni della finanza mondiale che gioca col futuro degli altri.

Staserà però torno a casa, la giornatà è quasi finita, cerco di rilassarmi e di cenare in santa pace dopo una giornata di lavoro. Come al solito accendo la tv per vedere se ci sono novità e sapete dei due telegiornali che ho visto su quale tema era la metà dell’edizione? Dai, ce la potete fare. LA CRISI.

Ma non è che ricordandocelo ogni minuto non fanno altro che peggiorare le cose? Io penso che a questo punto scatti il meccanismo del: c’è crisi – quindi non spendo -quindi  non consumo – quindi l’industria produce di meno – quindi lavoro di meno – quindi non spendo… e il ciclo vizioso continua.

Magari un po’ di vero ottimismo e una bella iniezione di risorse sugli stipendi aiuterebbe. Così, tanto per buttarla lì.

Meditate gente… meditate gente.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: