Il mondo attraverso i miei occhi

Articoli con tag ‘canzoni’

Un tappeto di muchachas sexy

Devo confessarvi che i Modà mi sono sempre piaciuti. Sarà per quelle ballate un po’ romantiche, un po’ rock, un po’ poetiche. Insomma non si può negare che le melodie delle loro canzoni siano decisamente orecchiabili e alcuni loro testi degni di nota.

muchacha TatangeloPoi accendo la radio e scopro che i Modà hanno scritto nientemeno che una canzone per ANNA TATANGELO. Si, proprio lei, lady D’Alessio. Vabbè fin qui poteva anche andare bene, infondo un po’ di cambiamento ci sta, non poteva mica sempre scriverglieli il marito i testi? Ora magari ne uscirà fuori qualcosa di bello. Poi parte la canzone e cosa arriva alle mie povere e inconsapevoli orecchie? MUCHACHA.

Che già dal titolo non promettesse niente di buono s’intuiva ma poi ho ascoltato la canzone e non contento ho anche letto il testo. Si, lo ammetto mi volevo fare del male. Allora eccovi un estratto del profondissimo frutto della mente di Kekko dei Modà:

Io sono una muchacha troppo sexy,
che ama ballare senza trucco e tacchi,
ma anche i playboy che fanno tanto i dritti,
poi si innamorano di me
Perché…
Io sono una muchacha troppo sexy
che non da troppa confidenza ai maschi
Amo ballare sempre fino a tardi
E far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar…

Ora due sono le situazioni che possono aver portato il povero Kekko a scrivere questo capolavoro:

1. Durante una festa del cugino quindicenne si è fumato l’impossibile e gli amici per scherzo gli dicono: “Dai, butta giù due righe di una canzone per la Tatangelo!“.

2. Durante una seduta spiritica qualcosa va storto e posseduto dallo spirito di Gigi D’Alessio, sulla tavola Ouija, una lettera alla volta, detta il testo della canzone.

Pensandoci bene potrebbe essere anche stato un insieme delle due.

Dov’è finito il Kekko che la notte non ne aveva mai abbastanza di dipingere, come un pittore, tappeti di fragole?

E poi mi spiegate come si fa a far l’amore con il mar? Io ormai pensavo che fosse rimasto solo Valerio Scanu a far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi! Non ho parole.

Kekko torna in te e solo un’ultima cosa: Gigi, esci da questo corpo!… esci da questo corpo!…

Per chi si vuole fare davvero del male eccovi la canzone

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Papaoutai di Stromae

Oggi, nella speranza di dimenticare che è di nuovo lunedì, vi propongo un video davvero simpatico e allo stesso tempo profondo. Si tratta di Papaoutai di Stromae, artista belga di padre ruandese che abbiamo già conosciuto qualche tempo fa con la canzone Alors  on danse.

papaoutaiIl video della canzone (tratta dal nuovo album “Racine Carrée“) vede lo stesso Stromae (che ricordo essere lo pseudonimo di Paul Van Haver) nei panni di un manichino che prende poi vita in un mondo quasi fantastico riconducibile agli anni ’50-”60. Protagonisti un ragazzino che cerca di “risvegliare” un manichino (il papà!) mentre una serie di ballerini in coppia padre-figlio ballano al ritmo della canzone. Un pezzo basato sulla figura del padre (il titolo dell canzone sta per “Papà dove sei?”) e del quale vi consiglio di leggere il testo tradotto che trovate qui.

Una chicca: la presenza nel video di alcune nostre vecchie Fiat 500.

Buona visione!

La musica delle piccoline

Tanto per non abbandonare il filone musicale vi propongo due estratti dalla playlist delle mie bambine di 14 mesi e 2 anni e mezzo. Ultimante ci dilettiamo a ballarle insieme (figuratevi!).

killerIl primo brano è Killer di Baby K feat. Tiziano Ferro, secondo singolo della rapper  nata a Singapore,  tratto dall’album “Una seria” uscito il 12 marzo scorso. Un buon esordio per la giovane cantante che ha ottenuto subito una preziosa collaborazione con l’affermato Tiziano Ferro.

bingo playersIl secondo brano è Get up (Ruttle) dei Bingo Players feat. Far East Movement. I Bingo Players, due dj olandesi, dopo numerose collaborazioni con artisti internazionali tra i quali David Guetta, con questo loro singolo nel 2012 sono arrivati addirittura alla posizione n.1 della classifica inglese. Da noi è da qualche settimana presente nella Hit list Italia di Mtv e a casa mia è meglio conosciuta come “la canzone delle paperelle“. Veramente simpatico.

Insomma vi renderete conto che le mie piccoline hanno già dei gusti precisi e molto internazionali in fatto di musica.

Buon ascolto!

Aspettando il sole

In questa domenica che mi vede latitante dal blog da qualche giorno, vi voglio regalare una chicca che secondo me ha fatto la storia del rap italiano: Aspettando il sole di Neffa e I messaggeri della dopa.

neffaPer quanto non sia quello che si possa dire un vero appassionato del genere, questa rimane una canzone che dopo anni ricordo ancora a memoria. Era l’ormai lontano 1996 e fu il singolo che fece conoscere al grande pubblico il cantautore salernitano (Scafati, 7 ottobre 1967) che in questo pezzo si accompagna a I Messaggeri della dopa dove troviamo anche un giovane Giuliano Palma a cantarne il ritornello.

Complice gli evidenti inserti partenopei e il tema malinconico e un po’ grigio che ben si confaceva al mio spirito di adolescente,  la imparai a memoria e ancora oggi è viva sebbene siano passati ben 17 anni. Tanti ricordi sono legati a questa canzone che ha accompagnato quell’estate del ’96 e ho deciso di condividerla con voi.

Di acqua ne è passata tanta sotto i ponti, anche per Neffa che ha lentamente abbandonato il genere passando dopo poco a successi pop come La mia signorina del 2001. Resta il fatto che questa canzone a mio parere resterà una pietra miliare nella carriera dell’artista e di tutto il genere rap.

Buon ascolto e buon inizio settimana.

Quando ero il tuo uomo

E’ lo stesso letto
Adesso sembra solo un po’ più grande
Stanno passando la nostra canzone alla radio
Ma non suona allo stesso modo
Quando i nostri amici parlano di te
Mi fanno stare solo male
Perchè il mio cuore si spezza sempre di più
Quando sento il tuo nome
E tutto suona semplicemente come, oh, oh, oh…

..se io fossi troppo giovane, troppo sciocco per realizzare
Che avrei dovuto comprarti dei fiori e tenerti la mano
Avrei dovuto dedicarti tutto il mio tempo
Quando ne avevo la possibilità
Portarti ad ogni festa
Perchè tutto ciò che volevi fare era ballare
Ora la mia ragazza sta ballando
Ma sta ballando con un altro uomo

Il mio orgoglio, il mio ego, i miei bisogni e i miei modi da egoista
Hanno fatto sì che una donna forte come te uscisse dalla mia vita
Ora non riuscirò mai e poi mai a sistemare il casino che ho fatto
E mi tormenta ogni volta che chiudo gli occhi
E tutto suona semplicemente come, oh, oh, oh…

..se io fossi troppo giovane, troppo sciocco per realizzare
Che avrei dovuto comprarti dei fiori e tenerti la mano
Avrei dovuto dedicarti tutto il mio tempo
Quando ne avevo la possibilità
Portarti ad ogni festa
Perchè tutto ciò che volevi fare era ballare
Ora la mia ragazza sta ballando
Ma sta ballando con un altro uomo

Nonostante faccia male, sarò il primo a dire che mi sbagliavo
So che probabilmente sono troppo in ritardo
Per provare a chiedere scusa per i miei errori
Ma voglio soltanto che tu sappia che…

…spero che lui ti compri dei fiori
Spero che lui ti tenga la mano
Ti dedichi tutto il suo tempo
Quando ne ha la possibilità
Ti porti ad ogni festa
Perchè mi ricordo quanto amavi ballare
Faccia tutte quelle cose che avrei dovuto fare io
Quando ero il tuo uomo
Faccia tutte quelle cose che avrei dovuto fare io
Quando ero il tuo uomo

unorthodoxQuesto il testo di una delle mie canzoni preferite dell’album “Unorthodox Jukebox” di Bruno Mars. A mio parere uno dei migliori artisti in circolazione.

Canzoni poco profumate

Se pensate di avere sentito di tutto, se credete che ormai siano state dedicate canzoni un po’ ad ogni cosa, con le varie motociclette, il mare, il peperone, non avete ancora sentito niente.

E se pensate che le canzoni per bambini siano spesso assurde, alle volte incomprensibili e siete quasi svenuti alle serate di baby dance in compagnia dei vostri pargoli, forse vi manca questa chicca.

Quante volte avete esclamato “Ma che canzone di me…a!” ascoltandone una che su di voi non aveva proprio un grande appeal? Quante volte avete dichiarato (sicuramente in altri termini) che questa o quella canzone facesse effettivamente generare in voi processi intestinali da non poter contenere?

Con questa canzone che vi propongo potete dare liberamente sfogo al vostro pensiero e dire senza paura che si tratta davvero di una canzone di…cacca.

Buon ascolto!

La pagella di Sanremo 2012.

Non sono riuscito a non scrivere qualcosa su Sanremo. Dopo una giornata intera passata a guardare la Rai che trasmetteva dalla città dei fiori prima di archiviare (si fa per dire) la kermesse canora, mi sento di esprimermi con delle semplici pagelle sui protagonisti e sul festival stesso:

  • Morandi: ques’anno non è riuscito davvero a convincermi, seppur l’anno scorso l’avevo apprezzato. Nulla da dire sulla sua persona, ma quello di presentatore  di un evento del genere non è proprio il suo mestiere, e si è visto. Sembrava quasi che dovesse leggere dal gobbo anche il proprio nome e non era in grado di reggere gli ospiti, né in veste di intervistatore né in quello di spalla. Voto: 6.
  • Rocco Papaleo: la vera rivelazione di questo festival. Spontaneo, semplice ma incisivo. Voto: 9.
  • Ivana Mrazova: onestamente la differenza tra la prima puntata (dove non c’era!) e le altre non l’ho quasi vista. Per carità era così caruccia, ma la storia che si da spazio ad una modella straniera per dare un risalto a livello internazionale al programma ha un po’ stancato. Questa era proprio straniera straniera e spesso non capiva nemmeno quello che le si diceva. Insomma, che dire del voto: non pervenuta.
  • Belen e la Canalis: nella puntata e mezza in cui si sono viste hanno fatto il possibile ma si è parlato più della farfallina (il tatuaggio) mostrata da Belen che della loro apparizione. Insomma hanno tappato il buco come potevano, forti anche del fatto che fossero veterane di un festival e sempre meglio comunque della Mrazova. Voto (a parte l’uscita di poco gusto di Belen): 6.
  • Celentano: ha sicuramente contribuito agli ascolti vertiginosi della prima e dell’ultima puntata, riguardo gli argomenti trattati non commento altrimenti ci vorrebbe mezza giornata, ma solo una cosa vorrei dire: a Celentano, come ad altri artisti, è stata data dalla Rai praticamente carta bianca sui contenuti degli interventi, per cui è inutile che dopo la prima serata caschino tutti dal pero, si sapeva che non avrebbe certo trattato argomenti da bar, per cui chi è causa del suo mal (se di mal si sia trattato) pianga se stesso. Voto: 8 per il cantante, 5 per il predicatore.
  • Luca e Paolo: mi dispiace dirlo ma un po’ esagerati nella prima serata seppur si siano simpaticamente riparati sotto l’egida della libertà dell’espressione artistica nell’ultima puntata. Non è obbligatorio infilare una parolaccia in ogni frase per fare della satira.Voto: 4.
  • Geppi Cucciari: straordinaria. Se avesse affiancato Morandi per tutte le serate del festival (semmai Morandi fosse riuscito a starle dietro) sarebbe stata tutta un’altra storia. Sempre dissacrante e apparentemente a suo agio su di un palco così importante, la vera rivincita della figura femminile al festival. Voto: 10.
  • Le canzoni: niente di straodinario, ma poi si sa che quelle di Sanremo si apprezzano dopo un po’ di giorni. Dispiaciuto per l’eliminazione dei Matia Bazar la cui canzone a me piaceva molto. Potremmo dire che la vittoria di Emma sia stata quasi annunciata, e conferma il fatto che l’essere noti ad un pubblico giovane da un vantaggio in più quando il televoto è quasi l’unico a decidere. Una piccola parentesi tutta da confermare: Marco Mangiarotti, noto critico musicale, all’Arena di Giletti rivela che l’orchestra praticamente non ha votato, tra schede bianche per protesta e problemi tecnici. Gigi D’alessio ha anche attaccato il meccanismo della Golden share della sala stampa grazia alla quale un artista (in questo caso Noemi) ha potuto scavalcare tre posizioni in classifica. Il cantante ha protestato per il fatto che i giornalisti, conosciuta già la classifica parziale, siano stati in pratica condizionati nella loro scelta. Aspetteremo di vedere i risultati radiofonici e di vendite delle canzoni per scoprire chi sia stato il vero vincitore di ques’anno. Voto: 7.
  • Il festival: nell’insieme non è stato malvagio, lo confermano gli ascolti record, ma si poteva fare di più sia nella scelta degli ospiti che del cast, per non parlare dei problemi tecnici della prima puntata. Le serate sono state tutto sommato godibili, specialmente quella dedicata alla canzone italiana nel mondo, dove gli artisti stranieri e le canzoni hanno dato un certo rilievo alla serata. Nella prima serata è stato a mio parere troppo lungo l’intervento di Celentano e la Rai sbagliava se credeva di poter incentrare tutto il festival su di lui e se n’è resa conto in corso d’opera. Voto: 7.

Il festival è riuscito ad avere anche quest’anno la sua buona dose di critiche, imprevisti, di estimatori e di detrattori, di Canzoni e di canzonette, insomma l’evento continua ad essere tale. Al prossimo febbraio.

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