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Una ricetta per pochi.

Se siente amanti della cucina ma pensate che ormai Antonella Clerici e Barbara Parodi vi abbiano detto tutto e Tessa Gelesio ne sappia una meno di voi, allora vi racconto di una ricetta proposta in Giappone qualche settimana fa.

Se vi scandalizzate presto o siete di stomaco debole allora non me la prendo se terminerete la lettura a questo punto.

Ma partiamo dall’inizio. Il 13 aprile su Twitter (tanto per restare in tema con l’articolo di ieri) appare questo messaggio: “Offro i miei genitali maschili (intero pene, testicoli, scroto) come pasto per 100.000 yen. Saranno cucinate secondo le richieste degli acquirenti, in un luogo di loro preferenza“.

Autore della bizzarra iniziativa è l’artista giapponese Mao Sugiyama di 22 anni che già da tempo si era dichiarato “asessuato” ma nulla faceva pensare che arrivasse a tal punto. Cosa ancora più strana è che sono state molte le persone che hanno accettato l’offerta (circa 1000€ s’intenda!) e alla fine ne sono state selezionate 5 che hanno “gustato” (sic! Contenti loro!) la pietanza tra una folla di una settantina di curiosi il 13 maggio scorso.

L’artista ha assicurato che nell’operazione chirurgica e la conservazione (circa 2 mesi) sono state rispettate tutte le norme igieniche del caso. Ha inoltre preteso dai partecipanti al banchetto uno scritto dove dichiarassero il consumo consapevole di carne umana.

La ricetta è stata cucinata sotto la supervisione di un cuoco professionista con aggiunta di funghi champignon e prezzemolo con tanto di spiegazione e foto della preparazione. L’artista ha poi dichiarato di voler aggiungere alla cena anche i suoi capezzoli ma che dopo aver tentato di bruciarli con l’idrossido di sodio sono risultati non commestibili.

Non sono mancate persone che scandalizzate del bizzarro evento hanno informato la Polizia ma quest’ultima ha sottolineato che al momento non esistono in Giappone leggi che vietano il consumo di carne umana.

Ora, dopo avervi lasciato a bocca aperta e stomaco chiuso, vi saluto e aggiungerei che davvero non ci sono limiti alla follia umana.

Caro amico…addio.

Pur rischiando di risultarvi scontato, oggi vorrei dedicare questo post a Lucio Dalla, scomparso oggi all’età di 69 anni (li avrebbe compiuti tra 3 giorni) in Svizzera dove si trovava per una serie di concerti.

Non si rimane mai impassibili di fronte ad una notizia del genere ma associarla a Lucio Dalla in questo momento mi è sembrata davvero strana. Dico questo perchè solo poche settimane fa lo abbiamo visto al festival di Sanremo con Pierdavide Carone e niente avrebbe potuto farci immaginare una cosa del genere. D’altronde cosa più imprevedibile di un infarto?

Un artista con alle spalle anni di carriera che dopo aver iniziato come jazzista  ha sperimentato musicalità diverse, dalla musica beat alla canzone d’autore, dalla pop pura fino ai confini della musica lirica. Artista poliedrico e colto, che ha sfornato successi anche così diversi tra loro come la bellissima “Caruso” considerata il suo capolavoro, “Attenti al lupo”, “Futura”, “L’anno che verrà” o la canzone che celebrava la sua data di nascita, “4 marzo 1943”.

Ha suscitato il cordoglio di tutti, da colleghi cantanti a uomini politici, da personaggi dello spettacolo a gente comune, tanto da dedicargli spazio in quasi tutte le trasmissioni tv (purtroppo anche a Pomeriggio Cinque con tanto di faccine e lacrime di Barbara D’Urso), fino ad uno speciale di Porta a Porta in seconda serata.

Un artista che ha da sempre attirato la mia simpatia, forse per quella sua aria buffa e da buontempone. A me piace ricordarlo così, con i suoi occhialini tondi, l’orecchino e i suoi cappellini in testa mentre intona qualche suo verso strano. Un’altra colonna della musica italiana se n’è andata, così d’improvviso mentre tutti avevano ancora sete delle sue note.

Addio Lucio!

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