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Articoli con tag ‘apple’

Tornano le Finestre

Siamo da tempo abituati ad assistere alla lotta tra Samsung e Apple che si traduce spesso, anche in una lotta tra sistemi operativi a bordo dei loro terminali. Se il consolidato iOS di Apple viene scelto per la sua unicità, affidabilità e moltitudine di applicazioni, l’Android installato sulla maggior parte dei terminali in commercio e non solo di Samsung, raccoglie bene la sfida per la sua duttilità data da un ambiente software aperto che lascia ampi spazi di personalizzazione da parte dei produttori.

La sfida tra sistemi operativi non si combatte solo nel campo della telefonia mobile ma anche nel settore sempre più in crescita dei tablet. Proprio in questo settore ha fatto capolino all’IFA 2012 di Berlino (famosa kermesse dedicata alle nuove tecnologie) il nuovo sistema operativo Windows 8 di Microsoft. Un po’ tutti i produttori sembrano puntare sul nuovo sistema operativo che snobbato un po’ sugli smartphone, sembra aver trovato nelle tavolette elettroniche nuova terra di conquista.

Asus con il Taichi e il Vivo Tab, Acer con l’Iconia e la stessa Samsung con l’Ativ Tab, sono alcuni esempi di come i maggiori produttori di tablet abbiano considerato l’OS di Microsoft una valida alternativa ad Android.

Sul piano degli smartphone Windows non ha ancora convinto, facendo crollare le vendite di chi, come Nokia, ci ha puntato tutto fin dall’inizio. Potrebbe essere tempo di riscossa anche sui dispositivi mobili per la casa di Redmond e fa specie che anche Samsung abbia presentato il suo primo smartphone con a bordo Windows 8, ossia l’Ativ S.

Resta da vedere quanto gli utilizzatori di tablet e smartphone ma saanche di computer desktop di abitueranno alla nuova interfaccia affidata ai Live Tiles. Il nuovo sistema operativo sarà disponibile in versione completa (ora è in versione anteprima) dal 26 ottobre prossimo.

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Crisi o non crisi?

Ora ho capito. La coda per l’aquisto dell‘iPhone è diventata ormai una tradizione, un appuntamento fisso, quasi come Natale, Pasqua, l’alba e il tramonto, qualcosa che succederà a prescindere da tutto.

Come se non bastasse mettersi in coda per spendere minimo 729€ (e fino a 959) per un telefonino, e scusatemi se lo definisco tale, tre tra i maggiori operatori di telefonia mobile, Tim, Vodafone e Tre, hanno deciso di organizzare una sorta di notte bianca dell’iPhone 5. I negozi dei tre gestori sono rimasti aperti fino a notte per permettere ai clienti di acquistare l’agognato oggetto del desiderio allo scoccare della mezzanotte di oggi.

Inutile parlarvi di gente che ha bivaccato per ore in fila davanti agli store e di code lunghissime quasi ovunque. In altri paesi dove il melafonino ha già esordito, è addirittura nata la figura del Line sitter, ossia una persona che mantiene per te il posto in fila ad un costo che va dai 40 ai 150$ al giorno.

A questo punto la riflessione viene spontanea: e la crisi? Potrei pensare che sia solo un’illusione, che sia solo per alcuni ma poi ho realizzato che forse anche la crisi è un concetto relativo. Per alcuni, forse molti, la crisi è non riuscire ad arrivare a fine mese pur vivendo “al minimo”; per altri è non poter andare a cena fuori; per altri ancora e non riuscire ad andare in vacanza o farsi qualche week end fuori porta.

Ovviamente collegato al concetto di crisi c’è quello di rinuncia, per cui  alcuni possono sentire la crisi semplicemente per il fatto che debbano rinunciare a qualcosa, anche se magari quella cosa sia assolutamente futile. Magari chi si è messo in fila per l’iPhone ha preferito rinunciare ad altro per quello che magari considera più importante.

In ogni modo credo che, finquando assisteremo a scene del genere non potremmo parlare di crisi, almeno a livello generalizzato, ma dovremmo dire più correttamente che facciamo delle rinuncie. La vera crisi allora e quella di pochi, almeno nel nostro emisfero. E’ quella di chi non ha un lavoro ma ha una famiglia sulle spalle e un affitto da pagare; di chi non ha un tetto sulla testa; di chi va alla mensa della Caritas per mangiare un boccone. E’ quella di tanti anni fa quando si faticava per comprare da mangiare; quando c’era il vestito della domenica; quando vacanza significava una domenica su di una spiaggia libera.

Fin quando potraemo permetterci un telefonino, anche il meno caro, fin quando avremo il lusso di scegliere quale marca comprare, aprire il frigorifero e decidere cosa cucinare, fin quando potremo permetterci un tetto sulla testa e l’armadio pieno, allora quella non sarà vera crisi.

Meglio analizzare bene quello che abbiamo prima di gridare al vento la tanto abusata parola. Io sto imparando a farlo e spesso davvero riesco a dirmi quanto sono fortunato, crisi o non crisi.

Meditate gente…meditate.

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