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Ed è subito sera

Un’altra giornata campale come tante ultimamente: a lavoro dal mattino presto; un breve intermezzo a casa; recupero bambine a scuola; commissioni varie qua e là ed è subito sera, come scriveva il buon Quasimodo.

Troppo di corsa la vita di oggi, giornate piene, portate a termine ma forse non veramente vissute. Magari faccio tante cose e giorni e settimane volano via come niente ma alla fine cosa mi rimane? Che emozioni sto vivendo, cosa sto realmente conservando di questo tempo che sembra sempre più sfuggirmi di mano?

Ed è subito seraSempre più raramente riesco a sgomberare la mente e fare il punto della situazione sulla mia vita ed a comprenderne il senso. Assaporo piccoli momenti di felicità: un abbraccio di una persona cara, una carezza dalle bambine, un momento di pace di fronte a un semplice cielo azzurro o ai molteplici colori delle foglie in questa prima metà di autunno.

Parlo di quelle piccole cose che sembrano darti la forza di affrontare di nuovo la frenesia delle nostre giornate. Forse non sono abbastanza, dobbiamo fermarci, prendere possesso della nostra vita e del nostro tempo perché poi è davvero un attimo…ed è subito sera.

 

Meditate gente…meditate.

Sei tu

Perchè guardarti?

Ti osservo ogni minuto

impressa lì

in fondo agli occhi miei.

***

Perché cercarti?

Sei sempre qui

distesa ed assopita

in quel forziere antico

che porto dentro me.

***

Sei nella gioia dei piccoli istanti

sei nel profumo

del pane fresco la mattina

e nelle note dolci

della moka della sera.

***

Sei nell’erba appena tagliata

di questa strada

e nel delicato fruscio delle foglie.

***

Sei negli attimi

sei nei brividi fuggenti

sei…TU.

di Luigi Tabarro

 

erba verde

 

Un pizzico di te

Un pizzico di te

 

Se solo sapessi quanto vale

ogni tuo gesto…

una parola.

E invece fuggi via

inconsapevole

lasciandomi granelli sparsi

di un amore

 

Ormai svuotato e assente

vago

alla ricerca ancora

di un pizzico di te.

 di Luigi Tabarro

Granelli di sabbia

 

 

Come pioggia

Come pioggia

 

E come pioggia vorrei scendessi

sentirti scorrere sulla mia pelle

solleticarmi il viso e poi…

scivolare via sempre più giù.

 

Aspetto come terra secca

che le tue gocce effimere

dissetino

quella voglia che ho di te.

 

di Luigi Tabarro

Come pioggia

 

Un tappeto di muchachas sexy

Devo confessarvi che i Modà mi sono sempre piaciuti. Sarà per quelle ballate un po’ romantiche, un po’ rock, un po’ poetiche. Insomma non si può negare che le melodie delle loro canzoni siano decisamente orecchiabili e alcuni loro testi degni di nota.

muchacha TatangeloPoi accendo la radio e scopro che i Modà hanno scritto nientemeno che una canzone per ANNA TATANGELO. Si, proprio lei, lady D’Alessio. Vabbè fin qui poteva anche andare bene, infondo un po’ di cambiamento ci sta, non poteva mica sempre scriverglieli il marito i testi? Ora magari ne uscirà fuori qualcosa di bello. Poi parte la canzone e cosa arriva alle mie povere e inconsapevoli orecchie? MUCHACHA.

Che già dal titolo non promettesse niente di buono s’intuiva ma poi ho ascoltato la canzone e non contento ho anche letto il testo. Si, lo ammetto mi volevo fare del male. Allora eccovi un estratto del profondissimo frutto della mente di Kekko dei Modà:

Io sono una muchacha troppo sexy,
che ama ballare senza trucco e tacchi,
ma anche i playboy che fanno tanto i dritti,
poi si innamorano di me
Perché…
Io sono una muchacha troppo sexy
che non da troppa confidenza ai maschi
Amo ballare sempre fino a tardi
E far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar…

Ora due sono le situazioni che possono aver portato il povero Kekko a scrivere questo capolavoro:

1. Durante una festa del cugino quindicenne si è fumato l’impossibile e gli amici per scherzo gli dicono: “Dai, butta giù due righe di una canzone per la Tatangelo!“.

2. Durante una seduta spiritica qualcosa va storto e posseduto dallo spirito di Gigi D’Alessio, sulla tavola Ouija, una lettera alla volta, detta il testo della canzone.

Pensandoci bene potrebbe essere anche stato un insieme delle due.

Dov’è finito il Kekko che la notte non ne aveva mai abbastanza di dipingere, come un pittore, tappeti di fragole?

E poi mi spiegate come si fa a far l’amore con il mar? Io ormai pensavo che fosse rimasto solo Valerio Scanu a far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi! Non ho parole.

Kekko torna in te e solo un’ultima cosa: Gigi, esci da questo corpo!… esci da questo corpo!…

Per chi si vuole fare davvero del male eccovi la canzone

Attori stanchi

Attori stanchi

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

Quanto ancora conserviamo sotto quel

lenzuolo impolverato dal tempo?

 

Riviviamo immagini sfocate

adagiate su veli di tristezza,

assaggiamo briciole di vita

che lasciano un po’ di amaro in bocca.

 

Binari paralleli che pur viaggiando insieme

non si incontreranno mai.

Piramidi e castelli cresciuti

su fantasie di cartapesta.

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

 

 

di Luigi Tabarro

Sogni infranti

E andrai via

E andrai via

Sei arrivata di fretta

col tuo bagaglio di silenzi,

enigmatica e fatale

quando con quelle due parole

hai scritto la parola FINE.

 

Stringo al petto

pezzi di passato

a cui mi aggrappo forte

mentre vacillano

sotto i colpi della tua realtà.

 

E andrai via

come sempre

lasciandomi il frastuono

di ciò che non mi hai detto.

 

E andrai via

come sempre

lasciandomi il sapore

di non essere tornata mai.

di Luigi Tabarro

Andar via

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