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2012: il blog

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per il mio blog. Buon Anno a tutti!

Ecco un estratto:

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Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Italia si, Italia no. Rapporto Istat 2012

Ed anche quest’anno arriva il consueto rapporto annuale dell’Istat che fotografa la situazione economica del nostro paese.

Senza stare qui a snoccialare percentuali, quella che traspare è un’ Italia ancora lontana da essere quella nazione moderna e pronta a farla da protagonista sulla scena europea.

Innanzitutto i  giovani sembrano avere ancora vita difficile e i tempi per la loro realizzazione lavorativa e personale si allungano. A quanto riferisce il nostro istituto di statistica, l’età di uscita dal nucleo familiare aumenta e quasi la metà dei giovani tra i 25 e i 34 anni è ancora a casa con i genitori. La difficoltà nel trovare lavoro ne  è senz’altro uno dei motivi  ma probabilemte sono anche cambiate le aspettattive dei giovani stessi che, avendo mediamente un’istruzione superiore rispetto a prima, tendono ad aspettare il lavoro che considerano migliore. Lavoro che, dice sempre il rilievo dell’Istat, coinvolge ancora troppo poco le donne, solo una su tre. Come noi in Europa riesce a fare solo Malta.

In parte legato anche alla mancanza di lavoro c’è anche il dato che vede in calo il numero dei matrimonie e di questi quelli con figli. Minor tempo da dedicargli? Vita frenetica? Reticenza ad assumersi responsabilità? Crisi economica? Non so, ma sta di certo che solo il 33,7% delle coppie sposate lo è con figli. A dipetto di questo non manca l’aumento delle separazioni e il moltiplicarsi delle famiglie “atipiche” (single con bambini; coppie conviventi).

Ad un generale aumento della ricchezza del paese fa da contraltare l’effettivo impoverimento delle famiglie italiane dovuto tra l’altro alla pressione fiscale e al dirottamento all’estero dei profitti personali, per quanto riguarda immigrati che inviano denaro all’estero, e d’azienda per quanto riguarda le multinazionali che li imitano seppur a livello superiore.

Poveri risultano essere anche i servizi offerti al cittadino soprattutto (e me ne dispiace!) nelle regioni del Mezzogiorno, dove è ancora poco quello che si destina, ad esempio, ad asili nido e disabili. Purtroppo assistiamo ancora ad un’Italia a due velocità e aggiungerei non certo per colpa dei cittadini.

Le previsioni, secondo l’istituto di statistica, non sono rosee nemmeno per il prossimo futuro e l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i 34 paesi a economia avanzata, sostiene che il nostro paese raggiungerà l’effettivo pareggio di bilancio solo nel 2014.

Staremo a vedere e nel frattempo incrociamo le dita.

Meditate gente…meditate.

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