Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per la categoria ‘Racconti in Pillole’

Cam caminin – cam caminin

Forse era stata Mery Poppins guardato un centinaio di volte da piccolo a segnarmi per sempre.

Ora me ne stavo li’ seduto sul tetto a guardare in basso verso l’infinità di case sotto di me che quasi si sovrastavano le une con le altre. Certo non ero proprio la fotocopia dello spazzacamini di Walt Disney, con lo scopino e le guance sporche di fuliggine, seppure in fondo era quello che da bambino sognavo di essere. Ora eravamo tecnici specializzati con strumenti sofisticati ma per me quella magia che sognavo da piccolo mi accompagnava ancora.

Quando avevo la fortuna (si, per me quella era una fortuna!) di lavorare su di un palazzo di quelli alti non mi lasciavo perdere l’occasione e spesso passavo la mia pausa lì sopra, sul tetto come un uccello che in una pausa del volo scruta ciò che lo circonda.

spazzacaminiAmavo restare quel paio d’ore nel silenzio più assoluto, lì dove non arrivavano i clacson delle auto, le urla della gente, dove quel mondo che correva sembrava trovare finalmente riposo.

Mi piaceva immaginare la gente dietro quelle finestre, cosa stesse facendo, se stesse cucinando, litigando, facendo l’amore o qualche volta, chissà quale atroce delitto si stesse consumando dietro quei rettangoli di vetro che diventavano sempre più piccoli man mano che alzavo lo sguardo in lontananza.

Era questa forse la vera magia di quello spazzacamini, il potere di potersi sentire libero e lasciar volare via la fantasia, solo lui, il cielo e niet’altro, seppur con le sue guance sporche e lo scopino in mano.

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Viaggiò nel tempo

E si ritrovò tutto ad un tratto a viaggiare, senza aerei, senza code, diretto e rapido verso il passato sulle ali di quella fotografia sfocata.

Ben più vividi e reali quei ricordi gli esplosero in testa come tuoni in lontananza. Quanto tempo era passato… e chi se n’era accorto.  D’improvviso vide gli anni posarglisi addosso: le mani con qualche solco più profondo e un sorriso che agli occhi dava qualche riga in più.

A viaggio finito, ripose la foto nella scatola di scarpe e salutò se stesso: un po’ più giovane, un po’ più incosciente ma un po’ meno solo.

foto sfocata

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