Il mondo attraverso i miei occhi

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Un nuovo Eduardo De Crescenzo?

Non so se sono esagerato in paragoni e somiglianze ma a me la voce e la musica di questo ragazzo ricorda molto Eduardo De Crescenzo.

Si tratta di Andrea Sannino, nel quale mi sono imbattuto quasi per caso facendo zapping su Facebook.

Non so se vi ho mai detto o se si è già capito che mi piace spaziare nei generi musicali che ascolto e tra questi ultimamente c’è anche la musica napoletana, cercando quella vera, non quella dei neomelodici trash da Boss delle Cerimonie (buon anima!).

andrea-sanninoInsomma il ragazzo in questione non si è certo improvvisato cantante e può vantare di aver collaborato con Lucio Dalla dal 2006 (anno nel qual il maestro lo conobbe in un programma su Rai 1) al 2012, duettando in numerosi concerti.

Successivamente Andrea ha fatto parte del musical “C’era una volta Scugnizzi” di Sal Da Vinci insieme al quale ora è in scena con il musical “Stelle a metà” per la regia di Alessandro Siani.

eduardo-de-crescenzoMa torniamo al titolo del mio articolo. Sebbene alcuni faranno anche fatica a ricordarselo il buon Eduardo De Crescenzo (quello di “Ancora”  per intenderci) non posso fare a meno di intuirne la somiglianza.

Sia nel modo di cantare che negli arrangiamenti di alcune canzoni lo ricorda tanto e questo a mio avviso non può che giocare a suo favore.

Nella canzone “Abbracciame” e soprattutto in “Nicola” le somiglianze con il repertorio di De Crescenzo (che chi lo conosce come me non può che confermare) sono molto evidenti.

Una menzione particolare anche per la cover di “‘A canzuncella” degli Alunni del Sole (gruppo degli anni 60/70) che mi è sempre piaciuta tanto fin da piccolo.

Mi auguro che Andrea non perda la voglia di sperimentare sonorità sempre più ricercate strizzando l’occhio alla tradizione napoletana classica,  e che non finisca etichettato come i tanti cantanti neomelodici un po’ snobbati a prescindere.

 

 

 

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Una piacevole scoperta

Non è certo la prima volta che vi propongo musica su questo blog ma devo dire che questa volta quello che vi propongo oggi è tutta un’altra storia.

Quasi per caso, nel mio vagabondare su Youtube, mi sono imbattuto in una cantante che poi mi sono reso conto aver già ascoltato in un Sanremo di qualche anno fa (con il brano Al posto del mondo): si tratta di Chiara Civello.

Chiiiiiii????? Si chiederanno i più.

Chiara CivelloEbbene Chiara Civello è una cantautrice siciliana che ormai da qualche anno ha conquistato  un posto in prima fila nel panorama del jazz italiano e internazionale. C’è da dire che è una cantante poliedrica per cui le sue canzoni spaziano dal jazz, come dicevo, al soul, alla bossa nova, fino alle ballads; per cui una varietà di ritmi e di suoni che ben si abbinano alla sua voce raffinata.

Sebbene sia sconosciuta al grande pubblico, il suo primo album Last Quarter Moon pubblicato a New York nel 2005 raggiunge la posizione 46 nella classifica di Billboard e collabora negli anni con artisti internazionali e italiani come Pino Daniele nel brano “L’ironia di sempre”. Scrive inoltre il brano “Tre” insieme a Rocco Papaleo e collabora all’album “Due” di Mario Biondi.

Il suo ultimo album intitolato Canzoni, con il quale è in concerto il 13 e 14 novembre all’Unicredit Pavilion di Milano,  rivisita una serie di classici della musica italiana.

Personalmente apprezzo quel senso di musica da “Lounge bar” che mi da’ la sua voce. Ho iniziato ad apprezzare la canzone “Problemi” (diventata colonna sonora della telenovela brasiliana Fina Estampa) e la mia preferita in  assoluto, la raffinatissima “Non avevo capito niente”.  Non mi dispiace nemmeno “Un uomo che non sa dire addio” dal sentore brasiliano che mi ricorda un tantino Nina Zilli.

Insomma un’artista che vale la pena scoprire anche solo se ci si vuole avvicinare al genere.

 

Un tappeto di muchachas sexy

Devo confessarvi che i Modà mi sono sempre piaciuti. Sarà per quelle ballate un po’ romantiche, un po’ rock, un po’ poetiche. Insomma non si può negare che le melodie delle loro canzoni siano decisamente orecchiabili e alcuni loro testi degni di nota.

muchacha TatangeloPoi accendo la radio e scopro che i Modà hanno scritto nientemeno che una canzone per ANNA TATANGELO. Si, proprio lei, lady D’Alessio. Vabbè fin qui poteva anche andare bene, infondo un po’ di cambiamento ci sta, non poteva mica sempre scriverglieli il marito i testi? Ora magari ne uscirà fuori qualcosa di bello. Poi parte la canzone e cosa arriva alle mie povere e inconsapevoli orecchie? MUCHACHA.

Che già dal titolo non promettesse niente di buono s’intuiva ma poi ho ascoltato la canzone e non contento ho anche letto il testo. Si, lo ammetto mi volevo fare del male. Allora eccovi un estratto del profondissimo frutto della mente di Kekko dei Modà:

Io sono una muchacha troppo sexy,
che ama ballare senza trucco e tacchi,
ma anche i playboy che fanno tanto i dritti,
poi si innamorano di me
Perché…
Io sono una muchacha troppo sexy
che non da troppa confidenza ai maschi
Amo ballare sempre fino a tardi
E far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar…

Ora due sono le situazioni che possono aver portato il povero Kekko a scrivere questo capolavoro:

1. Durante una festa del cugino quindicenne si è fumato l’impossibile e gli amici per scherzo gli dicono: “Dai, butta giù due righe di una canzone per la Tatangelo!“.

2. Durante una seduta spiritica qualcosa va storto e posseduto dallo spirito di Gigi D’Alessio, sulla tavola Ouija, una lettera alla volta, detta il testo della canzone.

Pensandoci bene potrebbe essere anche stato un insieme delle due.

Dov’è finito il Kekko che la notte non ne aveva mai abbastanza di dipingere, come un pittore, tappeti di fragole?

E poi mi spiegate come si fa a far l’amore con il mar? Io ormai pensavo che fosse rimasto solo Valerio Scanu a far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi! Non ho parole.

Kekko torna in te e solo un’ultima cosa: Gigi, esci da questo corpo!… esci da questo corpo!…

Per chi si vuole fare davvero del male eccovi la canzone

Papaoutai di Stromae

Oggi, nella speranza di dimenticare che è di nuovo lunedì, vi propongo un video davvero simpatico e allo stesso tempo profondo. Si tratta di Papaoutai di Stromae, artista belga di padre ruandese che abbiamo già conosciuto qualche tempo fa con la canzone Alors  on danse.

papaoutaiIl video della canzone (tratta dal nuovo album “Racine Carrée“) vede lo stesso Stromae (che ricordo essere lo pseudonimo di Paul Van Haver) nei panni di un manichino che prende poi vita in un mondo quasi fantastico riconducibile agli anni ’50-”60. Protagonisti un ragazzino che cerca di “risvegliare” un manichino (il papà!) mentre una serie di ballerini in coppia padre-figlio ballano al ritmo della canzone. Un pezzo basato sulla figura del padre (il titolo dell canzone sta per “Papà dove sei?”) e del quale vi consiglio di leggere il testo tradotto che trovate qui.

Una chicca: la presenza nel video di alcune nostre vecchie Fiat 500.

Buona visione!

Cantanti dispersi: Elsa Lila

Oggi per la serie chi se lo ricorda, vi propongo un brano di Elsa Lila dal titolo “Valeria“. Il pezzo, che ha partecipato al Festival di Sanremo del 2003 è la classica ballata sanremese con un testo al quanto da soap opera ma che nell’insieme mi è sempre piaciuto.

elsa lilaElsa Lila, classe 1981, nasce e cresce a Tirana in Albania e si può dire che la musica fosse nel suo destino. I genitori infatti, entrambi musicisti classici, la introducono alla musica fin da piccola ed Elsa a soli 15 anni vince il Festival della Canzone Albanese e già nel 1999 viene eletta da un sondaggio televisivo come Miglior cantante albanese del secolo.

In Italia, dove si trasferisce col padre, partecipa nel 2003 al Festival di Sanremo col brano “Valeria” grazie al quale pubblica il suo primo album. Nel 2004 si trasferisce a New York dove grazie alla sua bellezza posa come modella su varie riviste di moda, per poi tornare a Sanremo nel 2007 con il brano “Il senso della vita“.

Negli ultimi anni canta e presenta festival in giro per il mondo collaborando anche con Enrico Ruggeri nella canzone Fluturimi i fundit del 2008.

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Dalla Russia con calore

Se la primavera quest’anno è andata via senza farsi sentire, l’estate è ormai alle porte ed ecco partire la caccia al tormentone.

Oggi vi propongo il nuovo singolo delle Serebro “Mi mi mi” che si candida ad essere uno dei motivi che ci girerà in testa per tutta la stagione. Il video, uscito appena 3 giorni fa ha già totalizzato 200 mila visualizzazioni su Youtube e i passaggi radiofonici si stanno pian piano moltiplicando.

mi mi mi - serebroLe tre ragazze russe (Olga, Elena e Anastasia) tentano di bissare il successo dello scorso anno “Mama Lover” che le ha viste spopolare in tutto il mondo. Gli ingredienti per un “successo” (!?) ci sono tutti: bikini, pose sexy, sguardi ammiccanti, insomma quasi gli stessi del precedente singolo.

Ovviamente il motivetto è semplice e il testo da dimenticare  ma se proprio volete farvi del male lo trovate qui

Sono sicuro che “Mi mi mi” sarà una delle hit dell’estate e tra breve sono convinto che ce la ritroveremo anche in uno degli stacchetti  delle Veline.

Ai posteri l’ardua sentenza.

Inedito plagio?

Ieri mattina inizio a sentire l’intro di una canzone per radio e penso:  strana questa versione di “Senza luce” dei Dik Dik ma poi dopo qualche secondo compare la voce di Claudio Baglioni che canta tutt’altro testo.

? ? ?

dieci ditaEbbene si, si tratta del nuovo singolo di Claudio Baglioni intitolato “Dieci dita” secondo inedito del progetto che lo vede pubblicare singoli solo in vendita su iTunes e non raccolti in un vero e proprio album.

Per quanto il navigato autore dichiari che la sua nuova canzone “è una ballad che fonde sapori e sonorità anglosassoni anni Sessanta/Settanta, a una straordinaria melodia, ispirata al meglio della grande tradizione italiana”,  questa sembra molto più che un’ispirazione.

A mio parere la base della canzone è spudoratamente uguale a “Senza luce (a sua volta cover di “A whiter shade of pale“) con qualche nota cambiata qua e la.

Lascio a voi giudicare.

Meditate gente…meditate.

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