Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per la categoria ‘Attualità’

#A lucky man

Stasera volevo scrivere un po’, qualcosa di leggero, giusto per distrarmi un po’ prima del termine di questa lunga giornata.

Poi però accendo la tv e scopro che c’è stato un altro attentato di matrice terroristica questa volta  a Berlino: un camion si precipita sulla folla intenta a fare compere in un mercatino di Natale. Bilancio provvisorio 9 morti e almeno 50 feriti.

Di nuovo l’orrore entra nelle nostre case. E dire che solo poche ore fa alla radio avevo appreso dell’uccisione in Turchia dell’ambasciatore Russo per mano di un esaltato al grido di: “Noi moriamo ad Aleppo , tu muori qui“.

Insomma orrore su orrore che si somma a quello che, diciamoci la verità, tra un centro commerciale e un pensierino di Natale, facciamo finta di non vedere: le assurdità di una guerra in Medioriente che sta facendo metastasi ormai anche in Europa.

Certo è strano come fatti del genere ci facciano come ritornare il senno e renderci conto di quello che accade ogni giorno moltiplicato per cento, ad esempio in Siria.

CHE ORRORE!

guerraE non voglio certo fare il moralista quando anche io ammetto la colpa di voltare lo sguardo di fronte a tante atrocità, per non rendermi ancora conto di quanto è piccolo l’uomo, quanto ognuno di noi, fortunati, preferisca continuare a vivere tranquillamente, senza neppure approfondire. Nessuno vuole rischiare di sprofondare nell’angoscia e portare il gravoso fardello della consapevolezza. E’ Natale, bisogna festeggiare.

E allora con un po’ di tristezza preferisco chiudere qui, senza avere una soluzione a tutto questo, senza voler propinare consigli o sparare sentenze.

Ed anche io, ritorno alla mia quotidianità, vivendo tutto come un semplice spettatore di un film dell’orrore, sentendomi forse un po’ più fortunato nel dover pensare solo ai regali di Natale.

Forse anche io, nel mio  piccolo…colpevole.

Meditate gente…meditate.

 

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Alfano sull’Art.18

Generalmente non tratto di politica e non è proprio un argomento da sere di agosto. Oggi però non resisto e ne parlerò brevemente.

Ma è possibile che un leader dell’attuale maggioranza quale Angelino Alfano (Ncd) non riesca a trovare migliore soluzione per il problema del lavoro in Italia se non la sospensione dell’Art.18 dello Statuto dei lavoratori (quello che regolamenta e disciplina il licenziamento e che in sostanza permette di licenziare solo a fronte di una giusta causa) per 3 anni per i neo assunti?

Articolo 18E’ possibile che l’unica strada che si riesce a pensare è sempre quella della privazione delle tutele? E’ possibile che chi si avvicina al mondo del lavoro debba abbinare alla precarietà ulteriore precarietà e sospensione del diritto? Fortunatamente l’altra parte della maggioranza (Pd) sembra non essere d’accordo con la proposta e in effetti nemmeno le aziende chiedono questo.

Non si tratta di trincerarsi dietro totem anni ’70 (come Alfano ha definito l’Art.18) ma non si può pensare che sia questa la ricetta per risolvere i problemi di lavoro e imprese. Continuo a sostenere che l’aumento di occupazione non passa per la cancellazione di tutti i diritti ottenuti e a fatica conservati negli anni. Tutto questo senza contare che già Renzi mesi fa ha tolto l’obbligo di indicare la causale dei contratti a termine fino a 36 mesi, altro campo libero lasciato alla precarietà.

Voi che ne pensate?

Smartphone e sicurezza stradale

Mi sono già interessato in passato di sicurezza in auto e anche oggi voglio parlarvene postandovi un video tratto dalla campagna del Ministero dei Trasporti francese contro l’uso dello smartphone mentre si è alla guida di un veicolo.

smartphone alla guidaSe appena qualche anno fa l’unico problema era rappresentato dalla distrazione di guidare l’auto con una mano mentre l’altra era impegnata in una chiamata al telefono, ora con la multimedialità così spinta dei nuovi cellulari e la loro impronta social, il problema si è ulteriormente aggravato.

In altri paesi si è arrivati a coniare l’acronimo FOMO che sta per Fear of missing out, ossia la paura di essere esclusi che porta spesso ad atteggiamenti compulsivi che portano a continue sbirciatine al cellulare la privazione delle quali può dare addirittura segnali da crisi di astinenza. Una ricerca americana ha altresì dimostrato che un utente medio guarda lo smartphone circa 150 volte al giorno, ossia ogni 6 minuti, per cui immaginiamo cosa voglia significare un viaggio in auto di un paio d’ore ad esempio.

Il continuo <<bip bip>> di notifica di programmi social o di messaggistica (Facebook, Whatsapp, Viber, Wechat, ecc.) ci distrae continuamente da quello che stiamo facendo e se siamo alla guida il pericolo è dietro l’angolo. Quando si cede alla lettura o addirittura alla scrittura di un messaggio senza fermarsi, si distrae lo sguardo dalla strada per almeno 5 secondi nei quali può succedere di tutto.

La campagna di sensibilizzazione francese mette alla luce senza mezzi termini questo pericolo e sottolinea (lo vedrete!) quel momento di terrore quando ci si accorge che ormai è troppo tardi per evitare un incidente.

Buona visione e mi raccomando attenzione che moglie, fidanzata, amici, possono aspettare.

Meditate gente…meditate

http://video.corriere.it/francia-campagne-choc-contro-l-uso-smartphone-volante/b0fda70e-3bc1-11e3-ac98-5d5614d1875c

http://video.corriere.it/francia-campagne-choc-contro-l-uso-smartphone-volante/b0fda70e-3bc1-11e3-ac98-5d5614d1875c

La ricarica senza fili di Samsung

Già da qualche tempo abbiamo sentito parlare della ricarica wireless ossia la possibilità di poter caricare il proprio smartphone (ma non solo) senza connettervi nessun cavo ma semplicemente appoggiandolo ad un’apposita base.

wirelessI più curiosi si chiederanno com’è possibile una cosa del genere. Ebbene è possibile grazie all’induzione che sfrutta i campi elettromagnetici diffusi da una base per ricaricare la batteria. Se inizialmente la Nokia (prima a sfruttare questa tecnologia nei propri telefoni) l’abbia spacciata per una tecnologia quasi rivoluzionaria, a distanza di un anno circa ormai  l’idea non sembra aver riscontrato particolare successo. Complice probabilmente anche il fatto che il tutto necessita ovviamente di una presa di corrente dove collegare la base e che il telefono (quello compatibile o con apposita cover) si trovi appoggiato sulla base per tutto il tempo di ricarica.

La vera “rivoluzione” potrebbe arrivare questa volta da Samsung che sembra aver investito nella ricarica wireless ma pensando di sfruttare la risonanza magnetica. Sebbene non ci siano fonti ufficiali che lo confermino, la casa sudcoreana ha investito ben 4 milioni di dollari nella Power by Proxi, un’azienda neozelandese che si occupa di tecnologie basate sulla risonanza magnetica.

Questa tecnologia probabilmente segnerebbe una vera svolta visto che si potrebbe ricaricare il proprio device anche a distanza dalla base, per cui senza appoggiarlo, permettendo così ad ognuno di continuare a svolgere le proprie attività (magari comodamente sul divano mentre la base è sul tavolo) in piena libertà.

Per ora sono solo dei rumors e vedremo se la già dal prossimo anno ci saranno dispositivi dotati di questa tecnologia, per ora dovremo ancora srotolare fili.

Dentro o fuori?

Ieri leggevo del messaggio del Presidente della Repubblica riguardo il sovraffollamento delle carceri. Argomento spinoso, delicato ma che voglio brevemente commentare.

«L’Italia viene a porsi in una condizione umiliante sul piano internazionale per violazione dei principi sul trattamento umano dei detenuti». Questo quello che ha scritto il nostro presidente in un messaggio alle Camere nella quale fa presente il problema che fuori da ogni dubbio va affrontato, ma come?

carceriSi parla di depenalizzazione, domiciliari, fino ad arrivare all’amnistia (estinzione del reato) e all’indulto (estinzione parziale o  totale della sola pena conservando il reato e i relativi effetti). Quale sia la soluzione migliore (peraltro temporanea) del problema non lo so ma la domanda che mi pongo va più a monte della questione: quanto ancora dovrà passare, quante altre emergenze carceri bisognerà affrontare prima che si metta mano ad una reale e concreta riforma della giustizia?

Molte della persone che affollano le nostre carceri sono detenute per reati minori in attesa di giudizio e grazie alla pachidermica macchina della giustizia italiana si ritrovano ad aspettare mesi solo in attesa della pena definitiva. Vale la pena allora andare avanti per atti di clemenza creando spesso malcontento nei cittadini onesti che vedono uscire chi per grande o piccolo che sia si sono macchiati di un reato?

A questo punto sono quasi d’accordo con la Lega che sostiene che il problema si risolve  costruendo nuove carceri e non, testuali parole di Maroni, <<rimettendo in libertà decine di migliaia di delinquenti>>. Alla Lega però bisogna ricordare che siamo in Italia e per costruire delle carceri non serve certo qualche mese e qui la situazione è da risolvere a breve. D’accordo a livello progettuale ma va accompagnata da una riforma concreta della giustizia.

Per ora… non ci resta che piangere.

Meditate gente… meditate

L’auto a impatto zero

Percorrere 100 Km in auto spendendo solo 1€? Il sogno sta per diventare realtà.

Ovviamente non si tratta di un’auto alimentata a benzina ma nemmeno ad energia elettrica, solare o ad elio come si potrebbe pensare. La Airpod (che nulla ha a che vedere con la Apple!) sfrutta nientemeno che l’aria compressa e promette di percorrere ben 100 km con una carica completa. Costo del rifornimento 1€.

airpodL’auto, della quale si era già parlato negli anni scorsi, entra finalmente in produzione e ad occuparsene sarà il consorzio italiano Air Mobility Consortium (detentore del brevetto europeo) grazie al lavoro di una trentina di operai. La produzione avverrà nello stabilimento di Bolotana (NU) in Sardegna.

L’Airpod sarà costruita prevalentemente in fibra di vetro per un basso impatto ambientale e sarà in grado di percorrere, come dicevamo, la distanza di 100 km con un pieno alla velocità massima di 80 km/h e potrà ospitare fino a tre persone. Ovviamente sarà completamente eco compatibile visto che emetterà solo aria fredda. Il prezzo di vendita dovrebbe aggirarsi intorno ai 6-7 mila euro.

I messaggi che ti fanno guadagnare

Abbiamo iniziato con gli SMS a pagamento, stiamo attraversando l’era della messaggistica gratuita con Whatsapp, Viber  e Co., cosa ci può riservare il futuro?

Essere pagati per inviare messaggi potrebbe essere un’idea. Utopia? No, quest’idea è già diventata realtà con Chad2win. L’applicazione spagnola, scaricabile per android e iphone, che promette di redistribuire il 30% degli utili pubblicitari agli utenti registrati al proprio servizio di messaggistica istantanea.

chad2winLo scotto da pagare è naturalmente rappresentato da banner pubblicitari di 5′ l’uno che di tanto in tanto appaiono all’interno delle vostre conversazioni. Il banner non si presenta affatto fastidioso e potrete tranquillamente continuare a messaggiare decidendo se cliccarvi sopra o no. Sostanzialmente nulla di diverso dagli spot di Youtube prima dei video. Un complesso algoritmo calcolerà i vostri messaggi mandati e ricevuti e  i vostri clic sui banner tirando fuori un valore che verrà convertito in denaro che vi verrà accreditato sul vostro conto corrente, conto PayPal o che potrete devolvere ad un ente no-profit. La soglia massima di guadagno è di 25€ mensili.

Altro “sacrificio” che l’applicazione chiede è il fornire alcuni dati personali (non più di quelli che condividete su Facebook) al fine di ottenere un profilo utile a chi gestisce la pubblicità e altresì di fornire indicazioni agli investitori.

Insomma una trovata originale che vede già 300.000 iscritti. Certo gli investimenti in pubblicità dovranno essere davvero sostanziosi affinché si possa distribuire a tutti gli utenti una cifra decente ma l’idea è sicuramente innovativa e la possibilità di guadagnare qualcosa, di questi tempi, non è per niente da sottovalutare.

L’universo della messaggistica istantanea è ormai vasto e staremo a vedere se il giovane Chad2win (fusione tra chat e advertising) riuscirà a ritagliarsi un posto tra i protagonisti.

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