Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per agosto, 2014

Come pioggia

Come pioggia

 

E come pioggia vorrei scendessi

sentirti scorrere sulla mia pelle

solleticarmi il viso e poi…

scivolare via sempre più giù.

 

Aspetto come terra secca

che le tue gocce effimere

dissetino

quella voglia che ho di te.

 

di Luigi Tabarro

Come pioggia

 

Alfano sull’Art.18

Generalmente non tratto di politica e non è proprio un argomento da sere di agosto. Oggi però non resisto e ne parlerò brevemente.

Ma è possibile che un leader dell’attuale maggioranza quale Angelino Alfano (Ncd) non riesca a trovare migliore soluzione per il problema del lavoro in Italia se non la sospensione dell’Art.18 dello Statuto dei lavoratori (quello che regolamenta e disciplina il licenziamento e che in sostanza permette di licenziare solo a fronte di una giusta causa) per 3 anni per i neo assunti?

Articolo 18E’ possibile che l’unica strada che si riesce a pensare è sempre quella della privazione delle tutele? E’ possibile che chi si avvicina al mondo del lavoro debba abbinare alla precarietà ulteriore precarietà e sospensione del diritto? Fortunatamente l’altra parte della maggioranza (Pd) sembra non essere d’accordo con la proposta e in effetti nemmeno le aziende chiedono questo.

Non si tratta di trincerarsi dietro totem anni ’70 (come Alfano ha definito l’Art.18) ma non si può pensare che sia questa la ricetta per risolvere i problemi di lavoro e imprese. Continuo a sostenere che l’aumento di occupazione non passa per la cancellazione di tutti i diritti ottenuti e a fatica conservati negli anni. Tutto questo senza contare che già Renzi mesi fa ha tolto l’obbligo di indicare la causale dei contratti a termine fino a 36 mesi, altro campo libero lasciato alla precarietà.

Voi che ne pensate?

Un tappeto di muchachas sexy

Devo confessarvi che i Modà mi sono sempre piaciuti. Sarà per quelle ballate un po’ romantiche, un po’ rock, un po’ poetiche. Insomma non si può negare che le melodie delle loro canzoni siano decisamente orecchiabili e alcuni loro testi degni di nota.

muchacha TatangeloPoi accendo la radio e scopro che i Modà hanno scritto nientemeno che una canzone per ANNA TATANGELO. Si, proprio lei, lady D’Alessio. Vabbè fin qui poteva anche andare bene, infondo un po’ di cambiamento ci sta, non poteva mica sempre scriverglieli il marito i testi? Ora magari ne uscirà fuori qualcosa di bello. Poi parte la canzone e cosa arriva alle mie povere e inconsapevoli orecchie? MUCHACHA.

Che già dal titolo non promettesse niente di buono s’intuiva ma poi ho ascoltato la canzone e non contento ho anche letto il testo. Si, lo ammetto mi volevo fare del male. Allora eccovi un estratto del profondissimo frutto della mente di Kekko dei Modà:

Io sono una muchacha troppo sexy,
che ama ballare senza trucco e tacchi,
ma anche i playboy che fanno tanto i dritti,
poi si innamorano di me
Perché…
Io sono una muchacha troppo sexy
che non da troppa confidenza ai maschi
Amo ballare sempre fino a tardi
E far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar,
e far l’amore con il mar…

Ora due sono le situazioni che possono aver portato il povero Kekko a scrivere questo capolavoro:

1. Durante una festa del cugino quindicenne si è fumato l’impossibile e gli amici per scherzo gli dicono: “Dai, butta giù due righe di una canzone per la Tatangelo!“.

2. Durante una seduta spiritica qualcosa va storto e posseduto dallo spirito di Gigi D’Alessio, sulla tavola Ouija, una lettera alla volta, detta il testo della canzone.

Pensandoci bene potrebbe essere anche stato un insieme delle due.

Dov’è finito il Kekko che la notte non ne aveva mai abbastanza di dipingere, come un pittore, tappeti di fragole?

E poi mi spiegate come si fa a far l’amore con il mar? Io ormai pensavo che fosse rimasto solo Valerio Scanu a far l’amore in tutti i luoghi e in tutti i laghi! Non ho parole.

Kekko torna in te e solo un’ultima cosa: Gigi, esci da questo corpo!… esci da questo corpo!…

Per chi si vuole fare davvero del male eccovi la canzone

Vestiamoci di lusso

Quante volte, specialmente voi donne, siete rimaste decine di minuti in piedi davanti all’armadio pronunciando la fatidica frase: “E adesso cosa mi metto?”. Non parliamo poi se dovete scegliere cosa indossare per un’occasione importante.

Ebbene un certo Pankaj Parakh, magnate del settore tessile in India, ci ha messo poco a decidere cosa indossare per il suo 45esimo compleanno e si è fatto fare su misura un indumento molto particolare: una camicia interamente d’oro del valore di ben 170.000 euro.

camicia d'oroSe pensavate che la vostra sgargiante camicia a fiori dell’estate scorsa fosse qualcosa che si facesse notare, ricredetevi. Il nostro magnate del tessile non è passato certo inosservato in giro per la sua città natale Yevla, nello stato del Maharashtra in India e per stare tranquillo è sempre scortato da quattro guardie del corpo (a guardia del corpo o della camicia? Mah!).

Il sig. Parakh ha dichiarato che la sua passione per l’oro risale a quando era piccolo e che era abbastanza ovvio che per il suo 45esimo compleanno si regalasse qualcosa fatto con il prezioso metallo. Aggiunge che non è per niente pesante da indossare (pesa circa 4 chili) ed è persino facile da lavare e rammendare. Che fosse un lavoro fatto bene lo si poteva immaginare visto che per realizzarla ci sono voluti 20 artigiani e ben 3.200 ore di lavoro.

In India l’oro è un vero e proprio status symbol e si stima che nel paese ne siano più di 20 le tonnellate in mano ai privati.

E adesso non dite che non vi ho dato un’idea originale per l’estate.

Meditate gente…meditate.

Attori stanchi

Attori stanchi

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

Quanto ancora conserviamo sotto quel

lenzuolo impolverato dal tempo?

 

Riviviamo immagini sfocate

adagiate su veli di tristezza,

assaggiamo briciole di vita

che lasciano un po’ di amaro in bocca.

 

Binari paralleli che pur viaggiando insieme

non si incontreranno mai.

Piramidi e castelli cresciuti

su fantasie di cartapesta.

 

Cosa siamo diventati

attori stanchi di un passato lontano?

Cos’è rimasto di quel sogno infranto?

 

 

di Luigi Tabarro

Sogni infranti

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