Il mondo attraverso i miei occhi


E’ di qualche ora fa la notizia che la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale ad Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale.

Tra i tanti articoli che ho letto al riguardo vorrei sottolineare quello apparso su Il Sole 24 ore che mi sembra abbastanza fuori dal coro. Un po’ dappertutto si da’ spazio soprattutto ai commenti a caldo di politici e non, allo smarrimento ed alle dichiarazioni del direttore e alla narrazione più o meno dettegliata della vicenda.

Quello che Il Sole 24 ore fa di diverso, invece, è dare spazio alla stessa Corte di Cassazione che spiega le motivazioni della sentenza. Ma facciamo un passo indietro sulla vicenda. Il giornale Libero (del quale Sallusti era direttore) il 18 febbraio 2007 pubblica un articolo dal titolo “Costretta ad abortire da genitori e giudici“, nel quale l’autore, con lo pseudonimo di Dreyfus, accusa un giudice di aver in pratica “costretto” una ragazzina di 13 anni ad un’interruzione di gravidanza contro il proprio volere.

La versione dei fatti, rivelatasi falsa da prima della pubblicazione dell’articolo stesso, aveva già portato il direttore del giornale in tribunale dove era stato condannato ad un’ammenda in I° grado e ad un anno e due mesi in Appello, fino alla sentenza definitiva di oggi.

Quello che solo Il Sole 24 ore fa intendere è che la condanna non è da considerarsi come una limitazione alla libertà si espressione e di stampa, quanto dipesa da elementi oggettivi. Il giornale ha diffuso una notizia falsa e diffamante per la magistratura e lo ha fatto consapevolmente visto che, come dicevo, la notizia vera era stata già diffusa da varie agenzie Ansa e dal quotidiano la Stampa il 17 febbraio, quindi il giorno prima.

A questo si aggiunge che non potendo risalire all’identità dell’autore dell’articolo, la responsabilità cade sul direttore (quindi  Sallusti), con l’imputazione di omesso controllo.

Nei Tg e in alcuni giornali di tutto questa non si è quasi fatto cenno lasciando principalmente spazio all’indignazione totale per San Sallustio. Ora si potrebbe discutere su quanto possa essere eccessiva o meno la pena inflittagli ma se in tre gradi di giudizio è stato condannato, allora qualche reato deve averlo pur commesso; negandolo si metterebbe in discussione l’intero operato della magistratura italiana. Ora sulla libertà di espressione di un giornalista o di un semplice cittadino si potrebbe discutere all’infinito ma su reati considerati tali dalla legge, quello no.

Sul fatto che debba scontare davvero in carcere addirittura 14 mesi ho qualche dubbio, visto che in questo paese anche chi è stato condannato per reati maggiori magari si ritrova a farsi una vacanza, seppur forzata, a casa sua. In ogni modo per ora l’esecuzione della sentenza è stata sospesa dalla Procura.

E qui davvero c’è da riflettere. Meditate gente…meditate.

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