Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per settembre, 2012

Crisi o non crisi?

Ora ho capito. La coda per l’aquisto dell‘iPhone è diventata ormai una tradizione, un appuntamento fisso, quasi come Natale, Pasqua, l’alba e il tramonto, qualcosa che succederà a prescindere da tutto.

Come se non bastasse mettersi in coda per spendere minimo 729€ (e fino a 959) per un telefonino, e scusatemi se lo definisco tale, tre tra i maggiori operatori di telefonia mobile, Tim, Vodafone e Tre, hanno deciso di organizzare una sorta di notte bianca dell’iPhone 5. I negozi dei tre gestori sono rimasti aperti fino a notte per permettere ai clienti di acquistare l’agognato oggetto del desiderio allo scoccare della mezzanotte di oggi.

Inutile parlarvi di gente che ha bivaccato per ore in fila davanti agli store e di code lunghissime quasi ovunque. In altri paesi dove il melafonino ha già esordito, è addirittura nata la figura del Line sitter, ossia una persona che mantiene per te il posto in fila ad un costo che va dai 40 ai 150$ al giorno.

A questo punto la riflessione viene spontanea: e la crisi? Potrei pensare che sia solo un’illusione, che sia solo per alcuni ma poi ho realizzato che forse anche la crisi è un concetto relativo. Per alcuni, forse molti, la crisi è non riuscire ad arrivare a fine mese pur vivendo “al minimo”; per altri è non poter andare a cena fuori; per altri ancora e non riuscire ad andare in vacanza o farsi qualche week end fuori porta.

Ovviamente collegato al concetto di crisi c’è quello di rinuncia, per cui  alcuni possono sentire la crisi semplicemente per il fatto che debbano rinunciare a qualcosa, anche se magari quella cosa sia assolutamente futile. Magari chi si è messo in fila per l’iPhone ha preferito rinunciare ad altro per quello che magari considera più importante.

In ogni modo credo che, finquando assisteremo a scene del genere non potremmo parlare di crisi, almeno a livello generalizzato, ma dovremmo dire più correttamente che facciamo delle rinuncie. La vera crisi allora e quella di pochi, almeno nel nostro emisfero. E’ quella di chi non ha un lavoro ma ha una famiglia sulle spalle e un affitto da pagare; di chi non ha un tetto sulla testa; di chi va alla mensa della Caritas per mangiare un boccone. E’ quella di tanti anni fa quando si faticava per comprare da mangiare; quando c’era il vestito della domenica; quando vacanza significava una domenica su di una spiaggia libera.

Fin quando potraemo permetterci un telefonino, anche il meno caro, fin quando avremo il lusso di scegliere quale marca comprare, aprire il frigorifero e decidere cosa cucinare, fin quando potremo permetterci un tetto sulla testa e l’armadio pieno, allora quella non sarà vera crisi.

Meglio analizzare bene quello che abbiamo prima di gridare al vento la tanto abusata parola. Io sto imparando a farlo e spesso davvero riesco a dirmi quanto sono fortunato, crisi o non crisi.

Meditate gente…meditate.

Pausa

Oggi ho bisogno di una pausa anche dal blog. Una giornata decisamente da dimenticare e non ho trovato proprio la testa per scrivere qualcosa di sensato semmai lo abbia fatto.

Non sono riuscito a trovare il distacco necessario e questa sera voglio riscoprire la vera natura del blog: quella di un diario. Il sonno, la rabbia, il senso d’impotenza, la malinconia, emozioni che  poco si conciliavano con un articolo classico.

Farò una pausa allora, almeno oggi, per cercare di riflettere o di  anestetizzare i pensieri con l’aiuto di Morfeo. Nemmeno lo scrivere stasera mi può aiutare, o forse…lo ha già fatto.

Sallusti: colpevole o innocente?

E’ di qualche ora fa la notizia che la Suprema Corte di Cassazione ha confermato la condanna a 14 mesi di reclusione senza condizionale ad Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale.

Tra i tanti articoli che ho letto al riguardo vorrei sottolineare quello apparso su Il Sole 24 ore che mi sembra abbastanza fuori dal coro. Un po’ dappertutto si da’ spazio soprattutto ai commenti a caldo di politici e non, allo smarrimento ed alle dichiarazioni del direttore e alla narrazione più o meno dettegliata della vicenda.

Quello che Il Sole 24 ore fa di diverso, invece, è dare spazio alla stessa Corte di Cassazione che spiega le motivazioni della sentenza. Ma facciamo un passo indietro sulla vicenda. Il giornale Libero (del quale Sallusti era direttore) il 18 febbraio 2007 pubblica un articolo dal titolo “Costretta ad abortire da genitori e giudici“, nel quale l’autore, con lo pseudonimo di Dreyfus, accusa un giudice di aver in pratica “costretto” una ragazzina di 13 anni ad un’interruzione di gravidanza contro il proprio volere.

La versione dei fatti, rivelatasi falsa da prima della pubblicazione dell’articolo stesso, aveva già portato il direttore del giornale in tribunale dove era stato condannato ad un’ammenda in I° grado e ad un anno e due mesi in Appello, fino alla sentenza definitiva di oggi.

Quello che solo Il Sole 24 ore fa intendere è che la condanna non è da considerarsi come una limitazione alla libertà si espressione e di stampa, quanto dipesa da elementi oggettivi. Il giornale ha diffuso una notizia falsa e diffamante per la magistratura e lo ha fatto consapevolmente visto che, come dicevo, la notizia vera era stata già diffusa da varie agenzie Ansa e dal quotidiano la Stampa il 17 febbraio, quindi il giorno prima.

A questo si aggiunge che non potendo risalire all’identità dell’autore dell’articolo, la responsabilità cade sul direttore (quindi  Sallusti), con l’imputazione di omesso controllo.

Nei Tg e in alcuni giornali di tutto questa non si è quasi fatto cenno lasciando principalmente spazio all’indignazione totale per San Sallustio. Ora si potrebbe discutere su quanto possa essere eccessiva o meno la pena inflittagli ma se in tre gradi di giudizio è stato condannato, allora qualche reato deve averlo pur commesso; negandolo si metterebbe in discussione l’intero operato della magistratura italiana. Ora sulla libertà di espressione di un giornalista o di un semplice cittadino si potrebbe discutere all’infinito ma su reati considerati tali dalla legge, quello no.

Sul fatto che debba scontare davvero in carcere addirittura 14 mesi ho qualche dubbio, visto che in questo paese anche chi è stato condannato per reati maggiori magari si ritrova a farsi una vacanza, seppur forzata, a casa sua. In ogni modo per ora l’esecuzione della sentenza è stata sospesa dalla Procura.

E qui davvero c’è da riflettere. Meditate gente…meditate.

Andamento lento

Oggi depressione. A lavoro giornata decisamente fiacca da sommare al sonno devastante e cielo grigio con pioggia a tratti. Una giornata abbastanza sotto tono, da divano direi ma che alla fine ho deciso di impiegare per fare un po’ di shopping pomeridiano.

Non l’avessi mai fatto. Sono ritornato a casa dopo un paio di ore e cinque tappe di quella che potrei definire la via crucis dell’abbigliamento. Devo ammettere che già non amo fare shopping, mi annoia, ed oggi mi è risultato davvero difficile. Il problema è sempre lo stesso: il tuo gusto non è sempre d’accordo col tuo portafogli, poi aggiungiamoci pure un mio innato senso critico e il gioco è fatto.

Insomma alla ricerca di un giubbino per quella che seguendo un luogo comune definirei la mezza stagione, ho escluso pian piano vari candidati all’acquisto: troppo caro, troppo corto, troppo lungo, troppo chiaro, troppo semplice, ecc. ecc.

Volete sapere se alla fine ho comprato qualcosa? Si, ma mi sono dovuto accontentare e  tutta quella frustrazione mi ha fatto deprimere ancora di più.

Proprio una giornata coi fiocchi, speriamo bene domani.

 

 

 

Arriva Bip Mobile

Appena qualche giorno fa è stato presentato in conferenza stampa a Roma, il nuovo operatore virtuale di telefonia mobile Bip Mobile. La compagnia non ha paura di immettersi in un mercato che sembra saturo e conta di raggiungere il milione di clienti nel primo anno di attività.

A dirlo è lo stesso amministratore delegato Fabrizio Bona (ex Vodafone, Wind e Tim) che sottolinea come ogni anno in Italia si attivino più di 30 milioni di nuove Sim per cui gli italiani sembrano ben disposti a cambiare operatore quando si tratta di risparmiare. Il punto forte del nuovo operatore è proprio quello di essere low cost, dal’organizzazione (pochi azionisti, poco più di 50 dipendenti ed un call center interno) alla tariffa, della quale parleremo più avanti.

Il nuovo operatore, che sfrutterà la rete di 3 Italia (quindi anche UMTS), investirà nel progetto 100 milioni di euro da qui al 2014, un bell’ investimento di questi tempi ma necessario soprattutto per farsi pubblicità. A tal proposito, da domani dovremmo  vedere in onda lo spot sulle reti Mediaset con protagonista il personaggio Warner Bros. “Beep-beep” che incarna lo spirito agile e dinamico dell’azienda.

Bip mobile ha deciso di rendere la vita facile ai propri clienti optando per un’unica tariffa low cost denominata “3×3” che permette di chiamare tutti i numeri di rete fissa e mobile a 3 centesimi al minuto con scatti di 30 secondi e con uno scatto alla risposta di 16 centesimi. Inoltre fino a giugno 2013 per ogni sms ricevuto da altri operatori (tranne H3G) si riceverà una ricarica di 3 centesimi che verrà accreditata al raggiungimento di 10 sms.

Una bella sfida per il nuovo operatore che dovrà fare i conti con colossi della telefonia ma che mi auguro contribuisca a creare maggiore concorrenza e di conseguenza ridurre i costi per noi clienti. Staremo a vedere.

Temi impossibili

Ieri una mia collega mi fa: “Leggi questo!”

“La respirazione della nota. Elaborazione di fantasia musicale con descrizione scientifica degli organi adibiti alla funzione respiratoria in particolare per il canto”.

Un tema del conservatorio? Una traccia universitaria? Il titolo di un testo scientifico? Niente di tutto questo, si tratta della traccia di un tema data da un professore di musica a dei ragazzini di I° media. Avete capito bene, dei ragazzini di 11 anni appiena usciti dalle elementari. A fare da ciliegina sulla torta il fatto che il professore sembra non aver minimamente spiegato l’approccio da seguire per lo svolgimento ma si sia limitato a consegnare la traccia già stampata su un foglio con le regole (quelle si) “grafiche” da seguire. In fine il tema è stato assegnato indistintamente a tutte le classi, dalla I° alla III° a seguito di un’ampia digressione filosofica sulla musica.

Io i miei 18 anni di stui li ho fatti e onestamente la traccia mi sembra a dir poco contorta, figuriamoci per un ragazzino di I° media. Non so se questa sia l’idea di una scuola moderna ma mi sa che in questo modo si ottiene soo di traumatizzare dei bambini (perchè forse ancora lo sono!) già spaesati dal cambio di scuola ad una settimana dal suono della prima campanella.

Vogliamo metterci anche lo sconcerto e la rabbia di genitori impotenti di fronte ad una tracci del genere? Potrò mai dimenticare il volto di Sabrina mentre mi mostra esterrefatta e angosciata il tema assegnato al piccolo Simone?

Scherzi a parte, la scuola dovrebbe accompagnare, appassionare, coinvolgere, non aggredre seguendo percorsi strani. Magari in un altro contesto avrebbe potuto avere un senso ma siamo sicuri che questo sia il modo giusto per far approcciare dei ragazzini alla musica?

Ora chiedo a voi cosa ne pensate e sopratutto: avete capito la traccia? Come l’avreste svolta? Aspetto le vostre risposte. Buon weekend a tutti, a lunedì.

Le piccole cose 2

Certo ormai le mie giornate sono davvero cambiate. Sembra lontano il tempo in cui potevi passare ore davanti ad un film, scendere quando ti pareva, magari solo goderti un’oretta in silenzio.

Ora tutto è cambiato con due piccoline per casa. Ormai sono loro a dettare i tempi e altro che passeggiate e tornar tardi la sera. In ogni modo la vita non è tanto monotona come si può pensare, faccio tante attività e sport: mi sento un po’ centrometrista quando cambio i pannolini in tempo record; un po’ architetto quando inseme alla mia bimba di due anni costruisco torri con i cubi di legno; un po’ acrobata quando cerco di alzarla in alto con i piedi sulle spalle e lei si sente “atta atta“.

Quanto sport allora, quante emozioni. Ho scoperto di potermi emozionare per quattro cubi messi in colonna dalla mia piccola come se fossero la Tour Eifell; ho capito che basta che abbia imparato a pronunciare il tuo nome per ripagarti di mille passeggiate; ho provato sulla mia pelle che un abbraccio forte di quel piccolo esserino può condensare in se tutto quello a cui hai rinunciato.

Tutto sommato ne vale la pena, e poi alla fine c’è sempre tempo per fare tutto, magari tutto insieme a loro.

…e tanto per giustificare il titolo, vi ricordo un mio vecchio post:  clicca qui.

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: