Il mondo attraverso i miei occhi


Ed anche quest’anno arriva il consueto rapporto annuale dell’Istat che fotografa la situazione economica del nostro paese.

Senza stare qui a snoccialare percentuali, quella che traspare è un’ Italia ancora lontana da essere quella nazione moderna e pronta a farla da protagonista sulla scena europea.

Innanzitutto i  giovani sembrano avere ancora vita difficile e i tempi per la loro realizzazione lavorativa e personale si allungano. A quanto riferisce il nostro istituto di statistica, l’età di uscita dal nucleo familiare aumenta e quasi la metà dei giovani tra i 25 e i 34 anni è ancora a casa con i genitori. La difficoltà nel trovare lavoro ne  è senz’altro uno dei motivi  ma probabilemte sono anche cambiate le aspettattive dei giovani stessi che, avendo mediamente un’istruzione superiore rispetto a prima, tendono ad aspettare il lavoro che considerano migliore. Lavoro che, dice sempre il rilievo dell’Istat, coinvolge ancora troppo poco le donne, solo una su tre. Come noi in Europa riesce a fare solo Malta.

In parte legato anche alla mancanza di lavoro c’è anche il dato che vede in calo il numero dei matrimonie e di questi quelli con figli. Minor tempo da dedicargli? Vita frenetica? Reticenza ad assumersi responsabilità? Crisi economica? Non so, ma sta di certo che solo il 33,7% delle coppie sposate lo è con figli. A dipetto di questo non manca l’aumento delle separazioni e il moltiplicarsi delle famiglie “atipiche” (single con bambini; coppie conviventi).

Ad un generale aumento della ricchezza del paese fa da contraltare l’effettivo impoverimento delle famiglie italiane dovuto tra l’altro alla pressione fiscale e al dirottamento all’estero dei profitti personali, per quanto riguarda immigrati che inviano denaro all’estero, e d’azienda per quanto riguarda le multinazionali che li imitano seppur a livello superiore.

Poveri risultano essere anche i servizi offerti al cittadino soprattutto (e me ne dispiace!) nelle regioni del Mezzogiorno, dove è ancora poco quello che si destina, ad esempio, ad asili nido e disabili. Purtroppo assistiamo ancora ad un’Italia a due velocità e aggiungerei non certo per colpa dei cittadini.

Le previsioni, secondo l’istituto di statistica, non sono rosee nemmeno per il prossimo futuro e l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i 34 paesi a economia avanzata, sostiene che il nostro paese raggiungerà l’effettivo pareggio di bilancio solo nel 2014.

Staremo a vedere e nel frattempo incrociamo le dita.

Meditate gente…meditate.

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