Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per maggio, 2012

Una ricetta per pochi.

Se siente amanti della cucina ma pensate che ormai Antonella Clerici e Barbara Parodi vi abbiano detto tutto e Tessa Gelesio ne sappia una meno di voi, allora vi racconto di una ricetta proposta in Giappone qualche settimana fa.

Se vi scandalizzate presto o siete di stomaco debole allora non me la prendo se terminerete la lettura a questo punto.

Ma partiamo dall’inizio. Il 13 aprile su Twitter (tanto per restare in tema con l’articolo di ieri) appare questo messaggio: “Offro i miei genitali maschili (intero pene, testicoli, scroto) come pasto per 100.000 yen. Saranno cucinate secondo le richieste degli acquirenti, in un luogo di loro preferenza“.

Autore della bizzarra iniziativa è l’artista giapponese Mao Sugiyama di 22 anni che già da tempo si era dichiarato “asessuato” ma nulla faceva pensare che arrivasse a tal punto. Cosa ancora più strana è che sono state molte le persone che hanno accettato l’offerta (circa 1000€ s’intenda!) e alla fine ne sono state selezionate 5 che hanno “gustato” (sic! Contenti loro!) la pietanza tra una folla di una settantina di curiosi il 13 maggio scorso.

L’artista ha assicurato che nell’operazione chirurgica e la conservazione (circa 2 mesi) sono state rispettate tutte le norme igieniche del caso. Ha inoltre preteso dai partecipanti al banchetto uno scritto dove dichiarassero il consumo consapevole di carne umana.

La ricetta è stata cucinata sotto la supervisione di un cuoco professionista con aggiunta di funghi champignon e prezzemolo con tanto di spiegazione e foto della preparazione. L’artista ha poi dichiarato di voler aggiungere alla cena anche i suoi capezzoli ma che dopo aver tentato di bruciarli con l’idrossido di sodio sono risultati non commestibili.

Non sono mancate persone che scandalizzate del bizzarro evento hanno informato la Polizia ma quest’ultima ha sottolineato che al momento non esistono in Giappone leggi che vietano il consumo di carne umana.

Ora, dopo avervi lasciato a bocca aperta e stomaco chiuso, vi saluto e aggiungerei che davvero non ci sono limiti alla follia umana.

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Dopo Facebook entro in Twitter: prime impressioni.

Ieri quasi in preda ad un raptus ho iniziato a cinguettare anch’io. Ebbene si, dopo anni di Facebook (neanche tanti poi!) ho deciso di immergermi nel mondo di Twitter. Devo dire che era tempo che l’idea di provare il famoso social network mi stuzzicava ma non avevo mai trovato la voglia di applicarmi per capirci qualcosa.

Il giorno ieri è arrivato e mi sono iscritto mosso dalla curiosità che ormai si era impossessata di me. Quella che posso fornire oggi è solo una prima impressione ma cercherò di rendervi partecipi del mio primo impatto. Entrare nel mondo dei cinguettii (appunto tweets in inglese) richiede davvero pochi minuti e dopo i classici dai di username e password e alcune impostazioni guidate, si entra nella nostra home page, l’equivalente della bacheca di Facebook.

C’è da dire che per chi come me è abituato a usare quest’ultimo, si trova un po’ spiazzato dalla spartanità dell’interfaccia e c’è da prendere un attimo di confidenza con il meccanismo. La sostanziale differenza tra i post e i tweet è che questi ultimi hanno la limitazione di 140 caratteri che rispecchia in pieno l’immediatezza che il social network vuole trasmettere.

La comunicazione è strutturata in following, quelle persone o pagine che decidiamo di seguire ricevendo automanticamente i loro tweet e i follower, ovvero quelli che a loro volta decidono di seguirci e ricevere i nostri tweet. Sostanzialmente tutto questo sostituisce i classici “amici”  in Facebook.

Dimenticate il profilo dove potete mettere album di forografie, video, informazioni personali di ogni tipo, nulla di tutto questo in Twitter. Le uniche informazioni che potranno avere su di voi sono contenute in solo 140 caratteri nei quali potete sinteticamente descrivervi. Appunto la sintesi sembra essere la caratteristica principale del social network dove tutto è concentrato nel tweet, dove comunque potete inserire foto o link. Scordatevi orpelli, pubblicità, chat e quant’altro e iniziate semplicemente a cinguettare.

Aggiungo anche che Twitter sembra essere molto più glamour di Facebook in virtù anche dell’utilizzo che star italiane e internazionali ne fanno. Diciamo che frequentare questo social sembra essere diventato uno status simbol al quale i vip fanno ricorso per comunicare, mentre Facebook appare snobbato dalle star e lasciato alla plebe.

Utile ho trovato la possibilità di cercare le persone o le pagine per categorie, per cui sarà quasi immediato trovare il profilo del vostro cantante o attore preferito.

Cercherò di abituarmi ed esplorare questo nuovo mondo, soprattutto senza pensare di star usando Facebook obbligandomi continuamente a notare le differenze. Per ora mi è impossibile sbilanciarmi su quale preferisca, se voi li avete usati entrambi fatemi sapere cosa ne pensate. Alla prossima!

…e la terra trema ancora.

Oggi non può mancare un pensiero alle vittime del terremoto in Emilia-Romagna. Vittime quelli che hanno perso la vita mentre stavano lavorando; vittima chi si è visto crollare la tanto sudata casa sulla testa; vittime quelle 14 mila persone sfollate che non sanno se potranno tornare o no nelle loro case; vittima chi si è visto portare via qualcuno o qualcosa nel giro di pochi secondi.

Vittime del terremoto, vorrei poter dire parlando al singolare, ma alla violenta scossa del 20 maggio ne sono susseguite altre tra le quali le più intense oggi (alle 9 e alle 13 circa di magnitudo 5.8 della scala Richter la prima e 5.2 la seconda) che hanno fatto lievitare il bilancio delle vittime, per ora 16, e aggravato i già ingenti danni alle strutture.

Hanno ceduto edifici storici, municipi, ospedali, scuole, intere parti di paesi rase al suolo dal sisma (2/3 di Cavezzo in provincia di Modena). A parte il cedimento di parte di alcune strutture centenarie, quello che mi fa specie è il crollo di edifici relativamente recenti spesso anche pubblici  e di capannoni industriali che per la loro destinazione d’uso avrebbero duvuto subire attenti e particolari controlli in fase di costruzione.

Forse anche questa volta, al di fuori della fatalità dell’evento, si sarebbero potute evitare vittime e danni semplicemente facendo prevenzione e costruendo secondo giudizio. Rimane la speranza che al di fuori della retorica si prenda questo lutto come punto di partenza per un’Italia più sicura anche sotto questo punto di vista, Italia che negli ultimi tempi, tra alluvioni, terremoti e attentati, sembra stare attraversando davvero un brutto periodo.

Un in bocca al lupo alle popolazioni dell’Emilia nella speranza che non si ripetano scosse e l’opera di ricostruzione e assistenza possa svolgersi regolarmente.

Sicurezza prima di tutto

(altro…)

Italia si, Italia no. Rapporto Istat 2012

Ed anche quest’anno arriva il consueto rapporto annuale dell’Istat che fotografa la situazione economica del nostro paese.

Senza stare qui a snoccialare percentuali, quella che traspare è un’ Italia ancora lontana da essere quella nazione moderna e pronta a farla da protagonista sulla scena europea.

Innanzitutto i  giovani sembrano avere ancora vita difficile e i tempi per la loro realizzazione lavorativa e personale si allungano. A quanto riferisce il nostro istituto di statistica, l’età di uscita dal nucleo familiare aumenta e quasi la metà dei giovani tra i 25 e i 34 anni è ancora a casa con i genitori. La difficoltà nel trovare lavoro ne  è senz’altro uno dei motivi  ma probabilemte sono anche cambiate le aspettattive dei giovani stessi che, avendo mediamente un’istruzione superiore rispetto a prima, tendono ad aspettare il lavoro che considerano migliore. Lavoro che, dice sempre il rilievo dell’Istat, coinvolge ancora troppo poco le donne, solo una su tre. Come noi in Europa riesce a fare solo Malta.

In parte legato anche alla mancanza di lavoro c’è anche il dato che vede in calo il numero dei matrimonie e di questi quelli con figli. Minor tempo da dedicargli? Vita frenetica? Reticenza ad assumersi responsabilità? Crisi economica? Non so, ma sta di certo che solo il 33,7% delle coppie sposate lo è con figli. A dipetto di questo non manca l’aumento delle separazioni e il moltiplicarsi delle famiglie “atipiche” (single con bambini; coppie conviventi).

Ad un generale aumento della ricchezza del paese fa da contraltare l’effettivo impoverimento delle famiglie italiane dovuto tra l’altro alla pressione fiscale e al dirottamento all’estero dei profitti personali, per quanto riguarda immigrati che inviano denaro all’estero, e d’azienda per quanto riguarda le multinazionali che li imitano seppur a livello superiore.

Poveri risultano essere anche i servizi offerti al cittadino soprattutto (e me ne dispiace!) nelle regioni del Mezzogiorno, dove è ancora poco quello che si destina, ad esempio, ad asili nido e disabili. Purtroppo assistiamo ancora ad un’Italia a due velocità e aggiungerei non certo per colpa dei cittadini.

Le previsioni, secondo l’istituto di statistica, non sono rosee nemmeno per il prossimo futuro e l’Ocse, l’organizzazione che raggruppa i 34 paesi a economia avanzata, sostiene che il nostro paese raggiungerà l’effettivo pareggio di bilancio solo nel 2014.

Staremo a vedere e nel frattempo incrociamo le dita.

Meditate gente…meditate.

Una giornata intensa

Oggi giornata decisamente intensa e degna di nota: furto dell’auto di mio cognato dopo appena tre giorni dall’acquisto con tanto di antifurto che si pensava efficacissimo; commissioni varie con i miei e per finire festa della mia nipotina che compiva nove anni.

La prima questione meglio non affrontarla perchè se ci penso mi saltano ancora i nervi, meglio parlarvi della festa della piccola Autilia.

Questa volta sono stato chiamato nell'”ardua impresa” di fare qualche filmato della festa a cui quest’anno abbiamo fatto di tutto per partecipare. Escludendo la mia videocamera che registra ancora su miniDv, quindi sostanzialmente in analogico, mi sono armato della mia fedele fotocamera digitale Sony da 10 megapixel con filmati in Hd e sono partito all’attacco. Devo dire che alla fine ridendo e scherzando ho realizzato circa 45 minuti di filmato che sembra aver fissato tutti i momenti salienti della piacevole serata. Oddio, il fatto che non esista la modalità pausa mi ha costretto a creare circa una decina di files, ma nell’insieme anche la resa dell’immagine sembra essere di buona qualità.

Uscendo dalla mera riflessione tecnica, il fatto di essere costamente pronto a immortalare tutto mi ha permesso di notare bene una scena che mi ha toccato molto.

Ad un certo punto della festa si è arrivati all’apertura dei regali e la navigata animatrice faceva da presentatrice porgendoli uno ad uno  alla festeggiata dicendone il mittenre: dopo l’ennesimo regalo dell’amico x e del parente y, si è arrivati al regalo del papà della piccola Autilia. C’è da premettere che mio cognato è fuori per lavoro da qualche mese e c’è da immaginarsi lo stupore della bambina al solo sentire il nome del proprio papà. Il regalo è stato regolarmente scartato e apprezzato ma dal mio punto di osservazione privilegiato ho notato che la piccola continuava a guardarsi intorno come se si aspettasse che il vero e più bel regalo della serata fosse l’apparire, da dietro l’angolo, del papà che tanto le manca.

E’ stata una scena che mi ha fatto tanta tenerezza e nello stesso tempo mi ha pervaso di tristezza pensando alla delusione che in cuor suo avrà provato la bambina vedendo disattesa la sua speranza.

Comunque a chiosa di questo aneddoto vi vorrei lasciare riflettendo sul fatto che se è pur vero che “la mamma e sempre la mamma”, anche il padre ha la sua grande importanza. Ovviamente il mio pensiero è tutt’altro che disinteressato.

Meditate gente…meditare.

La felicità delle piccole cose

Un cambio di programma stasera per rendervi partecipi di una riflessione fatta così su due piedi. Alle volte noi tutti cerchiamo la felicità  nelle cose più svariate: in una serata in discoteca; in una birra con gli amici; in una donna, una macchina, una vacanza.

Non che io venga da un altro mondo e non la cerchi anche in queste cose ma da qualche tempo la trovo in un momento del tutto casalingo: il bagnetto alla mia bambina. Un momento così intimo, sereno, mi dà una pace che non credevo. Osservarla lì, nella sua vaschetta rosa, con la spugnetta rosa, il pupazzetto rosa, quasi a volerci ricordare in ogni momento di che sesso sia, come se potessimo mai dimenticarci qualsiasi cosa riguardi la nostra piccolina.

Osservarla giocare con la spugna, toccare incuriosita le bollicine sulla superficie dell’acqua o sbatterci le manine schizzandola dappertutto.

Quel silenzio, quel senso di pace, quella sua felicità per una cosa apparentemente così semplice, pervade anche me riempiendomi il cuore come per incanto. È difficile descrivere sensazioni così brevi e intense ma spero vi arrivi almeno il senso di quello che intendo dire.

Io con un po’ di acqua e sapone e un tenero corpicino a mollo, mi godo il mio momento di felicità che forse è proprio vero, non è da cercare altrove ma è già dentro di noi, basta solo sapere come tirarla fuori.

Meditate gente…meditate.

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