Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per marzo, 2012

L’altra Belen Rodriguez

Godetevi questa imitazione di Belen Rodriguez veramente eccezionale.

Si tratta di Virginia Raffaele, imitatrice in forza al cast di “Quelli che il calcio” su Rai 2, che ai personaggi che interpreta già da qualche tempo (Ornella Vanoni, la criminologa Roberta Bruzzone, la poetessa transessuale Paula Gilberto do Mar) ha aggiunto anche quello di Belen, personaggio ormai sempre più attuale.

Il risultato per me è fantastico e con Victoria Cabello che le fa da spalla riesce davvero divertente.

Vale la pena dedicargli un po’ del vostro tempo.

Buona nottte!

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Svizzera dice No a 6 settimane di ferie

Strano ma vero, come dice il vecchio adagio. Sarà pure strano per noi ma in Svizzera ad un recente referendum federale circa il passaggio da4 a6 settimane minime di ferie l’anno i cittadini si sono pronunciati con un secco No.

 Il referendum era stato proposto dai sindacati, da alcuni partiti della sinistra e dai movimenti giovanili ed era stato giustificato dal presunto crescente stress dei lavoratori elvetici. Ma stranamente, almeno per noi visto che l’esito era stato previsto dai sondaggi della vigilia, le due settimane di ferie in più non hanno allettato i nostri vicini d’oltralpe che tra l’altro non sono nuovi a risultati del genere. Infatti negli ultimi decenni, precisamente nel 1985 e nel 2002, i cittadini svizzeri si sono sempre espressi negativamente su azioni simili riguardanti diminuzione ore lavorative (ora 40-42) e aumento di giorni di settimane di ferie (oggi 4 settimane minime ma con molti contratti che ne concedono di più). In questa occasione i cittadini hanno bocciato la proposta con un secco 66,5% di voti sfavorevoli giustificati dalla paura (almeno secondo i partiti che si sono opposti alla proposta) di un calo di competitività del paese.

Oltre che su questo quesito, gli svizzeri si sono espressi contrari al prezzo unico dei libri e favorevoli al limite di costruzione (fissato al 20%) delle seconde abitazioni. Nel solo cantone di Zurigo, i cittadini hanno votato a favore dell’allestimento di una zona per prostitute da strada equipaggiata con box. Sostanzialmente qualcosa di simile alla proposta fatta a Napoli della quale vi parlavo il mese scorso che offre la possibilità, a chi vuole appartarsi con una prostituta in macchina, di poterlo fare in un box chiuso all’interno di un’aria attrezzata.

Certo fa pensare che in paese si possa rifiutare di avere due settimane di ferie in più ma può anche renderci palese il rapporto diverso che questo popolo ha con il lavoro rispetto a noi. Poi probabilmente ci sarebbero aspetti più sottili da analizzare per giustificare tale scelta. Resta il fatto che seppur siano stacanovisti, questi svizzeri hanno davvero le idee chiare quando si tratta di stare comodi anche quando si va a fare all’amore con le gentili signorine.

D’altronde il nesso tra le due scelte referendarie è chiaro: chi non lavora non fa l’amore.

Meditate gente…meditate.

Canzoni poco profumate

Se pensate di avere sentito di tutto, se credete che ormai siano state dedicate canzoni un po’ ad ogni cosa, con le varie motociclette, il mare, il peperone, non avete ancora sentito niente.

E se pensate che le canzoni per bambini siano spesso assurde, alle volte incomprensibili e siete quasi svenuti alle serate di baby dance in compagnia dei vostri pargoli, forse vi manca questa chicca.

Quante volte avete esclamato “Ma che canzone di me…a!” ascoltandone una che su di voi non aveva proprio un grande appeal? Quante volte avete dichiarato (sicuramente in altri termini) che questa o quella canzone facesse effettivamente generare in voi processi intestinali da non poter contenere?

Con questa canzone che vi propongo potete dare liberamente sfogo al vostro pensiero e dire senza paura che si tratta davvero di una canzone di…cacca.

Buon ascolto!

Donne…du du du!

Oggi non poteva mancare un omaggio alla donna, in questo 8 marzo dedicato alla sua festa. Festa che come i più sanno dovrebbe essere più un giorno del ricordo, quello delle donne che dal 1908 si batterono per migliorare la loro condizione di lavoro in fabbrica.

Il mio augurio e il mio grazie, al di là di tutte le mimose e delle feste in discoteca, va a quelle donne che ogni giorno mandano avanti la famiglia; a quelle che dopo una giornata di lavoro sono capaci di ascoltare marito e figli; a quelle che lavorano da sole, in un paese straniero per mandare i soldi in patria; a quelle che con una loro carezza sanno sostituire mille parole.

Il mio grazie va a quelle mamme instancabili, a quelle nonne pazienti, a quelle donne che con la loro forza (perchè sono loro il vero sesso forte) sanno compensare le nostre più profonde debolezze; a quelle che purtroppo sembrano dover dimostrare più di noi uomini quello che valgono.

A tutte le donne, ma davvvero a tutte, anche quelle che ci fanno arrabbiare ma delle quali non possiamo fare a meno, Auguri!

Dinamite dentro

Stasera vi propongo, come qualche volta capita, una mia poesia scritta un po’ di anni fa in un momento di rabbia. Spero vi piaccia.

Dinamite dentro

Sto per scoppiare

Mi dilato e mi comprimo

Senza forma fissa.

Il mio corpo mi va stretto

Dandomi la voglia di entrare

In uno di quelli che ho sempre odiato.

Essere un altro per scavalcare tutto

Per mostrarmi forte

Agli occhi tuoi.

Sarei stato solido acciaio

E non mina vagante

Pronta a scoppiare

In una nuvola di polvere…forse.

Le mie orecchie sono stanche

Le ho tagliate ormai,

la mia bocca non ha più parole

l’ho buttata via.

mi rimane questo cuore

che mi affatica il fiato

e mi fa male

ogni volta più.

Sono stanco

Voglio scoppiare

o spegnermi in un soffio.

La frenesia mi assale

La frenesia di non sapere

Cosa fare.

di Luigi Tabarro

La morte al concerto

Ancora una volta un evento di aggregazione, di gioia, di musica si trasforma nel teatro di una tragedia, ancora una volta purtroppo. Questo volta è toccato a Matteo Armellini, un operaio romano di 31 anni, un rigger (colui che si occupa del montaggio della struttura di un palco) impegnato nella preparazione del palco del concerto di Laura Pausini a Reggio Calabria che doveva tenersi questa sera al Palacalafiore, il palasport della città calabrese.

Il giovane, intorno alle 2 di questa notte era impegnato insieme ad altri quattro colleghi nel fissaggio di alcune apparecchiature di scena quando la struttura che le doveva reggere è crollata facendoli precipitare da un’altezza di 15 metri. I soccorsi sono stati immediti ma per Matteo, probabilmente morto sul colpo, non c’è stato nulla da fare; feriti gli altri operai.

L’incidente avviene a distanza di tre mesi da quello che ha visto morire pressochè allo stesso modo Francesco Pinna di 20 anni, un altro operaio che stava allestendo il palco del concerto di Jovanotti a Trieste.

Il concerto è stato ovviamente annullato e Laura Pausini sul suo sito gli ha prontamente dedicato un saluto. “Il nostro lutto è totale. E’ devastante” dice la cantante su Facebook in una lettera aperta al giovane. Sulla rete sono abbondati messaggi di cordoglio per il giovane e su Twitter Jovanotti, coinvolto nel precedente incidente, ne approfitta per chiedersi se non sia il caso di capire cosa debba cambiare affinchè tali incidenti non capitino più.

Certo due eventi dello stesso tipo ad una distanza così ravvicinata fanno pensare e mi fanno chiedere se vengano rispettate tutte le norme di sicurezza o si abbia cura della professionalità delle persone che lavorano in questo settore. Le indagini della procura sveleranno quali siano state le cause nel collasso della struttura (si parla anche del cedimento del parquè del palasport) ma resta il fatto che un altro giovane, magari per mille euro al mese è morto in un battito di ciglio mentre faceva il suo lavoro.

Meditate gente…meditate.

Ladri sbadati

Non è possibile, ma lo vogliamo capire che la gente deve lavorare, che il caro benzina è ormai un problema riconosciuto? Poi mettici un po’ di stress, il posticipare il rifornimento ed ecco che quando si sta lavorando si rimane a secco.

E’ quello che potrebbe essere capitato a Rose Devlin (59 anni) e Denise Egan (52 anni) due ladre di Chadderton, una cittadina vicino Manchester in Inghilterra, che durante la fuga in auto dopo una rapina in un supermercato, sono rimaste senza carburante.

Le due geniali malfattrici, non passando per le casse ed evitando le guardie di sicurezza, hanno rubato alcolici per un valore di oltre 500€ e sono fuggite a tutto gas a bordo della loro auto. Peccato che abbiano fatto solo pochi metri e la macchina si è spenta ormai a secco di benzina.

Ma le principesse del crimine non si sono date per vinte, sono scese dal’auto e l’hanno spinta fino ad un distributore dove hanno fatto tranquillamente rifornimento e hanno ripreso la fuga, riuscendo addirittura a sfuggire alla polizia. La loro latitanza è durata però poco, sono state arrestate poco dopo grazie alle registrazioni delle telecamere a circuito chiuso del distribuitore.

In effetti quello dei carburanti sta diventando un vero problema, e come dice Alessandro Siani in proposito: “Prima quando avevi i debiti ti davi fuoco, ora per darti fuoco devi fare i debiti.”

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