Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per febbraio, 2012

Un po’ di pace

Stasera ho vissuto un momento degno di “Un giorno di ordinaria follia“. Ricordate quel film con Michael Douglas dove nel bel mezzo di un ingorgo, con un caldo afoso, in ritardo, il protagonista da’ letteralmente di matto, abbandona l’auto e inizia la sua avventura ai limiti della follia? Ecco, è successo più o meno questo dopo l’ennesimo scatenarsi di urla e pianti di adulti e bambini, ed io andando solo un po’ fuori di testa, in preda ad un raptus di follia… li ho ammazzati tutti. No scherzo, ho fatto di meglio, ho spento la tv.

“Eeeeeee?” Si, ho iniziato spegnendo la onnipresente televisione e la metà dei miei nervi si è distesa, pur volendoci un altro po’ prima che la situazione tornasse alla normalità. Abbiamo preparato la mangiare, cenato, abbiamo messo in ordine, ho giocato un po’ con la bambina, tutto senza la stramaledetta televisione accesa. Ho riscoperto una pace che avevo dimenticato, mi sono liberato di quel rumore di fondo che ci accompagna dalla 8 del mattino alle 11 di sera. Mi sono meravigliato di come bastasse così poco per sentirmi più rilassato, per riappropriarmi e sentirmi partecipe di quello che mi circonda: ho sentito distintamente il rumore della forchetta nel piatto, mia moglie che spazzava, onestamente ho persino sentito lo sconvolgimento intestinale della piccolina.

Insomma, questa televisione sarà pure di compagnia, ma alle volte diventa davvero ingombrante, ci aliena, ci ruba quel minimo di quiete che potrebbe alle volte farci stare meglio. Infondo si sa, il silenzio è d’oro.

Meditate gente…meditate.

Spesa amica (mica tanto!)

Stasera mi sento davvero stanco. Dopo il mio amatissimo turno che mi ha permesso di assaporare la frizzante aria delle 5.45 del mattino, invece di buttarmi sul letto (a 4 di bastoni, come si dice dalle mie parti), sono dovuto andare  a compiere uno dei doveri del buon padre di famiglia: la spesa.

E allora? E allora al ritorno, stressato, assonnato, sudato (oggi era davvero una giornata stupenda) mi sono reso conto che per comprare un po’ di roba mi sono girato due supermercati. Ma forse il problema non è neanche questo, è che ormai non è che d’improvviso si esce e si va a fare la spesa ma, colpa la crisi (o gli stipendi che in Italia sono tra i più bassi d’Europa?), dietro c’è un certo grado di progettualità: si spiegano bene bene i volantini sul tavolo, ci si arma di carta e penna, e via a caccia di offerte facendo del vero e proprio zapping tra uno e l’altro.

D’altronde di questi tempi è difficile fare diversamente e fare la pallina del flipper tra i vari supermercati è diventata ormai per me un’abitudine, seppure un po’ stancante devo dire.

Ora quasi quasi vado a letto, domani mi aspetta un’altra giornata da cavalletta.

La mia Mariah Carey

Oggi ho un po’ di nostalgia musicale, ma non tipo quella per i mitici anni ’60 o per i Beatles e i Roling Stones, ma di un’artista in particolare: Mariah Carey. “Beh” direte voi “ma c’è ancora ed è in piena attività.” No, quella che vedete ora non è la “mia” Mariah Carey, quella giovane cameriera di New York con la passione per la musica che da un giorno all’altro si trova a calcare i palchi più importanti del mondo. Io ho nostalgia della Mariah dei primi album (dal ’90 al ’99) con singoli come “Without you”, “Hero”, “Music Box” (dell’omonino album che ha venduto 36 milioni di copie), della ragazza fresca e sbarazzina dei video di “Vision of love” o di “All I want for Christmas is you” ad esempio.

Ho nostalgia di quando la cercavo per radio e compravo i suoi album appena uscivano, innamorato com’ero della sua voce e di quello che riusciva a farci; di quando facevo zapping su Mtv sperando di trovare qualche suo video da registrare.

Poi tutto ad un tratto negli anni 2000, tra problemi personali e flop discografici, tutto è cambiato e le ballads e le canzoni d’amore che tanto avevo amato, hanno lasciato spazio alla musica che strizzava l’occhio all’ R&B e al Rap con le più svariate (e dubbie) collaborazioni artistiche. Insomma tutta un’altra musica. Certo con gli anni si cresce, si cambia, si subiscono influenze, si cerca di esplorare altre musicalità o magari di togliersi di dosso qualche etichetta, ma a me il risultato non ha convinto. Per non parlare del fatto che ad un certo punto ha iniziato a spogliarsi, a rifarsi, a discostarsi sempre più dall’idea che da fun mi ero fatto di lei.

Resta comunque un’artista eccezionale, incorona l’artista di maggior successo degli anni ’90, con un’estensione vocale unica che negli ultimi anni ha ritrovato il suo vigore artistico pur non riuscendo a sbarcare con successo in Italia. Io ho smesso di seguirla un po’ di anni fa e preferisco ricordarla com’era e rispolverare di tanto in tanto i suoi vecchi album.

Prima

Dopo

Potevi dirmelo che i tempi cambiano

Certo i tempi sono davvero cambiati.

Oggi ne ho avuto ulteriore conferma dall’argomento discusso nella trasmissione Mattino Cinque, ossia il ritorno (ah, se n’era andato?) del sesso in auto. Tutto è partito da una notizia apparsa qualche settimana fa che informava del fatto che una municipalità di Napoli aveva proposto di creare un’apposita area riservata alle coppie che desiderassero appartarsi per un po’ d’intimità.

Nel talk di Canale 5, dell’iniziativa che in sostanza voleva tutelare le coppiette da furti e rapine offrendogli un posto sorvegliato, non si è quasi parlato, e si è andati subito a finire alle chiacchiera da bar. Ad elevare la discussione (si fa per dire) c’erano ospiti come ad esempio Marco Balestri e Andrea Pucci che si prodigavano in descrizioni di posizioni e tecniche di accoppiamento varie con  citazioni di questa o quell’altra auto. E vai giù di risate, commenti, battutine e doppi sensi.

A parte la fascia protetta, non mi sono scandalizzato ma quello che mi ha fatto specie, è il fatto che anche attempate signore del pubblico non si tirassero indietro dal fare commenti e raccontare esperienze personali. Segno dei tempi moderni dove oltre a parlare liberamente di sesso in tv, a farlo con savoir faire è anche chi appartiene ad una generazione dove il sesso era tabù in famiglia figurarsi in tv.

Certo un’altra piccola riflessione mi viene: ma con temi “caldi”, doppi sensi, battutine alle dieci di mattina, nei talk come in trasmissioni di cucina, è normale poi fare tutta quella polemica sulla farfallina di Belen a Sanremo?

Meditate gente…meditate.

Aspiranti scrittori e poeti udite.

Oggi due proposte per chi ha velleità letterarie:

la prima riguarda la casa editrice Ars Medica di Fagnano Olona (Va) che attraverso il sito Youbooktube (ormai Youtube ha fatto scuola) permette, a chi ha intenzione di pubblicare un libro, di avere un preventivo verosimile del costo dell’operazione semplicemente compilando un form. Il sito si occuperà gratuitamente dell’impaginazione, della rilegatura, della promozione e vendita sul sito stesso, facendo pagare solo il costo della stampa. Ad esempio 100 copie di un libro di 120 pagine formato 15×21 con tanto di copertina plastificata costano poco più di 700 euro.

La cosa originale, a mio parere, e che giustifica il nome del sito, è che l’autore, una volta pubblicato il libro online, può associarvi un video di presentazione.

Onestamente l’approccio mi sembra abbastanza immediato per chi vuole pubblicare un testo senza bisogno di peregrinare in giro per l’Italia con manoscritti sotto braccio, ma personalmente dubito un po’ del fatto che un sito web semisconosciuto possa essere in grado davvero di far vendere un libro. Resta in ogni modo l’assistenza e la facilità di pubblicazione e il fatto che per chi lo faccia in questo modo sia già una soddisfazione personale apparire in una “vetrina” seppur virtuale.

la seconda proposta è più classica e riguarda la seconda edizione del concorso letterario “MusOlona” di Solbiate Olona (Va) riservato ai cittadini dei comuni del Medio Olona, Busto Arsizio, Cairate e Castellanza. Quest’anno l’iniziativa prevede due sezioni, una per giovani (dai 14 ai 18 anni) e una per adulti  (over 18), che vede in gara opere inedite di poesia. Al primo classificato di ogni sezione, verrà corrisposto un premio di 500 euro. Le iscrizioni sono aperte fino al 31 marzo 2012 e si può partecipare con un solo componimento.

Per chi ha voglia di cimentarsi in una competizione a suon  di versi, anche questa può essere una buona occasione, sperando che non si finisca per ritrovarsi,  alla premiazione, a dover ascoltare frotte di amici degli organizzatori che presentano le loro opere più o meno strampalate ( com’è accaduto a me), ma questa è un’altra storia.

Meditate gente…meditate.

Dolce dormire (e non solo ad aprile)

Negli ultimi anni ho un rapporto un po’ particolare con il sonno. Per lavoro non ho sempre un orario preciso per andare a letto o alzarmi la mattina, e mi ritrovo a dormire a volte quelle 3-4 ore, a svegliarmi alle 3.30 del mattino o andare a letto all’1. Questo quando mi va bene e non lavoro di notte. Due le condizioni in cui sono solito trovarmi:

  • Il tossico:

quando ad occhi aperti sogno e pregusto il momento in cui mi troverò disteso sul letto, magari sotto le coperte al caldo quando fuori è freddo, lasciandomi andare tra le braccia di Morfeo. Peccato che la maggior parte di queste volte sia a lavoro e quasi mi senta come un drogato in crisi di astinenza che darebbe qualsiasi cosa per una dose; si una dose di gustosissimo e inebriante sonno.

  • Lo zombie:

ultimamente poi, con le due bambine piccole, mi ritrovo a vagare per casa come uno zombie, in piena notte, con una delle due in braccio facendo fatica per non andare a sbattere. “Si è svehragghata la graght!” farfuglio a mia moglie, cercando di farle capire qualcosa, ma ci rinuncio quando mi risponde con un secco “eerggh!” e capisco che anche lei, magari con l’altra in braccio, è nella mia stessa condizione.

Dove sono finite le maratone del sonno? Chi si è portato via quelle mattine intere con la tapparella abbassata e tua madre che sussurra a tuo padre: “Shhh! Zitto che sta dormendo.” Mi sembra passato un secolo.

In ogni modo, se vedete che vi osservo, che sembro non capire quello che dite ma annuisco inebetito con le palpebre semi abbassate, sappiatelo, ho una delle mie crisi di sonno.

Sorry!

La pagella di Sanremo 2012.

Non sono riuscito a non scrivere qualcosa su Sanremo. Dopo una giornata intera passata a guardare la Rai che trasmetteva dalla città dei fiori prima di archiviare (si fa per dire) la kermesse canora, mi sento di esprimermi con delle semplici pagelle sui protagonisti e sul festival stesso:

  • Morandi: ques’anno non è riuscito davvero a convincermi, seppur l’anno scorso l’avevo apprezzato. Nulla da dire sulla sua persona, ma quello di presentatore  di un evento del genere non è proprio il suo mestiere, e si è visto. Sembrava quasi che dovesse leggere dal gobbo anche il proprio nome e non era in grado di reggere gli ospiti, né in veste di intervistatore né in quello di spalla. Voto: 6.
  • Rocco Papaleo: la vera rivelazione di questo festival. Spontaneo, semplice ma incisivo. Voto: 9.
  • Ivana Mrazova: onestamente la differenza tra la prima puntata (dove non c’era!) e le altre non l’ho quasi vista. Per carità era così caruccia, ma la storia che si da spazio ad una modella straniera per dare un risalto a livello internazionale al programma ha un po’ stancato. Questa era proprio straniera straniera e spesso non capiva nemmeno quello che le si diceva. Insomma, che dire del voto: non pervenuta.
  • Belen e la Canalis: nella puntata e mezza in cui si sono viste hanno fatto il possibile ma si è parlato più della farfallina (il tatuaggio) mostrata da Belen che della loro apparizione. Insomma hanno tappato il buco come potevano, forti anche del fatto che fossero veterane di un festival e sempre meglio comunque della Mrazova. Voto (a parte l’uscita di poco gusto di Belen): 6.
  • Celentano: ha sicuramente contribuito agli ascolti vertiginosi della prima e dell’ultima puntata, riguardo gli argomenti trattati non commento altrimenti ci vorrebbe mezza giornata, ma solo una cosa vorrei dire: a Celentano, come ad altri artisti, è stata data dalla Rai praticamente carta bianca sui contenuti degli interventi, per cui è inutile che dopo la prima serata caschino tutti dal pero, si sapeva che non avrebbe certo trattato argomenti da bar, per cui chi è causa del suo mal (se di mal si sia trattato) pianga se stesso. Voto: 8 per il cantante, 5 per il predicatore.
  • Luca e Paolo: mi dispiace dirlo ma un po’ esagerati nella prima serata seppur si siano simpaticamente riparati sotto l’egida della libertà dell’espressione artistica nell’ultima puntata. Non è obbligatorio infilare una parolaccia in ogni frase per fare della satira.Voto: 4.
  • Geppi Cucciari: straordinaria. Se avesse affiancato Morandi per tutte le serate del festival (semmai Morandi fosse riuscito a starle dietro) sarebbe stata tutta un’altra storia. Sempre dissacrante e apparentemente a suo agio su di un palco così importante, la vera rivincita della figura femminile al festival. Voto: 10.
  • Le canzoni: niente di straodinario, ma poi si sa che quelle di Sanremo si apprezzano dopo un po’ di giorni. Dispiaciuto per l’eliminazione dei Matia Bazar la cui canzone a me piaceva molto. Potremmo dire che la vittoria di Emma sia stata quasi annunciata, e conferma il fatto che l’essere noti ad un pubblico giovane da un vantaggio in più quando il televoto è quasi l’unico a decidere. Una piccola parentesi tutta da confermare: Marco Mangiarotti, noto critico musicale, all’Arena di Giletti rivela che l’orchestra praticamente non ha votato, tra schede bianche per protesta e problemi tecnici. Gigi D’alessio ha anche attaccato il meccanismo della Golden share della sala stampa grazia alla quale un artista (in questo caso Noemi) ha potuto scavalcare tre posizioni in classifica. Il cantante ha protestato per il fatto che i giornalisti, conosciuta già la classifica parziale, siano stati in pratica condizionati nella loro scelta. Aspetteremo di vedere i risultati radiofonici e di vendite delle canzoni per scoprire chi sia stato il vero vincitore di ques’anno. Voto: 7.
  • Il festival: nell’insieme non è stato malvagio, lo confermano gli ascolti record, ma si poteva fare di più sia nella scelta degli ospiti che del cast, per non parlare dei problemi tecnici della prima puntata. Le serate sono state tutto sommato godibili, specialmente quella dedicata alla canzone italiana nel mondo, dove gli artisti stranieri e le canzoni hanno dato un certo rilievo alla serata. Nella prima serata è stato a mio parere troppo lungo l’intervento di Celentano e la Rai sbagliava se credeva di poter incentrare tutto il festival su di lui e se n’è resa conto in corso d’opera. Voto: 7.

Il festival è riuscito ad avere anche quest’anno la sua buona dose di critiche, imprevisti, di estimatori e di detrattori, di Canzoni e di canzonette, insomma l’evento continua ad essere tale. Al prossimo febbraio.

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