Il mondo attraverso i miei occhi

Archivio per novembre, 2011

Uscita di scena

Ho da poco finito si assistere su Corriere.it alla diretta da piazza del quirinale, dove una folla di  persone ha atteso prima l’arrivo e poi la notizia ufficiale delle dimissioni dell’ormai ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, salito da Napolitano intorno alle 20.45. Cori da stadio, cartelloni e bandiere tricolore ad accompagnare l’attesa prima della conferma delle dimissioni che arriva verso le 21.45. Ho sentito pressoché ogni genere di improperi, appellativi e cori: “chi non salta Berlusconi è…”; buffone, Silvio.. Silvio… vaffa…; galera; Italia libera; qualcuno che ricordandosi improvvisamente che tra un po’ è l’ultimo dell’anno, stappava bottiglie di spumante e improvvisava trenini. Tra i cartelli ho potuto  leggere:  “Finalmente”, “Grazie Napolitano”; “Oggi è il 25 aprile”. Addirittura una piccola orchestra d’archi ha intonato il classico dei classici Bella Ciao, l’inno di Mameli e l’Alleluia. Berlusconi si è detto molto amareggiato per le contestazioni e a quest’ultime il ministro Sacconi e il governatore della Lombardia Formigoni hanno risposto più che con un’alzata di spalle, con un’alzata di dito medio. Certo in gestacci non è stato da meno Di Pietro, quando in piazza ha accompagnato al grido di “a casa, a casa” un bel gesto dell’ombrello. Oddio, non certo un’uscita di scena (semmai sarà davvero un’uscita di scena quella di Berlusconi) all’insegna del savoire faire ma probabilmente è segno delle tensioni e delle ansie accumulate nel corso di questi difficili mesi.

Ora, dopo le consultazioni del Capo dello Stato con i leaders dei principali partiti politici,  la palla passerà al neo senatore a vita Mario Monti che avrà il compito di creare un governo tecnico che accompagnerà il paese alle prossime elezioni.  Non sappiamo ancora l’effetto che le dimissioni di Berlusconi e il governo Monti avranno sui mercati internazionali, ma mi pare che  almeno per quelli presenti in piazza sia stata una buona dose di ottimismo.

Non so cosa succederà adesso ma mi auguro che questo cambiamento al vertice possa infondere fiducia ai mercati e far uscire l’Italia da questa crisi che a mio parere rimane fortemente speculativa. E poi, non so voi, ma per me c’era bisogno di una svolta, 17 anni di potere quasi continuato di Berlusconi era davvero troppo. Speriamo bene per i prossimi mesi e poi saranno le urne a decidere del nostro destino.

Meditate gente… meditate.

Qualche pagina

Come solo i più affezionati avranno notato, è  poco più di una settimana che non scrivo più così assiduamente. Un motivo c’è: ho deciso di impegnare il mio poco tempo libero ritrovando un altro mio piacevole passatempo che avevo un po’ trascurato per dedicarmi al blog, la lettura.  Visto, appunto, che il tempo libero scarseggia, mi sono accorto che quel libro che ho sempre lì sul comodino ci stava restando ormai da po’ troppo tempo. Non sono mai stato un divora libri ma ho sempre preferito gustarmeli un po’ alla volta, in modo costante, per cui ad un certo punto ho iniziato a sentirne la mancanza e ho ricominciato a leggerlo. Infondo leggere è un piacere che può accompagnarti dappertutto, che ti stimola e ti fa rimanere attivo, dove ad ogni pagina devi immaginarti la scena, i personaggi, l’ambientazione, non come in tv dove tutto ti viene servito bello e pronto. Ciononostante secondo i dati Istat riferiti al 2010, in media solo il 50% della popolazione sopra i sei anni (dal 57,9 del Trentino Alto-Adige al 31,4 della Basilicata) dichiara di aver letto almeno un libro nell’ultimo anno. Oltretutto, se non si è troppo viziati e si ha voglia di sperimentare, si può leggere anche con poco acquistando, ad esempio, da internet, dove spesso si trovano libri con sconti fino al 70%. Quindi, visto che a tal proposito ne ho ordinati quattro per la modica cifra di undici euro spese comprese, vado a leggere qualche pagina prima di andare a letto.

Buona notte!

Borghi

Erano settimane che non guardavo la tv di sera, un po’ per scelta, un po’ per il palinsesto ma ieri la fiction su Rai 1 “La ragazza americana” mi ha incuriosito è ho deciso di seguirla. Devo dire che non sono stato il solo (6 milioni e 300 mila spettatori circa) e si è rivelata una gradevole alternativa alla prima serata di Canale 5 con il solito Grande Fratello 12 (circa 4 milioni e 300 mila affezionati) che comunque non avrei visto. Ho  voluto seguirla (e sto tuttora seguendo la seconda puntata!) soprattutto per l’ambientazione della storia, un antico borgo medievale. Nella realtà le scene sono state girate prevalentemente tra Arezzo (il Borro) e Subbiano con scenari storici e paesaggistici eccezionali. Sarà perché vado matto per i vecchi borghi ma hanno una magia che non ha eguali e hanno il potere di portarmi, con la fantasia, indietro nel tempo.

Per chi vive nelle grandi città, trafficate e anonime, è bello perdersi per i vicoli stretti, le case di pietra, le stradine senza auto, le piccole botteghe, la tranquillità, i ritmi lenti, gli abitanti che si conoscono tutti. Non so voi ma a me affascina tanto e in questo momento avrei proprio bisogno di rilassarmi immerso nella storia e nel passato.  Insomma godibile la fiction di Rai 1 e complimenti alla Toscana per le sue innumerevoli meraviglie.

Carburanti in tempo di crisi

Che fosse un periodo di merda l’avevamo pressoché assodato ma un’azienda giapponese, la TOTO, è andata oltre e ha presentato un prototipo eccezionale,  la moto alimentata a escrementi umani. Si, avete capito bene, quella lì, la pupù. Il prodotto in questione si chiama Toilet Bike Neo e sfrutta le esalazioni emanate dalle feci umane (probabilmente proprio quelle del guidatore) per creare biogas attraverso un dispositivo installato e alimentare così il motore. Il “carburante”, come accennato, potrebbe essere introdotto  direttamente dal guidatore visto che il sedile è in realtà un gabinetto a tutti gli effetti. Oltre a questo è fornita anche di altri simpatici optional, come la possibilità di fare musica (certo, immagino che musica si possa produrre seduti sulla tazza!) o di mostrare le note nell’aria con un sistema laser. Sembra quasi uno dei tanti scherzi circolanti sulla rete ma è tutto vero, trattandosi l’azienda, di una delle più importanti nella produzione di sanitari in Giappone. Tutto fa parte del suo programma “Green Challenge”, che ha lo scopo di dimezzare le esalazioni di CO2 delle toilette entro il 2017.

Onestamente il  fatto di camminare per strada seduti su un water lascia alquanto sconcertati. E poi vi immaginate la gente al semaforo mentre ne approfitta per fare il pieno alla moto, magari con i calzoni mezzi calati? Mi immagino scene grottesche dove persone in preda a squilibri intestinali corrono in garage invece che in bagno o chi la mattina dopo la colazione infila la vestaglia e con il giornale sotto braccio scende a fare “rifornimento” alla motocicletta prima di andare a lavoro.

Vabbè che dire, almeno adesso l’esclamazione “siamo nella merda” potrebbe non essere più così negativa.

Meditate gente… meditate.


C’è crisi

Oggi non ho proprio voglia di scrivere niente, c’è crisi di parole.

Ieri sera spengo la tv sentendo le ultime notizie sulla crisi. Stamattina alle otto il telegiornale dedica un’ampia pagina alla crisi europea, e giù di banche, Grecia, i bond, lo spread, punti e punti manco fosse l’Esselunga.

Indovinate un po, vado a lavoro e volete che non esca fuori l’argomento crisi e le fantasiose idee del governo per contrastarla? “Dove andremo a finire”, “Io farei…”, “Io invece toglierei questo, io quello”. Insomma, onestamente non ce la faccio più a sentir parlare di crisi, che sicuramente ci sarà pure ma dovuta in gran parte alle speculazioni della finanza mondiale che gioca col futuro degli altri.

Staserà però torno a casa, la giornatà è quasi finita, cerco di rilassarmi e di cenare in santa pace dopo una giornata di lavoro. Come al solito accendo la tv per vedere se ci sono novità e sapete dei due telegiornali che ho visto su quale tema era la metà dell’edizione? Dai, ce la potete fare. LA CRISI.

Ma non è che ricordandocelo ogni minuto non fanno altro che peggiorare le cose? Io penso che a questo punto scatti il meccanismo del: c’è crisi – quindi non spendo -quindi  non consumo – quindi l’industria produce di meno – quindi lavoro di meno – quindi non spendo… e il ciclo vizioso continua.

Magari un po’ di vero ottimismo e una bella iniezione di risorse sugli stipendi aiuterebbe. Così, tanto per buttarla lì.

Meditate gente… meditate gente.

Insperati flop

Non è  che magari sia la volta buona? Ieri serata flop per la seconda puntata della dodicesima edizione del Grande Fratello, solo 3.572.000 di spettatori con uno share del 17,28%, battuto dai quasi 7 milioni di spettatori della seconda e ultima puntata della fiction di  Rai 1 Cenerentola, rivisitazione in chiave moderna della famosa favola. Era pure ora, aggiungerei io, che qualcuno si accorgesse che il lunedì c’è pure altro da vedere. Non sono serviti tra gli ospiti della serata Alessandra Mussolini che bacchettava una delle concorrenti e I Soliti Idioti (al secolo Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio) con la loro incursione nella casa. Persino l’onnipresente Alfonso Signorini sul suo Tv Sorrisi e Canzoni ha definito questo risultato come un minimo storico per la trasmissione. Oddio, sperare che si arrivi ad una chiusura anticipata della trasmissione è una previsione, per me, decisamente ottimistica, ma spero che almeno questo sia un segnale per far comprendere agli autori in genere che ormai siamo stanchi dei soliti format triti e ritriti (il Grande Fratello poi!). Ma lo storico reality non è l’unico a risentire del calo di ascolti, visto che è di  qualche settimana fa la chiusura anticipata del programma Baila (clone di Ballando con le stelle) sempre sulla rete ammiraglia Mediaset. Per la parcondicio c’è da citare anche il flop del programma musicale di Rai 2 Star Academy chiuso dopo due puntate e addirittura abbandonato in anticipo dal conduttore Francesco Facchinetti.

Insomma il pubblico sembra farsi sempre più esigente e la guerra degli ascolti e degli spazi pubblicitari non lascia spazio a programmi che non rendono in termini di ascolti. Nel merito dei programmi in se meglio non entrare, visto che poi programmi di discutibile interesse sono nati, pasciuti e finiti serenamente. Mi sa che siamo proprio uno strano pubblico.

Meditate gente… meditate. 

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