Il mondo attraverso i miei occhi

Sensi


Ahmed si alzò dalla branda quando sentì un raggio di sole riscaldargli tiepidamente la guancia. Era mattina sentenziò. Si alzò e si avviò come sempre cauto verso l’altra parte della stanza dove sapeva ci fosse il catino con l’acqua. Non poteva sentirne lo scrosciare quando le sue mani vi si immersero decise ma era fresca e assaporò per un attimo il piacere di sentirla scorrere tra le dita.

Ahmed aveva imparato ad apprezzare anche solo questo dopo che una granata esplosagli accanto lo aveva privato della luce e dei suoni. Era stato un miracolo che fosse ancora vivo, e sopravvivere lo era stato ancora di più, lì, con la guerra, in quel piccolo villaggio ai confini del deserto.

La gente lo aveva aiutato anche se stranamente ancora doveva avvertire la presenza di Aziz che di solito veniva a controllare al mattino se tutto fosse a posto.

Si avviò verso l’altra camera in cerca di una sedia e ne percepì l’odore, del legno vecchio inumidito dalla fredda notte sahariana. Ne afferrò una e riconobbe subito che era la sua preferita, con lo schienale ruvido  e nodoso e la seduta che per miracolo aveva conservato un po’ di imbottitura ancora vagamente soffice al tatto. Prese dalla tavola vicino una manciata di datteri e ne  sentì in  un attimo il  dolce sapore, li lasciò poi sciogliere lentamente in bocca.

Con la sedia tra le mani, a memoria raggiunse la porta e si sedette sull’uscio che dava sulla strada polverosa. Strano fu anche non sentire nelle narici e nella bocca i piccoli granelli di polvere che vi si insinuavano al passare delle auto, ma forse era ancora troppo presto.

Ahmed restò lì seduto a sentire il vento che gli sfiorava la pelle e portava con se uno strano odore che forse aveva ormai dimenticato,  avrebbe aspettato chi gli dava aiuto, come tutti i giorni, su quella vecchia sedia. Peccato che i suoi occhi spenti e le sue orecchie mute non potessero rivelargli che tutto intorno a lui era distrutto: case, strade, solo macerie su macerie dopo la notte passata sotto i colpi di mortaio.

 E Ahmed, vivo ancora per miracolo, avrebbe aspettato… aspettato… aspettato… invano.

di Luigi Tabarro

Fonte : http://www.flickr.com © Marius Arnesen

Annunci

Commenti su: "Sensi" (1)

  1. Mimmo54 ha detto:

    Questo racconto mi ricorda un episodio de…AI CONFINI DELLA REALTA’…trasmesso alla fine degli anni 60’….TEMPO PER LEGGERE….Un dipendente di una banca appassionato di lettura che non trovava tempo per leggere…neanche a casa.Alla fine decise di portarsi dei libri nel cavou blindato della banca e durante la pausa si rinchiudeva li….Un giorno la porta blindata si chiuse alle sue spalle e lui rimase per qualche giorno chiuso all’interno, quando la porta si apri…..fuori c’era un silenzio tombale…all’esterno era stato tutto distrutto da una esplosione nucleare…!!!!…a quel punto il povero impiegato di banca pensò che ormai aveva a disposizione tutto il tempo che voleva per leggere e cominciò un’accurata selezione di libri con cui avrebbe trascorso tutto il TEMPO CHE ORMAI NON GLI MANCAVA…ma…durante il trasporto di alcuni libri…inciampò..e i suoi occhiali, cadendo si ruppero…!!!…a quel punto tutto il tempo che avrebbe avuto a sua disposizione per leggere…non sarebbe servito a nulla…perchè tutto intorno a lui era diventato…BUIO….

Lascia un Commento - L'indirizzo mail non apparirà

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Tag Cloud

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: